Psycho-Pass - Psycho-Pass
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Psycho-Pass (2012) - Recensioni, Episodi e Citazioni

Psycho-Pass

/ 20127.739 voti
serie tvPsycho-Pass

La serie è ambientata in un prossimo futuro, dove è possibile istantaneamente misurare con precisione lo stato mentale, la personalità e la probabilità che le persone commettano dei crimini attraverso un sistema di scansione chiamato Psycho-Pass. Quando il coefficiente di criminalità supera una certa soglia, l’individuo viene arrestato. Il compito di cattura viene effettuato da un team speciale di agenti e ispettori che ricorrono a speciali armi chiamate “Dominator” in grado - queste ultime - di sparare solo ad individui con un coefficiente di criminalità superiore alla soglia. La storia ruota attorno alla prima unità del dipartimento di pubblica sicurezza.

Titolo Originale: サイコパス
STAGIONI/EPISODI: 3 Stagioni , 41 episodi, conclusa
Durata episodi: 28 min.
Attori principali: Miyuki SawashiroMiyuki SawashiroKana HanazawaKana HanazawaAyane SakuraAyane SakuraTakahiro SakuraiTakahiro SakuraiYūki KajiYūki KajiYuichi Nakamura
Creata da: Katsuyuki MotohiroKatsuyuki MotohiroNaoyoshi ShiotaniNaoyoshi ShiotanimaschioGen Urobuchi
Produzione: Giappone
Genere: Avventura, Animazione, Sci-fi
Network: Fuji TV

Dove vedere in streaming Psycho-Pass

Da vedere assolutamente / 21 Dicembre 2016 in Psycho-Pass

Avevo iniziato questo anime nel 2012, appena uscito, ma dovetti interrompere la visione dopo pochi episodi. La voglia di riprendere e concludere questa bellissima serie è rimasta per anni, fino a poche settimane fa. Ne sono totalmente entusiasta e un po’ mi pento di non averlo fatto prima, è uno degli anime più belli usciti negli ultimi anni. Personalmente adoro Akira Amano, è una delle mangaka che preferisco, il suo character design è impeccabile e veramente ben riuscito, non è monotono e non si rifà alla sua opera precedente (Katekyo Hitman Reborn!). C’è da aggiungere anche che la caratterizzazione dei personaggi rimane fedele dall’inizio alla fine.
La grafica è molto buona, anche se in una produzione di così pochi episodi mi aspetto sempre un po’ di più. Perfetta sugli scenari, un po’ meno sui personaggi.
Non ho nulla da ridire riguardo alla trama, l’ho apprezzata tantissimo, coinvolgente, piena di colpi di scena e soprattutto coerente. Bellissima l’idea di base. Un po’ violento, ma niente che non si possa sopportare.
Avendolo visto sia in giapponese che in italiano, posso affermare che il doppiaggio italiano sia totalmente all’altezza dell’originale.
Colonna sonora azzeccata e decisamente orecchiabile. Opening ed ending bellissime sia dal punto di vista musicale che visivo.

Psyco-pass è decisamente uno di quegli anime che finiresti in una giornata.

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Un anime quasi perfetto / 17 Gennaio 2016 in Psycho-Pass

Uno degli anime più belli che abbia mai visto, se non fosse per un difetto che spiegherò più avanti direi che siamo di fronte ad un capolavoro assoluto.
I personaggi sono ben caratterizzati e evolvono nel corso della storia, in particolare la protagonista Akane, inizialmente un po’ noiosa, diventa sempre più interessante andando avanti con le puntate.
L’animazione fa ampio ricorso alla computer grafica: se questa non mi fa impazzire in generale, in un anime di fantascienza come questo mi piace molto e la trovo più che giustificata.
La trama è ovviamente il punto più importante in un anime come questo, in bilico tra detective story e cyberpunk.
Pur non essendo originalissima l’idea alla base, che ricorda molto Minority Report, questa storia ha un pregio enorme che per me vale oro: ha un capo e una coda.
Viene presentato un mistero che i personaggi non riescono a spiegare?
Entro la fine della serie avrà trovato soluzione e quella soluzione sarà logica, non sembrerà una forzatura, non sarà una sega mentale fine a sè stessa.
Dico questo perché mi è capitato di vedere molti anime che cercavano di essere interessanti semplicemente presentando misteri su misteri mai spiegati o peggio con una spiegazione ridicola.
Qui invece i vari pezzi si incastrano benissimo tra loro e si ha la chiara sensazione che i produttori sapessero dalla prima puntata dove sarebbe andata a parare la storia.
E ora passiamo alle dolenti note: il finale.
Difficile parlarne senza fare spoiler, dico solo che fino alle ultime tre puntate avrei dato un 10 a questa serie, ma il finale non mi ha convinto per nulla, l’ho trovato eccessivamente affrettato.
Come ho già detto, i pezzi vanno tutti al loro posto (ci vanno prima, le rivelazioni grosse non sono nelle ultime puntate), ma alcuni sviluppi non mi hanno convinto affatto.
Rimane comunque uno dei prodotti migliori degli ultimi anni: se avete amato Ghost in the Shell non potete perdervi Psycho Pass.

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Psycho-Pass, l’utopia del mondo senza crimine / 11 Aprile 2014 in Psycho-Pass

In un Giappone utopistico, il tasso di criminalità è pressoché azzerato grazie all’efficace sistema del Sybil Sistem, un’avanzata tecnologia che permette di giudicare i delinquenti per merito di un misterioso indicatore artificiale della criminalità latente, denominato Psycho-Pass. La serie si concentra sui casi della sezione anticrimine della Pubblica Sicurezza.
La grande forza di Psycho-Pass è sostanzialmente la sua riflessione su quella che si potrebbe definire come la “vera giustizia”. Il susseguirsi di sequenze ricche di tensione, di dialoghi curati e di colpi di scena ben gestiti sono il pretesto adattato dagli autori per spingere lo spettatore verso un percorso ricco di domande sulle note questioni di legge e moralità, il tutto attraverso gli occhi di Akane Tsunemori, protagonista della storia e autrice del percorso di riflessione e maturità nel complesso sistema anticrimine. E’ vera giustizia quella perpetuata attraverso un sistema efficace ma delle volte imperfetto? E’ giusto mandare innocenti alla gogna per prevenire la genesi dei malvagi? E’ corretto soffocare la dovuta libertà per seguire direttive date da qualcosa di artificiale e ignoto?
La Production I.G. sforna in 22 episodi un thriller poliziesco di grande livello. Oltre ad un bel comparto sonoro, la serie presenta anche un’egregia grafica, a partire dal character design di Akira Amano (i lettori di manga la ricorderanno per la serie Tutor Hitman Reborn) fino ad arrivare all’ambientazione futuristica, che è ben resa dalla messa in piedi di una metropoli cupa, nera, ma dotata di sgargianti luci notturne e colma di oggetti, armi e mezzi decisamente all’avanguardia (a partire dai dominator, le armi utilizzate dalle forze dell’ordine, che hanno duplice funzione di “occhio” e “mano” del Sybil Sistem). Il cast è ricco di personaggi, con alcuni decisamente meglio esposti di altri dagli autori al pubblico e caratterizzati a tutto tondo.
Il regista Gen Urobuchi sfrutta anche abilmente numerosi riferimenti in vari campi, sia per spandere i personaggi o le situazioni narrate, sia per impreziosire ulteriormente l’opera. Si hanno così svariate citazioni ad opere letterarie come I Viaggi di Gulliver di Swift, a componimenti classici come la Nona Sinfonia di Beethoven, passando anche per materie di carattere filosofico o sociologico.
Se amate le storie a sfondo utopistico, i thriller fantascientifici, la regia di Urobuchi o semplicemente qualcosa di ben fatto, la visione è d’obbligo.

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