L'altra Grace

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serie tvL'altra Grace

Dall'omonimo romanzo di Margaret Atwood liberamente ispirato a fatti realmente accaduti. Canada, 1840. Grace Marks è una giovane immigrata irlandese impiegata come domestica in una ricca magione. Insieme a un altro inservienete, la ragazza viene accusata dell'omicidio del padrone di casa e della governante. Imprigionata e condannata all'ergastolo, diventa protagonista di un caso misterioso e intricato.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Alias Grace
STAGIONI/EPISODI: 1 Stagioni , 6 episodi, conclusa
Durata episodi: 46 min.
Attori principali: Sarah GadonSarah GadonEdward HolcroftEdward HolcroftRebecca LiddiardRebecca LiddiardZachary LeviZachary LeviKerr LoganKerr LoganDavid Cronenberg, Paul Gross, Anna Paquin, Sarah Manninen, Stephen Joffe, John Tench, Jonathan Koensgen, Alice Snaden, Elizabeth Saunders, Kate Ross, Martha Burns, Will Bowes, Jonathan Goad, Mag Ruffman, Claire Armstrong, Samantha Weinstein, Diane D'Aquila, Michael Therriault, Christian Smith, Sylvia Zuk
Creata da: Margaret AtwoodMargaret Atwood
Colonna sonora: Jeff Danna, Mychael Danna
Fotografia: Brendan Steacy
Costumi: Simonetta Mariano
Produttore: Noreen Halpern, Mary Harron
Produzione: Canada
Genere: Crime, Drama, Mini-Series, Thriller
Network: CBC Television

Dove vedere in streaming L'altra Grace

Una perdita di tempo / 5 Marzo 2021 in L'altra Grace

Alias Grace è una miniserie di 6 puntate, da 45 minuti.
Quindi, 4 ore e mezza sprecate.

Non una, ma infinite Grace / 13 Febbraio 2018 in L'altra Grace

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

(Sette stelline e mezza)

Ottima prova per l’attrice Sarah Gadon, adeguatissima a incarnare nel fisico e nello spirito una protagonista ambigua come Grace Marks. Delicata, virginale, ma capace di trasmettere un certo senso di indistruttibilità, perciò, perfetta per incarnare le tante facce della protagonista e le mille e mille impressioni che essa è stata capace di suscitare nelle persone che l’hanno circondata e, grazie a questa trasposizione dell’omonimo romanzo di Margaret Atwood che si ispira a fatti realmente occorsi intorno al 1840, nel pubblico televisivo.

Il titolo originale del romanzo della Atwood mantenuto dalla miniserie è Alias Grace ed è decisamente molto più efficace di quello italiano, L’altra Grace.
Nella sua accezione latina più diffusa, infatti, alias significa altrimenti. Oggi, usiamo il termine per indicare un alter ego, qualcosa di altro da sé che intende mascherare o occultare l’originale.
Alias Grace presuppone qualcosa di diverso dall’ “oggetto” Grace, comunque multiforme (figlia, serva, trastullo sessuale).
Non esiste una sola Grace: ve ne sono di infinite e, soprattutto, di alternative al modello principale, quello esposto al pubblico e di cui il pubblico afferra solo l’aspetto che a lei aggrada mostrare per convenienza personale (intesa soprattutto come sopravvivenza).

Narrativamente, Alias Grace è una specie di prequel di The Handmaid’s Tale: il racconto, infatti, descrive una struttura sociale realmente esistita che, per molti versi, si ripropone nel successivo contesto distopico. Donne intese come proprietà, su cui gli uomini appongono un sigillo (un anello o una maternità) in virtù del quale ritengono di poter disporre del loro corpo e della loro mente.
Perfino il taglio generale dell’abbigliamento (i cappelli femminili con le falde larghe, in particolare) ritorna nella vicenda dell’Ancella.

Apprezzabilissimo il senso di indeterminazione che pervade la storia di Grace, dal primo all’ultimo minuto. Qual è la verità? Grace, l’unica persona in grado di raccontare correttamente i fatti che l’hanno portata in galera, non sa o non vuole svelarne le dinamiche, offrendo molteplici punti di vista e dimostrando che la verità è soggettiva, nonché oggetto costante di manipolazioni più o meno calcolate.
La protagonista, poi, risulta un personaggio particolarmente interessante, perché rappresenta una figura plasmata dagli eventi che, da ragazzina ingenua, diventa presto una donna scaltra e, a suo modo, volitiva.
Pur vittima di costanti abusi e traumi, pur superstiziosa, pur legata a retaggi religiosi, Grace espande in maniera alquanto singolare la propria conoscenza e la propria mente, rendendola incredibilmente articolata, misteriosa, pericolosa.

Molto buona la ricostruzione d’ambiente, con alcuni dettagli scenografici correttamente american goth.
Molto meno azzeccati praticamente tutti gli interpreti, a eccezione della Gadon.
Fra di loro, abbastanza incolore, compare anche il regista David Cronenberg, ben fornito di vaporosi favoriti.

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Una serie che fa riflettere sulla condizione disumana della donna nei secoli scorsi. / 24 Dicembre 2017 in L'altra Grace

Serie ispirata all’omonimo romanzo di Margareth Atwood(una delle mie prossime letture) che colpisce per la ricostruzione storica e per la bellezza dei paesaggi.
La storia è intrigante, intrisa di mistero e con diverse sfaccettature(non è mai ciò che sembra).
Il cast è più che buono e spiccano la bravissima e camaleontica Sarah Gordon e l’affascinante Edward Holcroft.
Un telefilm che fa riflettere sulla condizione disumana della donna nei secoli scorsi. Finora promosso a pieni voti.

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