La paranza dei bambini

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La paranza dei bambini

Dall'omonimo romanzo di Roberto Saviano. Napoli. Sei adolescenti del Rione Sanità bramano status symbol come abiti firmati e motorini nuovi. Armati come guerriglieri, si illudono di portare la giustizia nel quartiere, senza capire che inseguono il Bene facendosi strumento del Male.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: La paranza dei bambini
Attori principali: Francesco Di NapoliFrancesco Di NapoliArtem TkachukArtem TkachukViviana ApreaViviana ApreaPasquale MarottaPasquale MarottamaschioCiro Pellechia
Regia: Claudio GiovannesiClaudio Giovannesi
Sceneggiatura/Autore: Roberto Saviano, Maurizio Braucci, Claudio Giovannesi
Fotografia: Daniele Ciprì
Produzione: Italia
Genere: Drammatico
Durata: 105 minuti

Dove vedere in streaming La paranza dei bambini

19 Gennaio 2021 in La paranza dei bambini

Il film ha attirato la mia attenzione a seguito della lettura dell’omonimo romanzo di Saviano. Oltre al soggetto, Saviano partecipa anche alla sceneggiatura ma nonostante questo la pellicola è molto diversa dall’opera letteraria. Inevitabilmente alcuni personaggi vengono sacrificati e le motivazioni che spingono Nicolas (il protagonista) ad intraprendere una cattiva strada sono totalmente diverse. Mentre nel romanzo sembra un navigato boss del suo quartiere, glaciale, spietato e abile calcolatore, nel film emergono le incertezze e insicurezze della sua età. Figlio di un nuovo genere, tipicamente italiano, La paranza dei bambini strizza l’occhio a Gomorra, Suburra, Il sindaco di Rione Sanità ed altri. Giovannesi confeziona un film che personalmente sono riuscito a giustificare in alcuni punti, anche più del romanzo. Un finale più in linea con il resto della narrazione, risulta ingiustificato invece nel libro.

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M / 20 Febbraio 2019 in La paranza dei bambini

Il paragone col Gomorra di Garrone è inevitabile, e Giovannesi non è allo stesso livello del più celebre collega, anche se in potenza potrebbe diventare un grande regista. Alcune scene del film sono infatti di grandissimo effetto, ma la seconda metà viene a noia e l’interesse per la vicenda scema inesorabilmente.
Poi comincia veramente a infastidirmi questa moda di tenere la macchina da presa attaccata ai corpi (qui praticamente per tutto il film): fa molto fico, a quanto pare, ma mi sembra la trovata perfetta per non avere mai dubbi sul dove piazzarla, quella benedetta macchina: basta farla sempre muovere insieme ai personaggi. Credo (non ci giurerei, anzi, probabilmente sbaglio) fossero quelli del Dogma 95 i primi a usare questa tecnica così diffusamente. O forse i Dardenne, che pure apprezzo molto. Ecco, però anche basta.

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