Mustang

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Mustang

Finita la scuola, cinque sorelle turche partecipano con i loro compagni ad un'innocente gita al fiume. Al loro ritorno a casa, scoprono che si è sparsa la voce che si sono lasciate andare a giochi dissoluti. Da quel momento, vengono letteralmente imprigionate dalla famiglia tra le mura dell'abitazione. Presto, i loro parenti iniziano ad organizzare i loro matrimoni.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Mustang
Attori principali: Güneş Nezihe ŞensoyDoğa Zeynep DoğuşluElit İşcanTuğba SunguroğluIlayda AkdoğanNihal Koldaş, Ayberk Pekcan, Bahar Kerimoğlu, Burak Yigit, Erol Afsin, Suzanne Marrot, Serife Kara, Aynur Komecoglu, Enes Sürüm
Regia: Deniz Gamze Ergüven
Sceneggiatura/Autore: Alice Winocour, Deniz Gamze Ergüven
Colonna sonora: Warren Ellis
Fotografia: David Chizallet, Ersin Gok
Costumi: Selin Sozen
Produttore: Charles Gillibert
Produzione: Francia
Genere: Drammatico
Durata: 97 minuti

Interessante, non eccezionale / 15 Settembre 2016 in Mustang

Meritevole l’intenzione della regista di portare questo tema sul grande schermo.
Inoltre, vedere un film ambientato e pensato in un contesto culturale diverso da Europa e Nord America ogni tanto lo trovo interessante.
Lo trovo interessante sia per gli usi e costumi che vengono mostrati nel film e su cui si può imparare qualcosa; sia per la visione del mondo, la narrazione stessa, che è diversa da molti stili a cui ci hanno abituati i film della tradizione “occidentale”.

Tuttavia, se pur godibile, il film non mi è sembrato eccezionale: molto semplice, piuttosto prevedibile, senza eccellenze a livello tecnico.

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Intimo / 10 Giugno 2016 in Mustang

e anche crudele

Un Inno alla Femminilità / 10 Marzo 2016 in Mustang

Non bisogna aspettarsi nient’altro che un grido d’orgoglio, un sbattere davanti agli occhi una realtà inconcepibile quasi da rifiutarne l’esistenza e “Mustang” fa tutto questo senza mezzi termini come un pugno che non mancherà di colpire.

Film nella media / 5 Febbraio 2016 in Mustang

Il film racconta la storia di cinque sorelle in un villaggio della Turchia orientale. Queste cinque sorelle, che sentono vicina l’occidentalizzazione del loro paese, reagiscono in modo diverso alle imposizioni della famiglia turca ancora molto legata ai costumi e alle tradizioni radicali della loro cultura. Film scorrevole ma che mi ha lasciato molto distaccato dalle protagoniste, come se invece di coinvolgere l’osservatore gli si volesse solamente raccontare una storia, forse lo scopo del film è proprio questo, non farci affezionare alle protagoniste ma solamente informarci delle condizioni di vita di molte ragazze di questi paesi.

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Ovvio, la prima del lotto / 26 Novembre 2015 in Mustang

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Siamo nella famigerata periferia di Trebisonda, o Trabzon, che tutti hanno ben certo presente! Significa villaggio (turco) su mare (nero) in mezzo al niente (vuoto). Sale q.b. L’ultimo giorno di scuola cinque sorelle orfane che vivono con nonna e zio, la più grande anche piuttosto gnocca, festeggiano con dei ragazzi nel mare. La voce arriva alla nonna, che le picchia, e poi allo zio, che le picchia ma più forte. L’unica incongruenza è che fino ad allora queste vivessero vite normali, in quella famiglia che brilla per retrogradismo (??), c’è poco da crescere sereni . Da lì è l’inizio della fine, e si avvia un processo di fortificazione della casa per difendere la virtù delle fanciulle (per impedir loro di uscire, non viceversa) sempre più chiuse dentro e a cui sono impedite sempre più… ehm, tutto. Zio e nonna decidono di organizzare una serie di matrimoni combinati, che è tanto divertente, nell’ordine: Sonay riesce a sposare il tipo che si bombava già (ma tranquilli, solo da dietro, per essere sicuri), la seconda si sposa uno a caso perché non ha voglia di reagire ma solo di piangere – siamo fatti di lacrime e sogni rotti – la terza fa la bottana e poi BAM, si ammazza. Le ultime e più piccole, Nur e Lela, organizzano la fuga al matrimonio di Nur. Lela è la ribelle del lotto e voce narrante di una storia intima e familiare, tanto che i momenti di complicità e tristezza e spensieratezza delle ragazze finché sono unite sono forti e veri; ed è quella che organizza, vuole fuggire, che ha visto cosa è successo alle altre e sa che lei no. Mentre lo zio è il classico turco coi baffi che spara per aria quando è felice e le batte come tamburi se non fanno quel che devono secondo la tradizione, la nonna cerca il limbo, non nel senso che balla sudamericano, proteggerle dal baffo ma sposarle al più presto, convinta che la vita di una ragazza sia quella lì. Riferimento obbligatorio alle vergini suicide in giardino con la Coppola, che i turchi potrebbero benissimo ancora mettere in testa, senza che in nulla si perda al confronto, è un mondo più lontano dal nostro ma altrettanto vero, da illuminare perché lì una questa situazione è più “normale” (Erdogan probabilmente in tal controsenso non aiuta) mentre là era eccezionale, e in quanto normale più insopportabile. A Trebisonda.

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