Recensione su Dieci inverni

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il senso del tempo / 6 aprile 2011 in Dieci inverni

Bella sorpresa. E’ una commedia romantica, ma lieve, ben girata, ben fotografata e ben interpretata. Nell’ambito dell’opera prima, o quasi, nell’ambito del genere è davvero una bella sorprea.

Il film si costruisce sullo scorrere del tempo all’interno di una unica stagione mostrando l’evoluzione e la crescita dei protagonisti (un arco di 10 anni non sono pochi), ma chiusi in un mondo sempre uguale, calato nella nebbia, nella neve, nel freddo e nel buio dell’inverno. E già questo è una scelta interessante, non foss’altro per il fatto che si ambienta in una Venezia lagunare, ma non da cartolina e in una Russia molto poco turistica.
I due ragazzi diventano adulti lungo un insieme di atti mancati che cominciano subito, al primo incontro, e che si ripetono per dieci anni, fra amori falliti, problemi di famiglia, partenze e ritorni: la sequenza di loro due che stanno fisicamente nella stessa piazza, guardano la stessa persona, ma non si incontreranno è lo specchio di due vite che non riescono a sincronizzarsi. Una commedia romantica che guarda agli universitari con un tocco poetico, ma realistico, che guarda ai rapporti interpersonali senza evocare stereotopi, che guarda bene una realtà giovanile misconosciuta al nostro cinema attuale, con leggerezza, divertimento, direi affetto

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