Due settimane per innamorarsi di questa commedia / 9 Marzo 2016 in Two weeks notice - Due settimane per innamorarsi

Dopo l’esperienze come sceneggiatore, capace ma non brillante per originalità e coraggio, Marc Lawrence approda anche dietro la macchina da presa, e, olte a scrivere, dirige questo “Two Weeks Notice – Due settimane per innamorarsi”, con il fil rouge Sandra Bullock già presente nella commedia da lui sceneggiata, e forse più famosa al grande pubblico, “Miss FBI”.
Si apprezza da parte dell’autore un’attenta gestione generale dei vari elementi dell’opera, e di fatto tutto rimane ben inglobato nel contenitore classico della commedia, senza trasbordare, e questo, visti altri molteplici casi nel genere, è già un merito importante. Piuttosto si poteva pretendere un contenitore di altra forma, dimensione, e altra sostanza: sarebbe potuto comunque non piacere, per chi è abituato ed ha assueffato lo sguardo ai soliti schemi narrativi, alle solite gag e situazioni, alle solite storie e personaggi – sicuramente funzionali e coerenti con tali storie, ma per nulla atipici -, ma sarebbe stato comunque un atto di coraggio, e una dichiarazione di personalità.
Invece “Two weeks notice” si collega fortemente al sopravvalutato e per nulla interessante “Miss FBI”, soprattutto nella rappresentazione trasandata e da apparente “sfigata” del personaggio della Bullock, quasi un essere solitario, apatico, ed inviolabile, superficialmente perfetto, che nasconde tutto un mondo interiore, scavato da vuoti profondi. Ma andando a guardarlo nella sua interezza questo esordio alla regia di Lawrence risulta una commedia più convincente, perché costruita su un’idea narrativa più solida, perchè semplicemente più canonica nel rispetto delle regole, di spazio, tempo e luogo, o di esordio, sviluppo, rottura, e conclusione.
Perciò un rapporto che sulla carta, e razionalmente, appare tutto fuorchè possibile, tra un miliardario sfruttatore ed egoista, ed un avvocato ambientalista in difesa dei diritti dei più deboli, è tenuto sul filo della credibilità da Lawrence che lo gestisce prendendosi il tempo necessario, non scavalcando esigenze di trama, anzi lasciando proprio il timone di comando alla storia stessa del film, e non in mano sua: così le scelte di regia si piegano agli eventi (in alcune parti del film è un pregio, in altre rendono la visione piatta e faticosa), e si esaltano, d’altro canto, nella guida di una coppia d’attori, Hugh Grant e Sandra Bullock, affiatata e mai fuori dai propri “caratteristici” personaggi.
Non cercate in “Two week notice” la commedia brillante, o originale. Vi parlerà d’amore, sicuramente sofferto e poco scontato, perché di quelli arrivati quasi per caso o per forza di cose, ma lo farà con i soliti filtri o elisir.

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