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Caro Diario

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Caro Diario
Caro Diario

Come suggerito dal titolo questo film è una sorta di video-diario in cui Moretti, libero dai suoi consueti personaggi, racconta come sempre vizi e virtù dell'Italia e degli italiani, ma questa volta mettendosi in gioco in prima persona: come sfondo, una semi-deserta Roma estiva e le splendide isole Eolie. Vincitore del premio per la Miglior regia al Festival di Cannes 1994.
laschizzacervelli ha scritto questa trama

Titolo Originale: Caro diario
Attori principali: Nanni MorettiRenato CarpentieriAntonio NeiwillerClaudia Della SetaLorenzo AlessandriRaffaella Lebboroni, Marco Paolini, Moni Ovadia, Riccardo Zinna, Jennifer Beals, Alexandre Rockwell, Giovanna Bozzolo, Sebastiano Nardone, Antonio Petrocelli, Giulio Base, Carlo Mazzacurati, Silvana Mangano, Conchita Airoldi, Roberto Nobile, Oreste Rotundo, Valerio Magrelli, Yu Ming Lun, Serena Nono, Mario Schiano, Silvia Nono
Regia: Nanni Moretti
Sceneggiatura/Autore: Nanni Moretti
Colonna sonora: Nicola Piovani
Fotografia: Giuseppe Lanci
Costumi: Maria Rita Barbera
Produttore: Nanni Moretti, Angelo Barbagallo, Nella Banfi
Produzione: Francia, Italia
Genere: Drammatico, Commedia
Durata: 100 minuti

Una vespa che mi ha aiutato ad amare Moretti / 20 Settembre 2018 in Caro Diario

A pelle non provavo proprio simpatia per Moretti, e ho visto questo film ad un cineforum per la mia università, senza averlo visto lo trovavo troppo snob ed intellettualoide. Rimasi folgorata da questo film che trovai divertente, intelligente e molto interessante ritrovandomi spesso nel protagonista.
Il racconto è diviso in tre parti, la prima è di lui che viaggia in vespa in giro per Roma in cerca di un’idea per un nuovo film, non trovandola parte e inizia la seconda fase con lui che insieme ad un suo amico va in cerca di idee viaggiando per diverse isole, dove più che l’arrivo in queste mete è il percorso ad essere importante. Il personaggio del suo amico è divertente, questa mente sopraffina che studia Joyce da 30 anni e non guarda la tv e si. ritrova per caso a vedere Beautifull e diventa appassionato all’invero simile: Poi si passa alla terza parte (tra l’altro autobiografica ) dove Moretti ha un male fisico che nessun medico riesce a comprendere, perchè i medici come la nostra società in fondo, sanno parlare ma non sanno ascoltare.
Insomma grazie a questo lungometraggio in poco tempo mi sono guardata tutti i suoi film. Poi mi sono chiesta: perchè in Italia abbiamo così tante persone che esaltano Woody Allen (a me piace molto) e Moretti rimane così di nicchia? Eppur e parla di noi, i suoi ultimi film sono di gran lunga superiori agli ultimi film alleniani (per esempio mia madre non è paragonabile a magic in the moonlight) la risposta non ce l’ho, ma consiglio a chi come me non lo conosce di iniziate da questo film, uno dei suoi più riusciti per riscoprire questo autore nostrano che noi nuove generazioni non conosciamo .

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La bellezza del raccontare / 8 Febbraio 2018 in Caro Diario

Un Moretti post-apicelliano che ancora ripesca alle sfumature di quel personaggio con le sue uscite estemporanee, l’aria sempre scocciata, le sue brevi risatine, l’imprevedibilità. Un tipo whimsical, come lo definisce la mitica Jennifer Beals di Flashdance in un buffo cameo. Film a episodi, dei quali il primo è un bellissimo atto d’amore per la Roma meno convenzionale, quella dei palazzoni dall’ architettura regolare e moderna, dei quartieri popolare da Garbatella a Spinaceto (di cui rimane la mitica asserzione: pensavo peggio) fino a Ostia, sulle orme dell’omicidio di Pasolini, in un affascinante girovagare estivo con la Vespa. Il secondo episodio ci porta in mare, con il giro delle isole siciliane, da cui emergono tutti i ridicoli identitarismi frammentati; un girovagare di traghetto in traghetto per trovare l’ispirazione diventa una occasione per “perdere tempo” insieme al simpatico compagno di viaggio teledipendente interpretato da Renato Carpentieri. L’ultimo episodio racconta dell’epopea tra medici e centri di salute nella ricerca della giusta cura ad un irrefrenabile prurito; una collezione di farmaci inutili, ricette su ricette prima di passare a una risolutiva “terapia acquosa”. Caustico e nostalgico, con punte di umorismo ma in generale una narrazione calma, senza fretta di arrivare in qualche punto preciso o a qualche conclusione, per la bellezza del raccontare.

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Caro diario / 17 Febbraio 2015 in Caro Diario

Un film sentito e intimo, dal ritmo lento e contemplativo, musicale. Una comicità sottile e intelligente, mai gratuita, spesso dovuta a effetti di montaggio. Un’opera da assaporare con animo partecipe.