Recensione su American Hustle - L'apparenza inganna

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Back to 70’s / 11 Febbraio 2014 in American Hustle - L'apparenza inganna

Un tuffo negli anni ’70. E’ questo American Hustle – L’apparenza inganna, ultima fatica del regista newyorkese David Owen Russel. Candidata a ben dieci premo Oscar, la pellicola presenta sicuramente molti punti di forza. Innanzitutto, il colore e l’ironia, entrambi volontariamente accentuati, mettono perfettamente in luce tutti i cliché di un’epoca le cui atmosfere ancora non smettono di affascinarci. Atmosfere rese ancor più vive da una colonna sonora adatta fin dal primo brano al fluire del film. Curata da Danny Elfman, questa comprende brani di artisti come gli America, Elton John, David Bowie, Donna Summer, i Bee Gees, Paul McCarntey e molti altri ancora. La pellicola, unica fra quelle in concorso, può inoltre vantare un candidato all’Oscar per ogni categoria relativa agli attori. Notevole è infatti la prestazione dei suoi interpreti, tra i quali spicca Christian Bale, ingrassato per l’occasione e perfetto fin dalla prima scena. Se il poliedrico attore britannico si è meritato una nomination come miglior attore protagonista, non da meno sono i suoi compagni di scena: la magnetica Amy Adams, capace di coinvolgere lo spettatore tanto con i suoi silenzi e i movimenti del corpo quanto con il recitato, il divertente Bradley Cooper e la sensualissima Jennifer Lawrence, tutti e tre in lizza per una statuetta.

Ambientato in New Jersey alla fine degli anni settanta e ispirato a una vicenda realmente accaduta, il film ruota intorno alla figura di Irving Rosenfeld (Christian Bale), titolare di numerose lavanderie, contrabbandiere di opere d’arte ma soprattutto abile organizzatore di truffe. L’incontro con Sydney Prosser (Amy Adams), oltre a risvegliare in lui l’amore, vede il costituirsi di una coppia infallibile. I due si arricchiscono promettendo ingenti somme di denaro a persone sostanzialmente disperate in cambio di piccole somme iniziali, promesse mai mantenute ovviamente. Una volta scoperti, per evitare la galera, sono costretti ad affiancare l’agente dell’FBI Richie Di Maso (Bradley Cooper), in un’operazione che prevede di incastrare alcuni uomini politici del congresso americano, nonché il sindaco della città, Carmine Polito (Jeremy Renner). L’onestà di quest’ultimo insieme all’ingenuità della vera moglie di Irving, Rosalyn Rosenfeld (Jennifer Lawrence), creeranno tuttavia non pochi imprevisti.

L’imprevisto appunto è uno dei motori del film, da lì si sviluppa ogni situazione. L’altro è l’ambizione personale dei suoi protagonisti. Il desiderio di affermarsi ad ogni costo, la conquista dell’amore ormai perduto, l’instaurarsi di un’amicizia inaspettata sono tutti temi che, tirando in ballo il più famoso dilemma machiavellico, spingono a domandarsi se il fine da raggiungere possa passare anche attraverso i mezzi più immorali o illegali.

Tra i pochi punti deboli di un film nel complesso piacevole e divertente vi sono l’eccessiva lentezza di alcuni passaggi e la quasi totale assenza di azione: Russel poteva permettersi qualcosa in più. Di poco effetto è anche il flashback iniziale, mentre il finale andava senz’altro sviluppato con la stessa attenzione del resto del film.

Ultima osservazione, il divertente cameo di un Robert De Niro che oramai sembra dover presenziare ad ogni pellicola che passi per Hollywood…per la nostra felicità.

[ http://deltransitoterrestre.wordpress.com/ ]

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