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Dancer in the Dark

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Prendetevi Mamma mia che io mi tengo Las von Trier / 1 Ottobre 2018 in Dancer in the Dark

Ho notato con gran dispiacere come,in questo sito, il buon vecchio Las non sia molto amato. Lo capisco è un fottuto bastardo che ti fa entrare in contatto empatico con i suoi protagonisti ai quale succede di tutto. Anche qui in un vortice spirale di dolore BJiork canta balla lasciando lo spettatore sbigottito.
Uno dei musical che preferisco, e uno del regista danese che ho rivisto più volte torturandomi malamente. Guardatevi e apprezzate queste opere perchè come descrive lui le bassezze della società umana in pochi ci riescono.

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musicaLars / 6 Marzo 2015 in Dancer in the Dark

Un musical girato da Lars è di per se una cosa assurda, che gli fa acquistare di diritto un voto alto!
… Senza tralasciare la bravura di Bjork.

Il musical secondo Von Trier / 22 Maggio 2014 in Dancer in the Dark

E’ l’angoscia a farla da padrona nelle opere di Von Trier (almeno in quelle visionate fin’ora dal sottoscritto). Quella e le figure femminili che ruotano intorno alle vicende narrate dal regista danese. Non fa eccezione Bjork, cantante islandese che presta voce e corpo alla tragica figura di Selma Jezkova.
Interessante la scelta di Von Trier di sperimentare il genere del musical, ricreando uno stile personale e originalissimo (canzoni che prendono vita da veri e propri “rumori,” inquadrature fisse da svariate posizioni e immancabile telecamera a spalla).

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14 Marzo 2013 in Dancer in the Dark

Insopportabilmente doloroso…come dice Lemony Snicket:”Non è troppo tardi per guardare un film su un piccolo elfo felice…!”

Recidiva / 28 Ottobre 2012 in Dancer in the Dark

È sempre la stessa storia, per me. “Non vedrò mai più un film di Von Trier, mai più, più più! Lo so che poi mi fa stare male!”. E invece puntualmente ci ricasco. Perché adoro le sue storie, che sbattono impietosamente in faccia tutta la bruttura e, allo stesso tempo, la bellezza che ci circonda in questo mondo. La bruttura dell’amicizia tradita, della giustizia sommaria, del pregiudizio, dell’egoismo, della pena di morte; la bellezza di un’anima candida, dell’amore sconfinato di una madre per il figlio, del sacrificio, della musica che sorregge e conforta anche nei momenti più cupi della nostra vita. Quando l’ossimoro è così stridente non si può restare inerti.
Una splendida Bjork, che si dimostra anche un’ottima attrice.
Quanto tempo riuscirò a resistere senza guardare un’altra pellicola di questo regista malsano e geniale?

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20 Ottobre 2012 in Dancer in the Dark

va be’, sono di parte, lo si evince anche dal mio avatar…
e meno male che bjork non voleva nemmeno recitare ma “prestare” solo la voce….

Dancer in the Dark / 28 Giugno 2012 in Dancer in the Dark

Selma è una donna affetta da una patologia visiva ereditaria che l’ha ormai resa quasi del tutto cieca. Eppure non rinuncia alle sue passioni (il musical) e a lavorare come una dannata con un solo obiettivo: guadagnare abbastanza denaro per consentire a suo figlio (che soffre della sua stessa malattia) di operarsi agli occhi per evitare – almeno lui – la cecità. È il motivo, del resto, che l’ha portata ad emigrare dalla Cecoslovacchia agli Stati Uniti. Peccato però che dovrà fare i conti con la malvagità degli uomini e con un destino amaro che si scaglierà contro di lei con tutte le forze, fino a condurla nel braccio della morte di un penitenziario.
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Agiografico / 18 Maggio 2012 in Dancer in the Dark

Caro Lars, io vorrei schierarmi dalla parte di Selma sulla spinta di una costruzione logica, di un ragionamento. Non su quella emotiva che propini con grande maestria nelle tue pellicole. Passi pure il cinema morale, ma non quello moralistico, manicheo, agiografico e ricattatorio. Su basi irrazionalistiche ed emotive si è pure prodotto il consenso nei regimi totalitari. Abbasso il cinema della pancia!

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Emozioni forti… / 14 Maggio 2012 in Dancer in the Dark

Mai visto un musical simile. Ovviamente non stiamo parlando di Sette spose per sette fratelli, Cabaret, New York New York o La febbre del Sabato sera. La drammaticità della trama è sicuramente allietata dalla splendida voce dell’interprete Bjork, incredibilmente brava nella sua follia. Madre che si spezza in due per il figlio affetto dalla sua stessa malattia (ciecità) che però può essere salvato con un’operazione molto costosa. La follia di Selma è che non cede mai al suo obiettivo che è la salvezza del proprio figlio fino all’esagerazione più incredibile. Difficilmente si riesce a non commuoversi alla fine. Il silenzio è quasi sempre interrotto dalla fantasia di Selma che vive per la musica e grazie a questa tenta di superare ogni difficoltà. Bello, intenso ma decisamente drammatico che ti lascia un colpo al cuore.
Il regista dopo Le onde del destino (bellissimo e forse il film più drammatico della mia vita) colpisce ancora e lascia il segno.
“E’ l’ultima canzone solo se permettiamo che lo sia…”.
Bello, molto bello.

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14 Febbraio 2012 in Dancer in the Dark

tutt’altro che facile, nonostante la presenza di parti musicali non è possibile sfuggire alla sensazione di tragedia incombente che c’è dall’inizio del film.
E’ un film che fa stare male sia durante sia dopo la visione, ma si è quasi felici di aver sofferto assieme alla protagonista.

13 Ottobre 2011 in Dancer in the Dark

Quello che ovviamente colpisce di più dell’opera seconda di Von Trier è la musica. La protagonista è già di per sè una musicista che non necessita di presentazioni, ma la colonna sonora del film è fenomenale. Prende avvio dai suoni più comuni (il martellare delle macchine in fabbrica, lo sferragliare di un treno, il pestare delle scarpe sul pavimento…) e diventa il momento più colorato – realmente – e liberatorio che Selma (BJork) vive. Condannata ad una lenta e precoce caduta verso la cecità, Selma è un’operaia cecoslovacca che lotta disperatamente per assicurare al figlio l’operazione chirurgica che gli scamperà lo stesso tragico destino.
Nella sua fragile determinazione è commovente e la sua lotta disperata contro la società e contro quelli che dovrebbero essere i suoi amici non può non toccare nel profondo la sensibilità di chi guarda.
Von Trier dirige un film in cui la drammaticità dei silenzi è rotta solo dalla splendida voce di Bjork e da quei momenti musicali che farebbero avvicinare il film al genere musicale. Ma è un musical diverso, cupo ma allo stesso tempo splendente. La fotografia evidenza questo forte contrasto (è metallica e fredda per la gran parte del film e diventa colorata e luminosa nei momenti in cui Selma immagina la musica e pensa di poter ballare su quelle note improvvisate).
Bravo anche il cast di contorno (Catherine Deneuve, Peter Stormare e David Morse) ma soprattutto bravissima Bjork, capace di dare a Selma un tono così diretto che non è possibile non provare compassione e una forte empatia per la tragica parabola di questa madre disposta a sacrifici enormi (la musica stessa, la sua grande passione…) per il bene del figlio.
Migliore del primo film “Le onde del destino” è una di quelle pellicole che lasciano il segno…

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