Cube - Il Cubo

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Cube - Il Cubo

Cinque persone sono rinchiuse in un labirintico e tortuoso cubo dal quale vogliono uscire. I quattro un poliziotto, un artista, un medico, un architetto, una studentessa di matematica e un giovane autistico nulla hanno apparentemente in comune salvo il fatto di trovarsi in questa disperata condizione. Ben presto esasperati per non riuscire a trovare una via d'uscita inizieranno a a diventare aggressivi uno contro l'altro.
Andrea ha scritto questa trama

Titolo Originale: Cube
Attori principali: Nicole de BoerNicole de BoerNicky GuadagniNicky GuadagniMaurice Dean WintMaurice Dean WintDavid HewlettDavid HewlettAndrew MillerAndrew MillerJulian Richings, Wayne Robson

Regia: Vincenzo NataliVincenzo Natali
Sceneggiatura/Autore: Vincenzo Natali, André Bijelic, Graeme Manson
Colonna sonora: Mark Korven
Fotografia: Derek Rogers
Costumi: Wendy May Moore
Produttore: Mehra Meh, Betty Orr
Produzione: Canada
Genere: Drammatico, Thriller, Horror, Fantascienza
Durata: 90 minuti

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Cosa c’è là fuori? Solo la sconfinata stupidità umana / 23 Agosto 2020 in Cube - Il Cubo

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Quando ero bambina c’era un gioco chiamato cubo di Rubik (presumo esista ancora) con il quale trascorrevo ore a scervellarmi nel tentativi di capirci qualcosa (e data la mia scarsissima propensione verso la matematica i risultati erano alquanto sconfortanti).
Questo film d’esordio di Vincenzo Natali che ho rivisto dopo la bellezza di ventidue anni me lo ha fatto ritornare alla mente, un thriller originale e claustrofobico checon un budget irrisorio ti tiene incollato allo schermo dall ‘inizio alla fine, un cocktail cervellotico di numeri, coordinate cartesiane, enigmi, radici quadrate e trappole micidiali.
Un film a metà tra thriller psicologico, horror e fantascienza con spunti filosofici ed etici (un uomo in prigionia si trasforma talvolta in un essere sanguinario anche nei confronti dei suoi compagni di sventura pur di salvarsi la vita) che per me ancora colpisce, peccato solo per il cast di attori che regala ben poca empatia. Per me un gioiellino questa pellicola.

P.s. Non dare nessuna spiegazione da parte del
regista trovo che sia uno dei suoi punti di forza.

P.P.s io il finale l’ho interpretato come il ritrovamento di una sorta di Paradiso, simboleggiato da un bianco accecante, a contrasto con l’Inferno e il Purgatorio rappresentate dalle varie stanze del cubo(rosse, verdi e blu).

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6 scolastico / 16 Aprile 2016 in Cube - Il Cubo

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Questo film mi ha riportato alla mente la frase che mi dicevano i miei prof del liceo “sei intelligente ma non ti applichi”. Ecco il regista di questo film ha avuto un’idea stupenda ma l’ha applicata male.
Un cast scelto tra i peggiori attori esistenti al mondo , vuoi mandare un messaggio iper filosofico sul senso dell esistenza del cubo , ma tutto il significato è deviato da delle trappole splatter che inducono lo spettatore a riflettere solo se quel cane di attore muore o meno , finale e soluzione dell enigma che può essere capito solo se hai una laurea in matematica di 50 livello.
A sto punto mi vedo Saw che almeno manda messaggi filosofici semplici e ha delle trappole mortali intelligenti

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13 Novembre 2013 in Cube - Il Cubo

Una buona idea;
Il fascino della matematica e quello senza tempo del cubo di Rubik;
Colori psichedelici quanto monotoni;
Le possibili e variegate interpretazioni filosofiche di ciò che sfugge alla comprensione.
Gli ingredienti per un buon film c’erano tutti, così come c’era la possibilità di stupire con un budget pressochè ridicolo.
E allora peccato per alcuni elementi che rovinano l’insieme, facendo precipitare il progetto. In primis le interpretazioni degli attori, che lasciano a dir poco a desiderare: va bene che un film così De Niro non lo avrebbe mai preso in considerazione, ma siamo sicuri che non ci fosse qualche personaggio un pò migliore (il poliziotto, in particolare, è stucchevole).
Poi, una certa pretenziosità: “là fuori c’è la stupidità umana” (che poi è pure dentro)… Per carità, una verità assoluta.. Ma una verità che avrei visto bene nel 2001 di Kubrick (da cui peraltro il film attinge a piene mani) e che invece mi fa soltanto ridere in un film vagamente adolescenziale di Vincenzo Natali.
Ecco, appunto, il difetto peggiore: l’adolescenzialità.
L’idea delle trappole tritatutto o scioglifacce trasforma quella che avrebbe potuto essere un’ottima idea nell’ennesimo splatter-horror, magari solo un pò più originale degli altri. La cosa si riduce essenzialmente a due scene soltanto, ma inquina tutto il film, convincendoti a concentrarti su quell’aspetto che, peraltro, da un punto di vista della suspence, a onor del vero, è riuscitissimo (ti aspetti la trappola in ogni momento, ma, appunto per questo, finisci per non pensare ad altro).
Mi chiedo che bel risultato si sarebbe avuto senza alcuna trappola, ma soltanto con una crescente ansia dell’infinito, una vertigine dell’ignoto capace di divorare la psiche e i nervi dei malcapitati (qualcosa che affiora in un finale mal interpretato e caotico e in poche altre scene). Allora sì che un’ottima idea si sarebbe traformata in un bel film (anche se per rendere al meglio una tale escalation emotiva sarebbero serviti sicuramente attori di altro livello, e torniamo dunque alla prima delle negatività).
Ma qui non stiamo a scrivere il libro dei sogni, parliamo dei film per come sono.
E “Il Cubo” si riduce dunque a essere l’ennesimo pseudo-horror adolescenziale che spreca una buona se non ottima idea.
Un 6 stiracchiatissimo, che come nelle infernali stanze semoventi, avrebbe potuto tranquillamente capovolgersi.

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12 Novembre 2013 in Cube - Il Cubo

Vincenzo Natali risveglia in me qualcosa. Lo ha fatto in “Splice”, sporcandomi e disturbandomi , lo fece ancora prima con “Cube”, toccandomi qualcosa a livello di freudiano inconscio. Cube è un cult, un film tutto d’un pezzo, senza prologhi ne sproloqui. Uno squarcio metafisico alla cui base sta una supposta stupidità umana, ma preferisco lasciar stare discorsi riguardo all’aderenza morale, e basarmi piuttosto su ciò che trascende. Tutto concerne un ché di profondamente filosofico; scenografia, fotografia, regia e sceneggiatura non discordano sul da dirsi creando un mondo mirabolante che è più facile pensare che esista nella nostra testa piuttosto che in un qualche posto nel pianeta. A conferma di ciò non si ha nessun contatto con l’ambiente umano conosciuto, ne all’inizio, ne alla fine, ce ne viene solo fatto annusare l’odore, quasi come in un sogno, mentre topi da cavia agiscono come neuroni di uno stesso cervello in conflitto con se stesso. E’ un rarissimo esempio di pura filosofia indagata con la settima arte. Luci alienanti e scenografie curatissime hanno un ruolo principale. Regia, riportando il Morandini, di classe.

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l’assurdità è la metafora della vita / 9 Gennaio 2013 in Cube - Il Cubo

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Per quando assurdo e strano sia questo film io lo trovo stupendo, si sarebbe meritato un 9 ma non volevo esagerare!!
Anche se un senso reale il film non lo ha, viene dato un senso dell’esistenza: ciòe un qualcosa senza senso!! Scusate il gioco di parole, ma era necessario.
Il fatto di non conoscere il perchè di tante cose spaventa, confonde, chi si fa domande su domande cercando risposte rischia di impazzire di perdere il senso del tempo e ciò che realmente si ha nella vita terrena, quella di tutti i giorni.
Ci sono persone che hanno trovato risposte e aiuti in dio o in altre credenze e per far ciò esiste la fede, ma è un dono che bisogna possedere.
Ciò che accade nel film è una metafora della vita: le persone si domandano perchè siano li e per quando tempo dovranno restarci, si domandano in che modo potranno superare quell’esperienza, si chiedono per quale motivo ci sia una logica, nonostante che tutto non abbia un senso (i numeri dei cubi), cercano di capire chi ci sia al di sopra di tutto.
Durante il film i protagonisti capiscono di essere legati uno all’altro e si scopre che il luogo in cui sono intrappolati è stato creato da loro stessi !
Questa cosa spaventa perchè in fondo è così anche la nostra vita: il mondo com’è in questo momento è stato creato dal uomo stesso.
Tornado al film è molto bello il finale, l’unico che non si è fatto domande riesce, a sua insaputa a capire !!! a dir poco fantastico !!

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