Animal Kingdom

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Animal Kingdom

Melbourne. Dopo la morte della madre eroinomane, Joshua J Cody va a vivere dalla nonna, Janine Smurf Cody, capostipite di una nota famiglia malavitosa australiana ed entra definitivamente in una spirale di sangue e violenza.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Animal Kingdom
Attori principali: James FrechevilleBen MendelsohnJoel EdgertonGuy PearceLuke FordJacki Weaver, Sullivan Stapleton, Daniel Wyllie, Anthony Hayes, Laura Wheelwright, Mirrah Foulkes, Justin Rosniak, Susan Prior, Clayton Jacobson, Anna Lise Phillips, Josh Helman, Tim Phillipps, Kieran Darcy-Smith, Jack Heanly, Andy McPhee, Christina Azucena, Jacqueline Brennan, Ben Ouwehand, Bert LaBonté, James Saunders, Dom Phelan, Anthony Ahern, Michael Vice, Chris Weir, Brenda Palmer, David Michôd
Regia: David Michôd
Sceneggiatura/Autore: David Michôd
Colonna sonora: Anthony Partos
Fotografia: Adam Arkapaw
Produttore: Vincent Sheehan, Liz Watts
Produzione: Australia
Genere: Drammatico, Poliziesco
Durata: 113 minuti

Animal Kingdom: Welcome to the Jungle / 25 Gennaio 2015 in Animal Kingdom

Una crime story diversa da quelle a cui il cinema di genere ci ha abituati, dove è l’anima nera dei personaggi più che sparatorie ed affini, praticamente assenti, a impressionare profondamente lo spettatore.
La definizione dei personaggi viene affidata all’assimilazione da parte della platea delle loro reazioni agli eventi: sceneggiatura raffinata, questa.

Un far west metropolitano, quello di Melbourne, dove non vigono regole civili e polizia e malavita giocano sporco da entrambe le parti: in mezzo, un ragazzo che da bietolone diventa velocemente e suo malgrado ingranaggio del sistema. Prima lo inceppa, poi lo fa accelerare a velocità esponenziale.
La giungla… anzi, il bush australiano ha un nuovo re.

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24 Dicembre 2012 in Animal Kingdom

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Fatto sta che non me la sono sentita di non andare a vedere, segnando una uscita dalla gabbia e il ritorno dopo tot tempo al cinema, questo film molto assai tantissimo aussie. Che infatti credo da voi non arriverà mai. Il regno animale del titolo è la giungla (la iungla!!!, come preferivo dire da piccolo) della criminalità di Melbourne… quand’era più, boh, tra gli ’80 e l’inizio ’90. Che qui è celeberrima, pensa che puttanaio che doveva essere, ci fanno pure i serial televisivi sulla malavita di Melbourne e Sidney e, pensa un po’, i peggio boss eran tutti italiani. Fuga dei talenti in anticipo.
Anyway, qua italiani non sono, il che è un po’ un problema perché svariati personaggi slangano di bbbbrutto e all’inizio era più l’impressione di stare sul taboga (o il tagadà, da voi viene il tagadà? Che poi io che ca**o ne so, saranno 107 anni che non vado alle giostre) che non quella di capire un discorso per intero. Un ragazzo si trova senza nessuno e va a casa della nonna. La nonna è l’angelo del focolare di tutto il resto della famiglia, rapinatori, droga, pistole, viuuuuuulenza ecc. E lei regge tutto e fa trovare il pasto in tavola. Il ragazzo, J, Josh o come minchia si chiamava, è molto stupido, con la sguardo perennemente fissato da grullo; viene introdotto a quel modo di vita lì (ahahah quando spaventa il fucking nigger con la pistola dello zio -.- no, scusate) finché la famigghia ingaggia ‘na guera con la polizia e, dopo che, sempre la famigghia, gli ammazza la tipa perché aveva visto troppo, deve decidere se collaborare con i caramba, ah no, non son caramba, la Victoria Police oppure no. Vado a vedere i Simpson.
Mhsì. Ecco, e allora la nonna convince un boss ad accopparlo no? Perché la nonna è proprio nonna ed è una grandMa muddafucker. Però poi fan pace, la nonna riavvicina tutti e lui testimonia ma non troppo, parando il culo agli zii che non finiscon in carcere, anche a quello che gli aveva ucciso la tipa. Però poi tornano tutti a casa per un barbecue (il barbecue di famiglia è istituzionale qui, birra e salsicce). E lo zio gli dice una frase che son scemo perché era figa ma me la son dimenticata. Ma era tipo “è un fottuto mondo strano, no?”
E allora lui BANG!!!! gli spara in testa. E va ad abbracciar nonna.
uAo!
E basta, poi è anche figo perché passano in macchina sulla spiaggia di South Melbourne dove sono andato un paio di volte io quando era estate, ecco.

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Non fidarsi di nessuno / 16 Giugno 2012 in Animal Kingdom

Non il grigio, ma il nero il colore scelto da Michod per dipingere la tela.
Non c’è speranza, nessuna illusione di una vita facile e serena. E’ solo la Legge del più forte, come nel regno animale, a dominare le vite dei personaggi coinvolti, e, come a voler sottolineare una tale verità, non può che esserci sconfitta per un sergente Leckie (Guy Pearce) che si ostina a voler indossare i panni di unica figura positiva del film.

Ritmo lento per “Animal Kingdom”. Molta l’attenzione rivolta a sguardi, gesti e silenzi. Ma non a discapito della tensione, però.
Michod è stato abile a tenersi lontano da tutti quei clichè che nel cinema americano, in pellicole dal medesimo tema, abbondano. E la tensione non è così fornita da adrenalinici ed esponenziali inseguimenti o sparatorie roboanti, no. Bensì nasce dal disagio prodotto dal vedere il protagonista, il giovane J (James Frecheville), letteralmente braccato da tutti coloro che lo circondano. Coloro che dovrebbero invece amarlo o quantomeno proteggerlo.
Nel mucchio, non può che emergere l’ambigua nonna Janine (una bravissima Jacki Weaver, meritatamente nominata agli oscar nella categoria “migliore attrice non protagonista” proprio per questa parte), legata ai figli non per amore, sembrerebbe, ma dalla semplice paura di restar sola.
L’unica salvezza per J sarà quella di lasciarsi alle spalle l’ingenuità della gioventù. Comprendere i meccanismi di quel mondo nel quale è stato violentemente calato e, soprattutto, pensare esclusivamente a se stesso.

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5 Settembre 2011 in Animal Kingdom

Massimo pregio del film è la capacità di spiazzare lo spettatore, lasciandogli intuire cosa accadrà, ma sorprendendolo poi anticipando il colpo di scena o stravolgendo le aspettative. L’idea alla base del plot è potenzialmente scontata: una famiglia di malviventi si ritrova costretta allo scontro più o meno frontale con una polizia senza freni, in uno scontro(come nel regno animale) dove il più forte ha la meglio. Però il modo in cui il film è costruito rifugge con costanza dalla banalità, trovando nuovi modi per raccontare scene altrimenti trite e ritrite. Allo stesso modo si evita in ogni modo di presentare i buoni contro cattivi, anzi, il film si prodiga a presentarci una ricca sventagliata di grigi, che confondono lo spettatore quanto viene confuso il giovane Joshua. Aggiungete una colonna sonora non memorabile ma che calza semplicemente a pennello ed ecco confezionato un ottimo film.

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Consigliatissimo !! / 18 Maggio 2011 in Animal Kingdom

Ottimo film, Bravissimi Attori .. sceneggiatura ben scritta, in altre parole da vedere