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Leningrad Cowboys Go America

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Leningrad Cowboys Go America
Leningrad Cowboys Go America

I Leningrad Cowboys, band finnica fortemente influenzata dai canti popolari russi, viaggia negli Stati Uniti alla ricerca di successo commerciale.
Anonimo ha scritto questa trama

Titolo Originale: Leningrad Cowboys Go America
Attori principali: Matti PellonpääKari VäänänenSakke JärvenpääHeikki KeskinenPimme KorhonenSakari Kuosmanen, Puka Oinonen, Silu Seppälä, Mauri Sumén, Mato Valtonen, Pekka Virtanen, Jim Jarmusch
Regia: Aki Kaurismäki
Sceneggiatura/Autore: Aki Kaurismäki
Colonna sonora: Mauri Sumén
Fotografia: Timo Salminen
Produttore: Katinka Faragó, Klas Olofsson, Aki Kaurismäki
Produzione: Finlandia, Svezia
Genere: Commedia, Musica, Azione
Durata: 79 minuti

Aki rocks / 11 Maggio 2018 in Leningrad Cowboys Go America

Divertente commedia musicale on the road, al limite del demenziale ma con tutti i segni tipici del cinema di Kaurismaki: volti impassibili, quasi in trance, colore e roba vintage, tanta musica rock con evidenti contaminazioni folk. Le live performance musicali, che tanto piacciono al regista, sono in certi casi fenomenali: Born to be wild ha un arrangiamento strepitoso e la voce incerta del punk-rocker Nicky Tesco è come il cacio sui maccheroni. Cameo di un altro grande indipendente particolarmente in auge negli anni ’80 e ’90, Jim Jarmusch, nel ruolo del venditore di macchine.

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Go Leningrad Cowboys! Go! / 29 Aprile 2014 in Leningrad Cowboys Go America

La vena surreale di Kaurismaki esplode in un divertente florilegio di situazioni improbabili: i Leningrad Cowboys sono una sorta di fantastici Blues Brothers fuori tempo massimo.
Come Elwood e Jake, essi accettano le improbabili cose che accadono loro con esilarante calma serafica, hanno problemi con la giustizia nel profondo sud degli States, rimpolpano la band strada facendo, si esibiscono davanti ad un pubblico “difficile” conquistandolo con una grande versione di Born to be wild degli Steppenwolf accompagnata nientemeno che da fiati e fisarmonica.

Vaghe similitudini a parte, il film è smaccatamente kaurismakiano : benché il regista non si sbizzarrisca come suo solito con le scenografie kitsch, qui meno significative che altrove, calca adorabilmente la mano sulla caratterizzazione fisica della band ed esalta all’estremo la follia delle vicende.
I capelli da fumetto e le scarpe che sembrano uscite da un cartone di Tex Avery sono dettagli che appaiono improbabili allo spettatore del film, ma non a chi incontra la band, come se si trattasse (e così Kaurismaki li sottopone al pubblico) del patrimonio genetico di una particolare stirpe (perfino il bambino in culla e il cane di casa hanno la banana d’ordinanza e Igor, lo scemo del villaggio, quasi calvo, coltiva con amore i quattro peli che ha sulla fronte, sperando di entrare nel circolo dei Cowboys).

Un film gioioso, divertente, scanzonato, un road movie rock’n’roll che attraversa gli Stati Uniti con passo sognante, fino ad arrivare ad un Messico desolato ma accogliente, inaspettata terra promessa.

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semplicemente…. / 1 Marzo 2011 in Leningrad Cowboys Go America

esilarante!