Recensione su Mustang

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Ovvio, la prima del lotto / 26 novembre 2015 in Mustang

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Siamo nella famigerata periferia di Trebisonda, o Trabzon, che tutti hanno ben certo presente! Significa villaggio (turco) su mare (nero) in mezzo al niente (vuoto). Sale q.b. L’ultimo giorno di scuola cinque sorelle orfane che vivono con nonna e zio, la più grande anche piuttosto gnocca, festeggiano con dei ragazzi nel mare. La voce arriva alla nonna, che le picchia, e poi allo zio, che le picchia ma più forte. L’unica incongruenza è che fino ad allora queste vivessero vite normali, in quella famiglia che brilla per retrogradismo (??), c’è poco da crescere sereni . Da lì è l’inizio della fine, e si avvia un processo di fortificazione della casa per difendere la virtù delle fanciulle (per impedir loro di uscire, non viceversa) sempre più chiuse dentro e a cui sono impedite sempre più… ehm, tutto. Zio e nonna decidono di organizzare una serie di matrimoni combinati, che è tanto divertente, nell’ordine: Sonay riesce a sposare il tipo che si bombava già (ma tranquilli, solo da dietro, per essere sicuri), la seconda si sposa uno a caso perché non ha voglia di reagire ma solo di piangere – siamo fatti di lacrime e sogni rotti – la terza fa la bottana e poi BAM, si ammazza. Le ultime e più piccole, Nur e Lela, organizzano la fuga al matrimonio di Nur. Lela è la ribelle del lotto e voce narrante di una storia intima e familiare, tanto che i momenti di complicità e tristezza e spensieratezza delle ragazze finché sono unite sono forti e veri; ed è quella che organizza, vuole fuggire, che ha visto cosa è successo alle altre e sa che lei no. Mentre lo zio è il classico turco coi baffi che spara per aria quando è felice e le batte come tamburi se non fanno quel che devono secondo la tradizione, la nonna cerca il limbo, non nel senso che balla sudamericano, proteggerle dal baffo ma sposarle al più presto, convinta che la vita di una ragazza sia quella lì. Riferimento obbligatorio alle vergini suicide in giardino con la Coppola, che i turchi potrebbero benissimo ancora mettere in testa, senza che in nulla si perda al confronto, è un mondo più lontano dal nostro ma altrettanto vero, da illuminare perché lì una questa situazione è più “normale” (Erdogan probabilmente in tal controsenso non aiuta) mentre là era eccezionale, e in quanto normale più insopportabile. A Trebisonda.

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