Recensione su Kung Fury

/ 20157.584 voti

2 giugno 2015

Kung Fury

Roger Ebert una volta disse che il sistema delle stellette è da considerarsi relativo, non assoluto. Da anni, o meglio da quel 24 Maggio 2011 in cui decisi di aprire su facebook la 21st century schizoid don, io faccio mio il modus operandi di Roger Ebert e vorrei condividerlo con gli amici di Nientepopcorn.

Effettivamente quando chiedete ad un amico se Kung Fury è un bel film, non gli chiedete se è un bel film rispetto a Il Padrino, gli chiedete se è un bel film rispetto a Iron sky o Dead Snow. Di conseguenza la mia risposta sarebbe che, se in una scala da 1 a 5 stelle Iron Sky è un 3 preso con le unghie e con i denti, allora Kung Fury è un 5 pieno. Kung Fury è qualcosa che aspettavamo da tempo, già nell’89 c’era bisogno di Kung Fury e soprattutto di Hackerman ma qui ci torno in seguito con molta calma. Kung Fury non è neppure un film vero vero, è più un mediometraggio che celebra gli anni ’80 in generale. Cita tutto, Cita bene e Tarzan rosica.

Era il 2013 quando il progetto KUNG FURY si sviluppa e si diffonde come l’aids. La crew dietro al progetto raccoglie in due anni oltre 600 mila dollari. 600 mila dollari, capite ? Il risultato finale è questo:

Ora, io non so voi ma io sono felice quando vedo che i miei coetanei creano qualcosa di questo tipo invece di drogarsi o, che ne so, votare Salvini (che poi la differenza è sottile sottile). Il regista nonché attore principale, David Sandberg, deve essere uno che è nato negli anni ’80 o uno come me che pur non avendo avuto la fortuna di nascerci o di viverli sulla pelle li ha vissuti vedendo i cartoni e i film realizzati in quegli anni. Ecco, gli anni ’80. È evidente che gli anni ’80 all’interno di Kung Fury non siano i veri anni ’80 ma quelli che l’immaginario collettivo si è creato nel corso degli anni. Vi inviterei a segnalare gli effetti positivi che danno i video musicali del calibro de You spin me round, Wild Boys, Relax don’t do it. Per non parlare del recente cd di Kavinsky, delle band che sono nate sulla falsa riga di Kavinsky, ai film come Drive, ai videogames come Gta Vice City e via dicendo, a dimostrazione del fatto che l’immaginario collettivo si è fatto un’idea precisa di quegli anni.. e quindi ?

TAAAAAAAANTA ROBBBBA.
Eccesso, eccesso come se piovesse. Eccesso ovunque. Kung Fury si apre nei sobborghi di Miami ed è un susseguirsi di personaggi ridoppiati con voce caricaturale, personaggi fra loro collegati da una trama così sottile e così surreale da rendere il mediometraggio praticamente impossibile. Kung Fury è un prodotto fuori dal cinema, fuori dalle regole o schemi. Anarchico nel profondo, la trama di K. F ruota attorno ad un poliziott che in seguito alla combo morso serpente + fulmine si trasforma in una specie di furia umana, un esperto del kung fu che lotta conto la mala. Ma cosa sarebbe un eroe senza la giusta spalla ? Ecco che entra Hackerman.

Lasciatemi spendere due o tre righe per parlare di Hackerman. Hackerman è forse più di Kung Fury il ritratto del nerd degli anni ’80. Capello lungo pieno di gelatina, occhiale pesante, baffi da ratto, guantino con un joypad SEGA: Hackerman è già leggenda. Si perché sarà lui a spedirlo indietro nel tempo per combattere Adolf Hitler aka Kung Fuhrer.

Il problema è che Hackerman manda il nostro eroe troppo indietro e Kung Fury si trova nell’era dei vichinghi. Facciamo finta per un momento di non aver notato il personaggio di Barbarianna -la citazione a Conan il barbaro- e concentriamoci invece sui Laser Raptor.

Parliamone, parliamone, ma le parole saranno sempre troppo poche. È innegabile, forse il gruppo di ragazzi che sta dietro a Kung Fury spinge un po’ troppo il piede sull’acceleratore e hanno rischaito parecchio. L’effetto videocassetta, con i tagli durante un combattimento, potrebbe perfino annoiare ma il film si riprende anche perché nel mediometraggio qui presente di scene di “menare” ce ne sono tante tante. Certo, ce ne sono tante ma questo non basta per tenere attivo lo spettatore. E allora ? Un pizzico di umorismo demenziale qua e là, giochi di parole e spot pubblicitari che strizzano l’occhio alle trasmissioni di ieri (e di oggi).
Se non avete problemi con la grafica e con gli effetti speciali o con la presenza del TriceratoPoliziotto, Kung Fury, che per me è già cult, è il prodotto che fa per voi.

La canzoncina è tutta oggi che la canto, l’ho cantata pure a pranzo con nonna.

Si attende il sequel.

DonMax

5 commenti

  1. paolodelventosoest / 3 giugno 2015

    Bum! Un dieci sonoro. Ma allora sei tamarro dentro 😀

  2. DonMax / 3 giugno 2015

    @paolodelventosoest preparati, mi digi-evolvo in Joe Pesci.

    Come sarebbe a dire tamarro ?

    Tamarro come? Che ci trovi di tamarro? No, no rispondi. E voi silenzio, il ragazzo è cresciutello. Fammi capire, magari è colpa mia, tamarro come uno de jersey shore? o come un film di Van Damme?

    lol

  3. paolodelventosoest / 3 giugno 2015

    @donmax 😀 La battuta topica di questa…cosa,,, è “I tank you”

  4. DonMax / 3 giugno 2015

    allora <3

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