Dieci inverni

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Dieci inverni

Una ragazza, Camilla, e un ragazzo, Silvestro, entrambi diciottenni, si conoscono a Venezia nell'inverno del 1999. Quell'incontro casuale segna l'inizio di una lunga e tormentata storia d'amore, durante la quale i due giovani si mettono insieme e si lasciano più volte, che viene raccontata in un arco di tempo che abbraccia dieci anni.
schizoidman ha scritto questa trama

Titolo Originale: Dieci inverni
Attori principali: Isabella RagoneseMichele RiondinoGlen BlackhallSergey ZhigunovSergey NikonenkoLiuba Zaizeva, Alice Torriani, Sara Lazzaro, Francesco Brandi, Luca Avagliano, Francesca Cuttica, Vinicio Capossela, Roberto Nobile, Luis Molteni
Regia: Valerio Mieli
Produzione: Italia
Genere:
Durata: 99 minuti

Mare d’inverno / 17 Febbraio 2013 in Dieci inverni

Qualcosa manca a questo film per convinvermi del tutto, forse sono i personaggi a convincermi poco, soprattutto Camilla che oltre ad essere un’emerita stronza è anche scialbina e poco interessante. Tanto di cappello per le ambientazioni, senza Venezia vuota ed invernale e il formicolio incessante di Mosca, questo film non sarebbe un gran che. Ottima anche l’idea di dividere la vicenda in quadri, peccato che sia proprio l’intreccio della storia ad avere qualche pecca.

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30 Gennaio 2013 in Dieci inverni

Non esaltante ma comunque un buon prodotto. Da apprezzare soprattutto la protagonista femminile in questa storia di una crescita di due studenti che non fanno pazzie per inseguire i loro sogni ma che cercano in ogni modo di vivere e diventare adulti.

1 Giugno 2012 in Dieci inverni

Interessante film italiano, che scandaglia con semplicità e realismo il rapporto difficile, complesso, ma forte tra un ragazzo e una ragazza, dalla fine dell’adolescenza all’età adulta e consapevole. Molti bravi i due attori, Isabella Ragonese e Michele Riondino. L’ho sentito un film forse imperfetto, ma molto vero.

il senso del tempo / 6 Aprile 2011 in Dieci inverni

Bella sorpresa. E’ una commedia romantica, ma lieve, ben girata, ben fotografata e ben interpretata. Nell’ambito dell’opera prima, o quasi, nell’ambito del genere è davvero una bella sorprea.

Il film si costruisce sullo scorrere del tempo all’interno di una unica stagione mostrando l’evoluzione e la crescita dei protagonisti (un arco di 10 anni non sono pochi), ma chiusi in un mondo sempre uguale, calato nella nebbia, nella neve, nel freddo e nel buio dell’inverno. E già questo è una scelta interessante, non foss’altro per il fatto che si ambienta in una Venezia lagunare, ma non da cartolina e in una Russia molto poco turistica.
I due ragazzi diventano adulti lungo un insieme di atti mancati che cominciano subito, al primo incontro, e che si ripetono per dieci anni, fra amori falliti, problemi di famiglia, partenze e ritorni: la sequenza di loro due che stanno fisicamente nella stessa piazza, guardano la stessa persona, ma non si incontreranno è lo specchio di due vite che non riescono a sincronizzarsi. Una commedia romantica che guarda agli universitari con un tocco poetico, ma realistico, che guarda ai rapporti interpersonali senza evocare stereotopi, che guarda bene una realtà giovanile misconosciuta al nostro cinema attuale, con leggerezza, divertimento, direi affetto

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17 Febbraio 2011 in Dieci inverni

Camilla e Silvestro si incontrano su un vaporetto nell’inverno 1999. Entrambi infagottati, in spalla uno zaino pieno di sogni e aspirazioni: sono studenti al primo anno appena trasferitisi a Venezia; lei timida e un po’ scontrosa come la vecchia lampada che porta con sé, lui estroverso e simpatico come il suo alberello di kaki. Lui la segue e le chiede ospitalità; all’alba va via, e quando lei gli accenna un sorriso lui le volta le spalle. Comincia così una storia d’amore che impiegherà dieci anni per sbocciare, fra le calli e i campi di una Venezia surreale e nebbiosa, quella degli studenti e delle piazze vuote, descritta da un’ottima fotografia.
Un film dolce e malinconico, d’amore e di formazione, che accetta la sfida di raccontare un decennio della vita, quello che dalla giovinezza porta all’età adulta attraverso decisioni importanti e scelte stupide. Mieli sceglie di costruirlo per quadri: dieci scatti quasi casuali ai due protagonisti interpretati da due volti nuovi – Isabella Aragonese e Michele Riondino – con talento, sincerità e naturalezza.

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