La vendetta di Cassie / 28 Agosto 2021 in Una donna promettente

Il film può dividersi in due parti di durata disuguale. La prima, che arriva a circa due terzi del tempo complessivo, è più lenta, a tratti artificiosa: la vendetta di Cassie è molto elaborata e gode di un successo tanto reiterato quanto inverosimile, anche se la protagonista può fare affidamento su una vigliaccheria maschile che è – questa sì – completamente realistica. Episodi come quello di Madison e del rettore sono particolarmente poco riusciti, con il loro sapore artificioso reso necessario dall’esigenza di non fare dell’eroina un altro carnefice. Ma alla fine della prima parte la trama ha una brusca accelerazione: lo spettatore viene distratto da una “sorpresa” che ha visto avvicinarsi da un bel po’, e resta quindi inerme di fronte alla sorpresa vera che lo investe poco dopo. Del finale si può dire solo che, sebbene formulaico, è comunque a modo suo soddisfacente (e getta una luce inattesa sugli eventi immediatamente precedenti).
Una grande Carey Mulligan, tragica ma misurata, per un film che con un po’ più di realismo avrebbe forse servito ancora meglio il proprio tema drammatico.

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