Castaway on the moon

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Castaway on the moon

Un uomo in difficoltà finanziarie tenta il suicidio gettandosi da un ponte sul fiume Han a Seul; si ritrova però in una piccola isola, proprio di fronte la città. Paradossalmente il naufrago decide di rimanere tale, affrontando con coraggio e perizia le difficoltà della situazione. Da un palazzo non lontano una ragazza osserva con attenzione le sue mosse.
lithops ha scritto questa trama

Titolo Originale: 김씨 표류기
Attori principali: Jung Jae-youngJung Jae-youngJung Ryeo-wonJung Ryeo-wonYang Mi-kyungYang Mi-kyungLee Sang-hunLee Sang-hunJang So-yeonJang So-yeonPark Young-seo, Koo Kyo-hwan, Lee Kyung-joon

Regia: Lee Hae-junLee Hae-jun
Sceneggiatura/Autore: Lee Hae-jun
Fotografia: Kim Byung-seo
Costumi: Choi Eui-young
Produttore: Kim Moo-ryoung, Kang Woo-suk
Produzione: Corea del Sud
Genere: Orientale, Drammatico, Commedia
Durata: 119 minuti

Dove vedere in streaming Castaway on the moon

29 Settembre 2014 in Castaway on the moon

veramente bello da vedere

14 Gennaio 2014 in Castaway on the moon

“Amo così tanto la luna…
non c’è nessuno lassù…
e se non esiste nessuno
la solitudine non ha senso”

Ancora una storia di solitudini che si incontrano, si cercano, si inseguono…si amano?
Una commedia surreale, onirica, forse anche grottesca, ma così delicata e poetica da riuscire ad incantare chi la guarda.
Poco importa se la storia sia oltre il limite che separa il reale dall’assurdo, non è quello che conta. Come spesso accade nei film orientali ad avere l’importanza sono le immagini, i gesti semplici, le poche parole…

Si ride tanto eppure ci si commuove di fronte a questi due personaggi.
Da una parte Lui, uno come tanti, anzi…un inetto come tanti, senza soldi, pieno di debiti, appena lasciato dalla fidanzata che lo disprezza. La sua vita sta andando a puttane, sta…naufragando, ancor prima di prendere la decisione di gettarsi da quel ponte, con l’intenzione di suicidarsi, fuggire da tutto e da tutti.
Ma anche il suicidio non va in porto e si ritrova così su di un isolotto in mezzo al fiume, vicinissimo a quella città, quella società che lo annientava, eppure allo stesso tempo così lontano, distante,
invisibile. Come prima, come sempre insomma.

“Che stupido, non sei nemmeno capace di suicidarti.”

Il telefono ovviamente ha finito la batteria e di nuotare non è capace (sennò il film nemmeno cominciava). E’ lì su quell’isolotto, in mezzo ai rifiuti della società…spazzatura, bottigliette di plastica, scatolette di tonno ed una vecchia barchetta a pedali fatta ad anatra. Solo con se stesso e la sua fragilità, i suoi rimorsi, i suoi incubi… con quelle carte di credito prosciugate che non gli servono più a niente, giusto giusto per pulire la barchetta dalla cacca degli uccelli.
Fatto sta che decide di rimandare il suicidio e tentare di sopravvivere su quell’isola, dove la società ed il resto dell’umanità non possono più fargli del male… e così, quindi, incomincia a darsi da fare come un novello Robinson Crusoe, riscopre la bellezza della natura, il sapore dimenticato della noia.

E poi c’è Lei, dall’altra parte del fiume. Una giovane ragazza. Anche lei è sola, anche lei per scelta. Non ha tentato il suicidio, ma si è barricata nella propria camera, in fuga dal mondo. Non esce mai, nemmeno fa entrare la luce del sole. Dorme dentro nell’armadio, si sottopone all’autoipnosi per addormentarsi e vive soltanto una vita virtuale sul web “dove puoi essere chi vuoi”.
Poi la sera, da spazio alla sua più grande passione: Fotografare la Luna.
“Amo così tanto la luna, non c’è nessuno lassù…e se non esiste nessuno la solitudine non ha senso”

Solamente due volte all’anno, durante delle esercitazioni antiterrorismo si concede di guardare il mondo, perché in quelle situazioni la città si svuota…
“Due volte all’anno, per soli venti minuti il mondo si svuota, come sulla luna la gravità diventa un sesto di quella reale. Come vorrei che il mondo restasse sempre come in questo momento. Anche la vita peserebbe un sesto…”

Ed è proprio in quei momenti in cui il mondo diventa Luna che Lei con il suo cannocchiale scorge Lui.
“Un alieno” esclama! Perché di alieni si tratta… se i terrestri sono quelli normali, che vivano la loro vita in città come tanti. Che vivono senza paura della vita. Loro no, loro sono alieni…

Però pian piano, mandandosi messaggi, lui scrivendo sulla sabbia, lei gettando da un ponte bottigliette di vetro contenenti lettere, cominciano a conoscersi…o meglio ad avvertire a vicenda la presenza dell’altro.
Ed allora quella solitudine pian piano si dissolve, la musica cambia… quelle tende in camera le puoi aprire, non c’è più bisogno di ripararsi dal sole, di nascondersi dal mondo. Ed allora puoi uscire anche di casa senza casco, correre verso l’altro, solamente per dirgli come ti chiami. Solo per dirgli Io ci sono. Non sei più solo. Non lo siamo più.
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Fidatevi, è una meraviglia questo piccolo film. E’ una commedia, certo, e non ha assolutamente pretese autoriali, ma riesce a colpire, emozionare, trasmettere grande forza vitale ed energia positiva. Molto curata nei dettagli, in alcune trovate visive sensazionali, con delle scene che ti lasciano per qualche secondo senza fiato e ti fanno rimandare indietro il film per vederle, rivederle, rivederle ancora… Se fossero tutte così le commedie!

Unica pecca, se proprio vogliamo trovargli un difetto, direi il finale leggermente scontato, non all’altezza di tutto ciò che c’è davanti, ma tutto sommato di fronte ad una commedia del genere c’è solo da battere le mani.

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Hello / 24 Dicembre 2013 in Castaway on the moon

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Film leggero e allo stesso tempo interessente nel quale convogliano diversi temi, dalle difficoltà economiche a quello dell’isolamento più esasperato prodotto da internet.
Due facce della stessa medaglia che ci fanno riflettere su quale direzione stia prendendo il mondo ultimamente. Da un lato abbiamo il protagonista che schiacciato dai debiti tenta di farla finita senza riuscirci, e destino vuole che si trovi isolato in mezzo ad una metropoli in cui tutti sono troppo presi dalle prorpie vite per notarlo, o in generale per fermarsi un attimo a guardare. Dall’altro troviamo una ragazza che vive il mondo a modo suo rifugiandosi in uno dei tanti social network che le permettono di avere la vita, seppur virtuale, che vorrebbe.
Ed è prorpio questa ragazza fuori dal mondo, che si accorge di quest altro essere, anche lui fuori dal mondo e tra i due si viene a creare un’insolita corrispondemza, ma proprio quando il gioco si fa bello, ecco che la civiltà, con tutta la sua delicatezza, riporta il naufrago nella bella metropoli.

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30 Maggio 2013 in Castaway on the moon

Potrei citare benissimo alcune parti dei commenti precedenti per rendere l’idea (colonna sonora e il parallelo con l’amore in tempi di internet) di quanto sia delizioso questo film. Devo ammettere che i primi minuti mi avevano un poco spiazzato, non si capiva bene su che tipo di piano stesse ruotando la trama, l’effetto tragicomico arriva però subito dopo e non appena si arriva alla “svolta” il tutto appare chiaro e curioso. Quando è un obiettivo a tenerci ancorati alla vita, oppure la sensazione di estraniamento/delusione di quando lo raggiungiamo, la forza di andare oltre le solite cose e la classica routine giornaliera che ci da l’illusorio rifugio. Piano piano il film si snoda mostrando incastri, facendo sorridere mantenendo laggiù e quasi nascosto un velo drammatico che esce visivamente di tanto in tanto. E’ bello riviverlo scena per scena, la location è affascinante quanto i suoi diversivi (il rifugio per dormire, gli occhiali e le condizioni della stanza della ragazza che quasi ti fa sentire realmente l’odore di chiuso e stantio).

Non andate incontro a questo film sperando in qualcosa di simile al famoso Cast Away, solo la facciata è simile, qui si va all’esplorazione di ben altre difficoltà più comuni. Semplice e a modo suo toccante, si lascia ricordare anche grazie alla scelta dei colori e alla bravura dei due attori principali.

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la clinica dell’amore / 11 Aprile 2013 in Castaway on the moon

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il film sembra suggerire la possibilità di un’isola. Un’isola sentimentale che pare celebrare l’amore al tempo dei social network.
Eppure è la protezione civile il filo conduttore della storia d’amore tra i due asociali protagonisti. Come a suggerire che in epoca di crisi, sicuramente economica, ma sopratutto, e più preoccupante, di identità, le nostre individualità necessitano di soccorso nel momento stesso in cui le certezze come famiglia e lavoro e fede e idiologie varie e, non ultima, verità, si sgretolano intorno a tutti noi.
E allora suona la sirena e si ferma il tempo e si ferma lo spazio. C’è ancora tempo per le emozioni, quando si è sospesi nello spazio.
Il film è varemente carino (un termine abusato che in questo caso mi pare appropriato), ma la sceneggiatura di Hey-jun Lee è veramente a prova di bomba.
Forse siamo tutti sperduti sulla luna…

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