Recensione su Dancer in the Dark

/ 20007.8224 voti

13 ottobre 2011

Quello che ovviamente colpisce di più dell’opera seconda di Von Trier è la musica. La protagonista è già di per sè una musicista che non necessita di presentazioni, ma la colonna sonora del film è fenomenale. Prende avvio dai suoni più comuni (il martellare delle macchine in fabbrica, lo sferragliare di un treno, il pestare delle scarpe sul pavimento…) e diventa il momento più colorato – realmente – e liberatorio che Selma (BJork) vive. Condannata ad una lenta e precoce caduta verso la cecità, Selma è un’operaia cecoslovacca che lotta disperatamente per assicurare al figlio l’operazione chirurgica che gli scamperà lo stesso tragico destino.
Nella sua fragile determinazione è commovente e la sua lotta disperata contro la società e contro quelli che dovrebbero essere i suoi amici non può non toccare nel profondo la sensibilità di chi guarda.
Von Trier dirige un film in cui la drammaticità dei silenzi è rotta solo dalla splendida voce di Bjork e da quei momenti musicali che farebbero avvicinare il film al genere musicale. Ma è un musical diverso, cupo ma allo stesso tempo splendente. La fotografia evidenza questo forte contrasto (è metallica e fredda per la gran parte del film e diventa colorata e luminosa nei momenti in cui Selma immagina la musica e pensa di poter ballare su quelle note improvvisate).
Bravo anche il cast di contorno (Catherine Deneuve, Peter Stormare e David Morse) ma soprattutto bravissima Bjork, capace di dare a Selma un tono così diretto che non è possibile non provare compassione e una forte empatia per la tragica parabola di questa madre disposta a sacrifici enormi (la musica stessa, la sua grande passione…) per il bene del figlio.
Migliore del primo film “Le onde del destino” è una di quelle pellicole che lasciano il segno…

6 commenti

  1. Andrea / 13 ottobre 2011

    molto vicini tra loro hai visto “le onde del destino” e “dancer in the dark”! ammirevole 🙂

    di Von Trier il migliore per me è Dogville (ma no ho visto Antichrist).

  2. henricho / 13 ottobre 2011

    “le onde del destino” in certi passaggi ha rallentato davvero tantissimo, ma “dancer in the dark” mi ha preso a tal punto che non mi sono accorto del tempo che passava..
    “dogville” è il prossimo sulla lista!

  3. dito / 14 maggio 2012

    Scusate se m’intrometto ma Le Onde del Destino è bellissimo quanto devastante. Dogville è veramente particolare ma vista l’originalità è il migliore.
    A breve vorrei vedere Manderlay ma ho paura di rimanere deluso. Speriamo bene 🙂

    • davine / 15 maggio 2012

      Manderlay merita, non l’ho trovato assolutamente deludente, anzi mi ha lasciato con tanti, tantissimi dubbi. Il tema trattato è ancora più contorto e difficile di Dogville 😉

  4. henricho / 15 maggio 2012

    Sono d’accordo…Manderlay come seguito di Dogville è interessante ma ancora di più merita di essere visto Melancholia…ad ogni modo Von Trier può piacere come no, ma da tutte le protagoniste dei suoi film ha saputo tirar fuori il meglio come attrici. Da Emily Watson a Bjiork fino a Nicole Kidman, Dallas Howard, Charlotte Gainsbourg a Kirsteen Dunst. tutte quante hanno forse prodotto le migliori interpretazioni con lui…

  5. dito / 15 maggio 2012

    Come seguito non è male ma per me risulta migliore Dogville, forse perché il primo ma anche la stessa trama risulta più intrigante. Melancholia sarà il prossimo 🙂

Lascia un commento

jfb_p_buttontext