Recensione su La famiglia omicidi

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Un pò troppo per carburare, ma poi funziona bene! / 7 Ottobre 2017 in La famiglia omicidi

In un antefatto, andiamo nei primi anni ’60 in Gran Bretagna. Una giovane donna viene mandata in manicomio criminale dopo che nel suo bagaglio ha messo i cadaveri di marito e amante da lei uccisi. Torniamo ai giorni nostri, e seguiamo la vita della famiglia Goodfellow: c’è il signor Walter, noioso e sbadato reverendo (Rowan Atkinson), la signora Gloria (Kristin Scott Thomas), annoiata dai rapporti pari a zero col marito e con un amante americano (Patrick Swayze) e i due figli: Holly, infoiata come poche, e il piccolo Petey, preso di mira dai bulli. Nella famiglia però arriva una nuova governante, a prima vista una dolce e simpatica vecchietta (Maggie Smith, senz’altro il pezzo migliore del cast). Con il suo arrivo, piano piano, le cose cominciano a migliorare per tutti. Discutibili però sono i mezzi ai quali ricorre. Dopo una prima parte alquanto noiosa, che serve sì a presentare personaggi e situazione familiare, entriamo nel vivo dell’umorismo nero, anche se il vero balzo c’è nel finale, un po’ un peccato, perché comunque le trovate sono forti ma troppo sporadiche per così dire. Un po’ deludente anche il cast, con Atkinson che non deve certo avere la pazzia del suo Mr. Bean o cosa, però è piuttosto spento, al di là del personaggio. Idem Swayze, mentre è ottima, come detto, Maggie Smith. Il sei ci sta perché alla fine ci si diverte, ma resta il senso che si poteva fare anche molto meglio.

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