Poetry

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Poetry

Una donna di 66 anni che vive con il nipote in una piccola città di provincia, per caso scopre di possedere un talento latente: la scrittura e la poesia. La sua vita cambierà radicalmente.
Andrea ha scritto questa trama

Titolo Originale: 시
Attori principali: Yoon Jeong-heeYoon Jeong-heeLee Da-witLee Da-witKim Hee-raKim Hee-raAhn Nae-sangAhn Nae-sangmaschioKim Yong-taekPark Myung-shin, Chang Hyae-jin, Kim Nam-jin, Kim Jong-goo, Kim Hye-jung, Min Bok-gi, Kim Ja-young, Kwon Hyuk-soo, Mostra tutti

Regia: Lee Chang-dongLee Chang-dong
Sceneggiatura/Autore: Lee Chang-dong
Fotografia: Kim Hyun-seok
Costumi: Lee Choong-yeon
Produttore: Choi Seong-min, Youm Tae-soon, Lee Joon-dong
Produzione: Corea del Nord
Genere: Orientale, Drammatico
Durata: 139 minuti

Dove vedere in streaming Poetry

La mente come recipiente dell’anima. / 25 Ottobre 2013 in Poetry

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Poesia, nulla di più astratto. Eppure in questo film, di matrice coreana, tange la superficie di ogni sentimento, di ogni emozione, che la protagonista, anziana donna affetta da da alzheimer, cerca di ripercorrere sulla propria pelle, prima che la sua mente la releghi a vuota memoria.
Un ponte, un luogo di meditazione che si trasforma in tragedia, che le persone mutano in tragedia. Perché il silenzio non è mai pace se continua ad indagare la propria coscienza. E questa coscienza si macchia di un peccato, che nemmeno la poesia, che tanto la donna cerca di inseguire, riesce a cancellare.

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27 Aprile 2013 in Poetry

Lontano dal Cinema occidentale, dalla frenesia, dalle responsabilità, dai sensi di colpa e lontano dal mondo dannato dove i fiori più belli sono artificiali… Poetry.

23 Dicembre 2012 in Poetry

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Anche se quel segno vuol dire, in sud-coreano o quel che è, SHI. Mi son detto, posso mica vedere più di venti film senza nemmeno un koreano? Eh no eh. La storia di una signora, con un alzheimer in arrivo e una figlia che gli ha lasciato il nipote da crescere. Ma è povera, e il figlio finisce in una storia di stupro di gruppo di una ragazzina che poi si è uccisa da un ponte (sì ma in un bel posto). E i genitori di tutti i partecipanti allo stupro si devono mettere d’accordo con la madre della suicida per darle una somma adeguata, che ovviamente la protagonista non ha. Il tutto con una naturalezza un po’ sconcertante :S come se fosse normale, sì sai l’hanno stuprata, adesso dobbiamo pagare, eh sì, un’altra spesa. Non so, magari là funziona così. I soldi li ottiene scopandosi, dopo grandi dilemmi interiori, un vecchio da cui fa le pulizie, paralitico e sbavoso, nella vasca da bagno. Lei ama i fiori e fa corsi di poesia. Per capire come scrivere e vedere il bello nel mondo. Quando ha imparato e pagato torna sul ponte. Indovina a fare cosa.

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Un intenso ritratto / 19 Marzo 2011 in Poetry

Ho cominciato a guardare questo film incuriosita dal titolo, poi ho scoperto che si tratta di un regista coreano: Lee Chang-dong e questo è l’ultimo suo lavoro che sarà proiettato tra pochi giorni al cinema (forse solo nei festival… e questo è un tasto purtroppo dolente che ci coinvolge tutti). Insieme al ritratto di questa signora mi sembra di aver vissuto anch’io con lei un pezzo di Corea, di quella più provinciale, come di un qualsiasi nostro paese, in cui i nonni crescono i nipoti e devono fare i conti con l’aspetto miserabile e talvolta anche tragico della vita quotidiana; il riscatto da tutto questo è la poesia e la sua ‘bellezza’ che spesso la protagonista cerca di catturare su un taquino di appunti…ma che non le viene naturale. E’ un mondo in crisi come il nostro, in cui anche i delitti peggiori vanno coperti ma non riparati; mi ha conquistata soprattutto il fascino intenso di questa donna in cerca della sua poesia interiore, ma che continuamente si scontra con una realtà dura e malata…credo comunque che possa dire molto altro, anche perchè come la vita, è composto da scene quasi autoconclusive, che compongono un quadro di grande bellezza: per le emozioni appena sussurrate e per quella trama affidata alla sensibilità di chi guarda.

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