2012
5 Recensioni su

Rughe

/ 20127.542 voti
Rughe

16 Luglio 2014 in Rughe

Una bellissima animazione senza cadere nel pietismo.
Emilio, nuovo arrivato nella casa per anziani, incontra Miguel, suo compagno di stanza.
E nasce un’amicizia tutta particolare.
Molto toccante e bello.
Ad maiora!

Cuando las arrugas le corten la piel. / 23 Marzo 2014 in Rughe

Mettere sul piatto argomenti scomodi come quelli trattati in questo film è sempre una scommessa, perché scadere nel banale pietismo è il rischio più grosso.
Arrugas ha vinto la sfida, usando le armi della discrezione e della limpidezza formale.

Il presente ed il ricordo / 4 Marzo 2014 in Rughe

Tempo fa ho avuto la fortuna di imbattermi nella graphic novel di Paco Roca, autore spagnolo che non conoscevo e di cui Arrugas rappresentava il mio primo (e, per il momento, unico) approccio.
Questo lungometraggio animato è molto ben fatto e fedele alla storia originale. D’altronde tra coloro che hanno partecipato alla sua realizzazione figura lo stesso Roca. E solitamente, quando è l’autore stesso ad occuparsi di una trasposizione della propria opera, il risultato è positivo.
Arrugas è una storia per alcuni tratti divertente, per altri malinconica, ma sostanzialmente rappresenta un ritratto della vita quando essa si trova agli sgoccioli, dove ogni personaggio si appella al ricordo, alla fantasia, alla benefica illusione data dalla propria mente. E’ un racconto amaro che tocca anche tasti dolenti, come il rapporto di amore/odio tra le diverse generazioni, descrivendo con crudezza gli anziani come un peso per i loro famigliari più giovani.
La regia è esaltata dai continui cambi di scena, scaturiti dal mescolarsi di realtà e fantasia che caratterizza un po’ tutti i personaggi. Le animazioni forse non sono esaltanti, ma per il tipo di storia raccontata non stonano affatto. Roca oltretutto, occupandosi del disegno, garantisce una certa fedeltà in questi termini con la sua controparte cartacea. Anche la colonna sonora è da menzionare.
Film consigliato, accompagnato magari ad una lettura della graphic novel da cui è tratto.

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Le ultime briciole / 30 Maggio 2013 in Rughe

“Da dove veniva quella espressione affranta? Quale poteva essere la ragione di tanta tristezza in quegli occhi? Erano solo domande retoriche, che non necessitavano di nessuna risposta. La ragione la sapevamo tutti, tutti noi ospiti in quell’ospizio a 5 stelle: eravamo vecchi. Vecchi, soli, inutili e alla deriva.
Emilio, il mio nuovo compagno di stanza, sembrava ancora in buona salute. Era autosufficiente, almeno. Ma la disperazione in cui era evidentemente sprofondato ispirava, persino a me, compassione. Abbandonato dai suoi, con l’Alzheimer incipiente, prima o poi finirà, come tutti, al piano di sopra: il girone infernale degli assistiti, dei dementi, di chi aspetta solo la morte, gli occhi fissi sul vuoto, contando i secondi, i minuti, quasi fossero pugnalate.
Tutti mi considerano un truffatore, un profittatore, ma io regalo fiducia a chi l’ha perduta, una speranza a chi ne ha bisogno. È vero, ci guadagno qualcosa, ma a tutti regalo un sollievo, un’illusione. Cose che valgono ben più del vile denaro e da prendere al volo prima che, minacciosa e tetra come le nuvole di una tempesta, arrivi la demenza, o la salvifica morte.”

Tratto dalla famosa graphic novel di Paco Roca, Rughe, con una trama simile, avrebbe facilmente potuto scadere nel patetico, nel piagnucoloso, nel retorico. Invece è una storia vibrante, vera, certo crudele, ma reale, che fa riflettere e ogni tanto anche divertire. Il passato e il presente si confondono, si mescolano; molti personaggi vivono solo nel passato, ricordandone solo certi momenti, in un delirio tragicomico. La solitudine accomuna tutti: un sentimento spugnoso, diafano, appiccicoso e devastante. Chi ne è in grado fa di tutto per sfuggirne, rivivendo i sogni del passato, immaginandosi in viaggio sull’Orient-express o su un campanile a aspettare le nuvole.
Cercando di assaporare lentamente le ultime briciole, prima che siano spazzate via dal vento come le foglie secche autunnali.
qui la “colonna sonora”.

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9 Dicembre 2012 in Rughe

Una buona pellicola. Nonostante la scelta del disegno animato che potrebbe fare sembrare la storia una sorta di fiaba, il film è solo apparentemente leggero, trasmette infatti una sensazione di angoscia.

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