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Recensione su La grande bellezza

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Attraente e sfacciato / 14 settembre 2017 in La grande bellezza

Ora che il clamore su quest’opera è passato, ora che tutti gli italiani tranne il sottoscritto l’avevano già visto e le chiacchere post Oscar si sono affievolite fino a sparire del tutto… Mi sono visto serenamente il film su Netflix 😛
Avevo un forte pregiudizio su Sorrentino e sul film, lo ammetto. Mi ero un po’ adeguato all’immagine stereotipata di lui come un regista dalle mirabolanti premesse (e in effetti Le conseguenze dell’amore mi era piaciuto parecchio) poi disattese (Il Divo è uno dei film più noiosi che abbia mai visto). Questo film, tributario in maniera forse troppo sfacciata di Fellini (non solo la Dolce Vita, anche 8 e 1/2 come nella scena in cui il protagonista si disseta a una fontana davanti a una visione di un bianco accecante) presenta il mondo di quella Roma vip, sballata e sbarellata con colori accesi – la fotografia di Bigazzi è sfrontata, forse banale ma indubbiamente fascinosa – e una sceneggiatura che si atteggia un po’ troppo a pazzeriell’. L’italico divo Servillo gigioneggia come un pavone – Mastroianni sta a a distanze siderali, chiaro – attirando attorno a sè il popolo inebetito e depresso, tra i quali fanno bella figura la Ferilli e Verdone. Insomma, come dire, mi aspettavo di stoppare il film e invece me lo sono visto tutto; c’è qualcosa di attraente nella sua imperfezione e nella sua sfacciataggine.

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