Recensione su Carmen y Lola

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Freschezza e sensibilità / 21 Giugno 2019 in Carmen y Lola

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

(Sette stelline e mezza)

Carmen y Lola segna l’esordio al lungometraggio della regista spagnola Arantxa Echevarría, premiata ai Goya 2019 proprio come regista emergente. Il film, vincitore al Lovers Film Festival 2019 di Torino, affronta il tema dell’amore e della diversità declinandolo all’interno di contesti diversi ma intimamente connessi.

Le protagoniste, Carmen (Rosy Rodríguez) e Lola (Zaira Romero) sono due adolescenti gitane, che vivono in un affollato quartiere creato negli anni Sessanta alla periferia di Madrid per alloggiare le persone che, all’epoca, vivevano in alcune baraccopoli nelle periferie della città.
Femmine e gitane: nella società (gitana e non), la loro esistenza sembra segnata naturalmente da stigmi.
Le due ragazze si trovano in una condizione limitante ed esclusiva per via delle peculiari condizioni sociali in cui sono nate e cresciute.
La tradizione gitana, a cui le loro famiglie sono profondamente legate, prevede che le donne siano destinate pressoché esclusivamente a curare la casa, i figli e il marito.
A loro volta, i madrileni (perlomeno, quelli del film) non vedono di buon occhio i gitani e, benché sembri in atto un processo di fisiologica integrazione, il confine tra le due società e i vari stili di vita è palpabile.

Lola ha altre aspirazioni: vuole studiare e diventare una maestra (e, magari, l’ornitologa) e, intanto, è una writer alle prime armi, che punteggia il quartiere con i suoi disegni fatti con lo spray, realizzati rigorosamente di nascosto. Parenti e conoscenti la definiscono “strana”, perché non ama truccarsi e vestirsi in maniera appariscente e sembra poco interessata a trovarsi un fidanzato. Carmen ha smesso di andare a scuola e cerca un impiego come parrucchiera, pur senza avere una formazione specifica, certa che, una volta sposata, sarà il marito a provvedere a lei. Per aspetto e personalità, Lola e Carmen sembrano l’una l’opposto dell’altra. Invece, sono anime affini che finiscono per incontrarsi e mescolarsi.

All’interno della comunità gitana, l’omosessualità è un tabù considerato alla stregua di una malattia da estirpare con l’esorcismo (il che non è poi tanto dissimile da quel che accade nelle comunità più o meno fondamentaliste dei gagi, i non rom, come racconta, per esempio, Garrard Conley nel libro autobiografico Boy Erased – Vite cancellate, diventato recentemente un film di e con Joel Edgerton).

Il film della Echevarría racconta tutto questo con freschezza e grande sensibilità, supportata da un efficace cast di attori, perlopiù esordienti, e da una ottima rappresentazione del contesto.
A tratti, Carmen y Lola è un lavoro vagamente didascalico (vedi, la scena dell’esorcismo o la palese antipatia dei gagi nei confronti dei gitani), ma, nel complesso, è decisamente riuscito. E il finale che, in qualche modo, ricorda quello di Thelma & Louise di Ridley Scott riesce ad agitare nel pubblico più di un sentimento.

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