Recensione su Santa Clarita Diet

/ 20176.463 voti
serie tvSanta Clarita Diet
Creata da:

John Waters docet / 19 Febbraio 2017 in Santa Clarita Diet

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Prima stagione
Si tratta di una sitcom di ispirazione horror dai toni grotteschi, sulla scia del cinema di John Waters (La signora ammazzatutti in testa), che, curiosamente, specie sul finale, sembra creare un parallelismo tra la strana condizione della protagonista (una buffa e sboccata Drew Barrymore) e quella di un malato terminale, rendendo inaspettatamente serioso un racconto basato sugli eccessi (e, all’opposto, sulle semplificazioni) più fantasiose possibili.

Peccato che il finale di stagione presupponga un altro ciclo di episodi: esaurito il gioco narrativo (nuove abitudini alimentari, cambio di vita radicale, rischio di decomposizione, ecc.), resta da svelare l’origine e l’eventuale cura della “malattia”. Ma davvero saranno necessari altri 10 episodi? Oimemì.

Voto prima stagione: 6

Seconda stagione
[Aggiornamento del 31 marzo 2019, ma ho visto gli episodi mesi fa!]
Timori, vade retro. La seconda stagione di Santa Clarita Diet mi ha divertito più della prima. I personaggi sono entrati davvero nel mio immaginario, con le loro fisime e caratteristiche, e la storia è stata pensata per evolversi coerentemente in un mare di cose incoerenti.
Divertente, surreale, folle.
La terza stagione è appena arrivata su Netflix e la guarderò, senza se e senza ma, sperando di non restare delusa.

Voto seconda stagione: 7

Terza stagione
[Aggiornamento del 17 aprile 2019]
Ecco, nella terza stagione, è successo ciò che temevo sarebbe accaduto nella seconda.
C’è qualcosa di eccessivo, qui, e non parlo delle cose (ovviamente) strane che succedono ai protagonisti. Ci sono personaggi “noiosi” (perché troppo reiterati nei loro comportamenti) come la poliziotta, l’agente del’FBI o il serbo cattivo che costringono i protagonisti a svicolare ad libitum.
Di buono, ci sono sempre le caratterizzazioni di tutto il cast, in primis la Barrymore e Timothy Olyphant, e i dialoghi in-credibili (decontestualizzati, sono davvero assurdi) sparati alla velocità della luce.
In questa stagione, compaiono anche Ethan Suplee (un altro di quelli che vedi in mille film e telefilm ma di cui non sai mai il nome) e la gloriosa Linda Lavin (la cameriera Alice nella omonima sitcom cult dei primi anni Ottanta ispirata al film Alice non abita più qui di Scorsese).

Voto terza stagione: 6 stelline e mezza

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