2006

Flags of Our Fathers

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Flags of Our Fathers
Flags of Our Fathers

Seconda guerra mondiale. Gli americani stanno ormai dilagando nel Pacifico e decidono di infliggere il colpo di grazia all'impero del sol levante iniziando a conquistare territorio giapponese. I Marines sbarcano così ad Iwo Jima, un insignificante pezzo di terra dal grande valore simbolico. La conquisteranno con grande dispendio di uomini e risorse. Al ritorno in patria, i soldati che avevano issato la bandiera sul monte Suribachi, immortalati in un’immagine che farà storia, assurgono ad eroi nazionali e vengono impiegati dal governo per spingere i cittadini a finanziare il conflitto attraverso gli appositi buoni del tesoro…
hartman ha scritto questa trama

Titolo Originale: Flags of Our Fathers
Attori principali: Ryan PhillippeAdam BeachJesse BradfordJohn Benjamin HickeyJohn SlatteryBarry Pepper, Jamie Bell, Paul Walker, Robert Patrick, Neal McDonough, Melanie Lynskey, Chris Bauer, Gordon Clapp, Judith Ivey, Joseph Cross, Benjamin Walker, Alessandro Mastrobuono, Stark Sands, Ann Dowd, Beth Grant, Brian Kimmet, Jason Gray-Stanford, David Rasche, James Newman, Beth Tapper, Shakti Shannon, Scott Eastwood, Michael Cumpsty, David Patrick Kelly, Jon Polito, Erica Grant
Regia: Clint Eastwood
Sceneggiatura/Autore: Paul Haggis, William Broyles Jr.
Colonna sonora: Clint Eastwood
Fotografia: Tom Stern
Costumi: Deborah Hopper
Produttore: Steven Spielberg, Clint Eastwood, Robert Lorenz
Produzione: Usa
Genere: Azione, Drammatico, Guerra
Durata: 132 minuti

Flags of Our Fathers: un circolo vizioso / 31 Maggio 2015 in Flags of Our Fathers

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il film è godibile, perché ben realizzato, asciutto, romantico ma senza orpelli superflui, in pieno stile Eastwood, una certa retorica compresa.
La storia è intrigante, perché è una sorta di una dolorosa caccia al tesoro.

Eppure, ho provato un profondo fastidio nel vedere quanto al genere umano piaccia mitizzare eventi di altrimenti dubbia portata.
La vicenda della bandiera di Iwo Jima è un episodio tra innumerevoli altri, ma in quel preciso momento storico l’epica di cui è intrisa la nota fotografia che ritrae i soldati impegnati nell’atto di issare il vessillo a stelle e strisce era necessaria, per infondere fiducia nei militari e nei civili.
Ma è un falso.
E detta fiducia, di allora e di poi, si fonda su un falso costruito a bella posta. Il che è per me quantomai desolante.

Bravo Clint, quindi, che ha insistito sul fatto che i protagonisti dell’evento abbiano vissuto come un peso ed un conflitto l’etichetta di eroi affibbiatagli da chi all’epoca ha fatto leva sulla famosa “onda emotiva” per ottenere vantaggi (per sé o per terzi, non importa) ed è lodevole, perciò, l’intento di rendere merito alla loro memoria tentando di restituirgli una dimensione umana.
Ma, secondo me, l’obiettivo è stato parzialmente fallito.
Perché l’aura di infallibile giustizia che, per esempio, circonda Doc (Ryan Phillippe) è solo un altro aspetto di quell’eroismo che (immagino) il libro da cui è tratto il film ed il film stesso avevano intenzione di smussare. Senza negare che quegli uomini fossero delle brave persone, il film li presenta come individui degni di essere chiamati davvero eroi per il sacrificio fatto non nel nome della patria, ma dei compagni che avevano condiviso con loro l’orrore della guerra. Ma l’assunto non era quello di ridimensionare proprio il peso di quel termine? Qualcosa mi sfugge…

Insomma, in maniera forse inclemente, forse superficiale, sicuramente cinica, mi sento di dire che siamo dalle parti di un gatto che si morde la coda.
Resta la curiosità di voler vedere comunque la seconda parte del dittico, Lettere da Iwo Jima.

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Film di storia. tutta la vita / 3 Febbraio 2015 in Flags of Our Fathers

Premetto alcune cose: prima di tutto non ho mai visto tanti film di Clint Eastwood (nel ruolo di attore), né tanto meno sono un’esperta di cinematografia, ma adoro i film di storia, soprattutto quando riguardano fatti realmente accaduti.
Questo film racconta la storia della battaglia di Iwo Jima, avvenuta nel pacifico nel 1944-45, tra americani e giapponesi. Alcuni film americani di guerra sono fastidiosamente patriottici, ma questo film è diverso. Ho apprezzato innanzitutto che il regista ha girato anche “Lettere da Iwo Jima” che racconta il punto di vista dell’esercito giapponese. Dopodiché non l’ho trovato mai noioso, i protagonisti, realmente esistiti, sono dei ragazzi semplici, vengono mostrate le loro debolezze e l’umiltà dinnanzi alla morte; la profonda cicatrice che lascia la guerra che gli accompagnerà per tutto il resto della loro vita, sino alla morte; sono dei ragazzi che non si definiscono affatto eroi, nonostante la propaganda americana li dipinge tali per motivi squisitamente politici. Racconta davvero, secondo me, cosa significa uno Stato che finanzia la morte di un milione di soldati che si sacrificano per la propria “patria”, mentre i padri della patria se ne stanno seduti buoni buoni in poltrona. Un sacrificio di una giovinezza, senza ricevere nulla in cambio.

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Eroi per caso / 15 Gennaio 2015 in Flags of Our Fathers

Il colore saturo, sangue e zolfo, le raffiche di terra e proiettili, lo spiegamento di forze su e attorno l’isola di Iwo Jima sono un quadro straordinario. Una storia che sembra patriottica ma porta addosso una pesante e scomoda verità; gli eroi non esistono.
Oltre alle immagini guerresche splendidamente accurate, devo annotare quel fastidioso senso di “ovattato e artificioso” che deriva dal doppiaggio italiano. Non so cosa abbiano combinato, ma quando parlano gli attori sembra una fiction Rai.

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9 Agosto 2012 in Flags of Our Fathers

La guerra nel suo cinismo e nei suoi simboli.
La voglia di eroismo e di immagini consolatorie (tutto il film prende spunto dalla famosa fotografia dei soldati americani che innalzano la “Stars-spangled Banner” dopo la battaglia).
La facilità nel (e la voglia di) dimenticare.
Grande prova di regia per Eastwood.

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