BoJack Horseman

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serie tvBoJack Horseman

BoJack Horseman, un cavallo antropomorfo, è stato il protagonista di Horsin' Around, una sitcom andata in onda con molto successo negli anni Novanta. A distanza di vent'anni, BoJack vuole iniziare una nuova fase della sua vita e della sua carriera.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: BoJack Horseman
STAGIONI/EPISODI: 6 Stagioni , 76 episodi, conclusa
Durata episodi: 25 min.
Attori principali: Will ArnettWill ArnettAaron PaulAaron PaulAlison BrieAlison BrieAmy SedarisAmy SedarisPaul F. TompkinsPaul F. Tompkins
Creata da: Raphael Bob-WaksbergRaphael Bob-Waksberg
Colonna sonora: Jesse Novak
Produttore: Will Arnett, Steven A. Cohen, Aaron Paul, Noel Bright, Raphael Bob-Waksberg
Produzione: Usa
Genere: Animazione
Network: Netflix

Dove vedere in streaming BoJack Horseman

L’infelicità regna sovrana, anche ad Hollywoo(d) / 14 Ottobre 2018 in BoJack Horseman

Avrei un sacco di cose da dire, ma non so neanche da dove potrei iniziare per descrivere una serie che è un capolavoro in ogni senso: narrativo, estetico, filosofico, eccetera.

Quando guardi i primi episodi pensi che sarà un’ altra sit-com animata sulla falsariga de i Griffin o South Park, un qualcosa da guardare a tempo perso e senza pretese. Poi alla fine di ogni episodio ne esci sempre con qualche graffio, perché sai che tu potresti essere Bojack: una persona egoista, orgogliosa e un po’ misantropa, ma in realtà fragile e debole. Una persona che allontana da se le persone che le vogliono bene, bisognosa di affetto e di approvazione e con la paura di non essere mai all’altezza delle aspettative. Una costante ricerca della felicità che, in modo tragicomico, ti lascia con un vuoto interiore, con un angoscioso male di vivere (non in senso montaliano) e con i demoni che ti perseguitano e ti divorano all’interno. Non c’è nulla di consolatorio, soltanto la dura verità.

“Il lieto fine è una cosa inventata da Steven Spielberg per vendere biglietti. È come il vero amore, le Olimpiadi di Monaco. Sono cose che non esistono nel mondo reale. Dobbiamo continuare a vivere guardando al futuro.” (1×05)

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Hollywoo / 8 Gennaio 2018 in BoJack Horseman

Prime quattro stagioni.
BoJack Horseman è una serie tv animata che racconta le vicende di una star hollywoodiana (BoJack il cavallo), oramai in declino, in un mondo surreale abitato da animali antropomorfi. La si potrebbe definire una commedia tragica (o tragica commedia) che attraverso i suoi protagonisti, sempre ben costruiti (e disegnati), parla delle nostre paure, delle nostre ansie e della nostra capacità di non essere mai completamente soddisfatti di quello che facciamo o di quello che gli altri fanno per noi.
Qualcuno l’ha definito “un Mad Men che fa ridere”, forse è eccessivo, ed in realtà non fa solo ridere, ma sicuramente BoJack ricorda molto Don Draper; malinconia, dipendenza, narcisimo e autocommiserazione sono tratti comuni ad entrambi i personaggi.
La serie sperimenta molto, particolare l’episodio (quasi muto) ambientato in fondo al mare o le multi inquadrature stile 24, inoltre, molto spesso interi episodi sono a tema, come quelli sull’aborto, le armi o il fracking.
Naturalmente non mancano critiche più o meno velate al mondo dello star system e dello show business 🙂
La serie non ingrana da subito, ma se riuscite a finire la prima stagione, verrete ripagati dalle magnifiche stagioni successive.

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Risate senza consolazioni / 14 Agosto 2016 in BoJack Horseman

PRIME 3 STAGIONI: “Bojack Horseman” è una serie comedy decisamente diversa dalle altre serie comedy.
Fa ridere, davvero tanto: la scrittura comica è di elevata qualità e varietà.
Ma allo stesso tempo affronta argomenti piuttosto seri: il protagonista è depresso e stronzo, ma anche complesso. Un personaggio a tutto tondo, ma ciò non toglie che si riesca a sviluppare bene anche i personaggi secondari.
E non manca la satira, soprattutto verso il mondo di Hollywood ma anche su questioni spinose come l’aborto.
Evitando i tipici cliché consolatori delle sitcom, al contrario qui accadono eventi che colpiscono decisamente lo spettatore.
Non è da tutti riuscire a far ridere e allo stesso tempo presentare personaggi credibili e svilupparli.
Inoltre ci sono anche alcuni tentativi “sperimentali”, come una puntata quasi completamente muta, non sempre pienamente riusciti, ma comunque apprezzabili.
Per ora, un capolavoro nel suo genere. Rischia però di diventare un po’ troppo ripetitiva e calare di livello, se continua ancora troppo a lungo.
Da vedere assolutamente.

QUARTA STAGIONE: Dopo il finale della terza stagione, era necessaria una svolta per il protagonista. Gli autori della serie l’hanno capito, ed hanno avuto un’idea geniale, in particolare approfondendo in maniera fenomenale un certo personaggio legato a Bojack. Tutta la storyline legata a Bojack è perfetta in questa stagione, e la seconda ed undicesima puntata sono tra i picchi dell’intera serie.
Agli altri comprimari (che in questa stagione mi sembrano più “scollegati” che mai rispetto al protagonista), sono affidati le vicende più comiche, con tutta una serie di avvenimenti particolarmente folli. Mi sembra che in questa stagione ci sia spinti più del solito con la satira (non particolarmente acuta ed interessante, ad essere sinceri). A dirla tutta, a parte Princess Carolyne, gli altri personaggi hanno un po’ stufato (almeno a me).
Credo che ormai la serie abbia esaurito tutto quello che aveva da dire. La prossima stagione probabilmente diventerà l’ennesima banale serie sit-com incentrata su un gruppo di amici. Ma le emozioni ed il divertimento regalateci in queste splendide 4 stagioni restano indimenticabili.

QUINTA STAGIONE: in ogni stagione della serie, l’undicesima puntata (la penultima) è quella emotivamente più forte. Anche in questo caso in teoria dovrebbe essere così, ma sinceramente l’ho trovata più debole di tutte le altre undicesime puntate delle precedenti stagioni.
La quinta stagione, in generale, è a mio parere la meno emotiva, quella in cui ho empatizzato meno con i personaggi. Forse perché su Bojack in sè, si è già detto tutto quello che si doveva dire, ed in questo senso, la quinta stagione non fa che ripetere cose già note, pur con la solita grazia e coraggio narrativo (vedasi la sesta puntata, ad esempio).
E però, ciò che perde in emotività, lo guadagna in riflessività. Infatti, mai come questa volta la serie ci pone domande, più che commuoverci: dalla rappresentazione satirica e non banale del “me too”, alla riflessione sulla serie stessa, grazie ad un abilissimo espediente metanarrativo, attraverso il quale si riflette su Bojack Horseman come personaggio, sulla moralità, ed altro ancora.
E’ un altro colpo andato a segno, quindi, e sinceramente non me l’aspettavo. Non privo di difetti, però. Se Diane stavolta ha davvero un senso (seppur sempre e solo in relazione a Bojack), gli altri personaggi mi hanno stufato: Princess ha una buona puntata, ma per il resto è sempre la stessa storia delle altre stagioni; Mr. Peanutbutter e Todd non fanno più ridere da molt: il primo ha la storyline più scialba della stagione, l’altro la più stupida.

SESTA STAGIONE (PRIMA PARTE): ha tutto il sapore di una stagione finale. Con Bojack ormai deciso a cambiare in meglio, ma anche con i nodi che vengono al pettine, in un’ottava puntata che è un vero e proprio cliffhanger. Mi chiedo però come possono portare avanti la stagione con altre 8 puntate, senza snaturare la serie. Per ora, comunque, anche il giudizio per questa stagione è estremamente positivo.

SESTA STAGIONE (SECONDA PARTE): decisamente un finale emozionante. Non perfetto, ma un bel finale. In particolare, la terza puntata (quindi l’undicesima della stagione), l’ho trovata davvero intensa, il picco di questa stagione e una delle migliori puntate della serie. Le tre puntate successive raccontano le conseguenze, ma forse viene diluito un po’ troppo il dramma, nel senso che sostanzialmente sembrano in gran parte dei riempitivi, soprattutto perché le storyline dei personaggi secondari sono piuttosto noiose.
Le ultime due puntate rappresentano però una degna chiusura. Non è il finale che io personalmente avrei voluto, ma è un finale “giusto”, che colpisce decisamente bene al cuore.

Direi quindi che la stagione finale conferma il giudizio sulla serie: una delle migliori serie di sempre, un capolavoro.

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Oltre le apparenze / 17 Agosto 2015 in BoJack Horseman

Ho cominciato questa serie animata prodotta da Netflix pensando di trovarmi davanti ad un cartone semplicemente divertente, che mi facesse passare 25 minuti senza pensare a niente… E invece mi sono trovato davanti molto di più!
Come potete vedere dal mio voto, questa serie mi ha sorpreso tantissimo.
Ci sono tanti, tantissimi momenti divertenti, giochi di parole geniali e situazioni da far sputare un polmone dalle risate.
Ma vorrei portare la mia attenzione sulla profondità e sull’impatto emotivo che col tempo questa serie è in grado di creare: tutti i personaggi sono scritti divinamente, in particolare il protagonista, Bojack Horseman, un attore in declino che ormai non sa più cosa fare della sua vita.
Andando avanti con gli episodi mi sono reso conto che man mano la vena “dark”, triste e critica della serie continua a salire fino a raggiungere degli apici incredibili. Non vi nascondo che più volte mi sono ritrovato con le lacrime agli occhi oppure con gli occhi spalancati di fronte a certe scene che, tra tante gag condite da black humour e battute pungenti, nascondevano una profondità che raramente ho trovato in una serie animata.
Vi avviso: La serie ci mette un paio di episodi ad ingranare, ma dopo diventa una vera e propria bomba, soprattutto nella seconda metà delle 2 stagioni finora uscite!
Purtroppo questa serie è poco conosciuta in Italia, anche perché, forse, non verrà mai doppiata… Anche se sinceramente penso che in lingua originale renda molto di più.
Consiglio vivamente a tutti di vederla, non ve ne pentirete assolutamente!
Un motivo in più per convincervi? Todd, uno dei personaggi della serie (a mio parere il più divertente), è doppiato da Aaron Paul (Jesse Pinkman di Breaking Bad).

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