Recensione su Dragged Across Concrete

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Non ci resta che il crimine / 23 Aprile 2020 in Dragged Across Concrete

Bel film poliziesco poco conosciuto (in Italia arrivato direttamente su Sky).
Henry (Tory Kittles) è appena uscito di prigione e deve cercare un modo per badare alla madre (che si prostituiva mentre lui era
in carcere) e al fratello disabile.
La scena si sposta sei settimane dopo dove troviamo due poliziotti, Brett (Mel Gibson) e Anthony (Vince Vaughn), che vengono sospesi
dal servizio perchè hanno esagerato con la violenza nell’arresto di uno spacciatore.
Brett vive in un quartiere poco dove la figlia ha subito 5 aggressioni nell’ultimo mese e la moglie, ex poliziotta, è malata di
sclerosi multipla; invece Anthony sta per chiedere alla ragazza che ama di sposarlo. Hanno bisogno di soldi e Brett convince
Anthony a tentare di rapinare un criminale. Ma le cose si complicano.
Film inizialmente un po’ complicato con vari personaggi seguiti e si fa fatica a comprendere se sono storie separate o si intersecano;
beh, la seconda e lo sviluppo è molto interessante. Non ci si pone molte domande su eventuali dilemmi morali, Brett sta ormai imboccando la strada in discesa della sua carriera (se mai c’è stata una salita), un Mel Gibson che fa intravedere qualcosa del suo personaggio di Arma Letale. Anthony ha più dubbi ma sostiene in tutto il collega. Il film imbocca anche una strada di violenza con qualche scena un po’ cruda (un paio all’interno del furgone, tanto per intenderci).
Alcuni ruoli limitati come quello di Don Johnson come capo di Brett e quello di Jennifer Carpenter come impiegata della banca; nel resto del cast troviamo anche Udo Kier nei panni di Friedrich (quello che fa la soffiata a Brett) e Thomas Kretschmann nei panni di Lorentz (l’obiettivo di Brett e Anthony).

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