Recensione su Jane Eyre

/ 20117.0315 voti

27 marzo 2013

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Una versione, recente e BBC-osa, di Jane Eyre con un cast della porca paletta, c’è la tipa bistrattatissima di Alice in wonderland che fa Jane, Micheal Tuttediconocheèsdraiabile Fassbender (per gli amici Fassy) a fare Rochester, e l’agente Q (o era qualche altra fucking lettera? Boh) degli ultimi 007 a fare la housekeeper. Inghilterra di quell’epoca là, Jane da piccola vive con una ricca zia, che la schifa e la sputa preferendole il suo figliolo idiota. A tal punto che la rinchiude in un collegio femminile, dove la trattano malissimo, come e più di tutte le altre. Ha una migliore amica, che ovviamente schiatta quasi subito. Serio, l’inizio è peggio di Oliver Twist (oh, io non ce l’ho fatta a finire di leggere Oliver Twist; troppe sfighe), il mondo è cupo e buio e tempestoso, e le vuole male. Anche se qui il tutto è raccontato a flashback intermittente. Esce dal collegio, va a fare la bambinaia nella magione di questo tal Rochester, in c**o al nulla più totale, solo pianura-brughiera-nebbia-pioggia a perdita d’occhio. Conosce il padrone, lui si innamora, ma ha un segreto, la vuole sposare, si scopre il segreto, oh my gosh, lei scappa, la salva un pastore (-.- non quel pastore, asini, pastore nel senso di anglicano, un fockin priest!), che la aiuta, ma già si capisce benissimo che glielo vorrebbe buttare, e infatti poi alla fine le dice “no ma senti non è che te lo posso buttare?”. NO! Porco anglicano, e se ne torna da Rochester, il cui segreto è andato flambé (reminiscenze da Ivanhoe anche), e anche la vista, ma chissenefrega, quanto soffrire per questo stentato lieto fine per sottrazione. Del tipo il super-amore vince ma uff…
Eppure la storia quella è, e la resa è efficace grazie agli ambienti, scuri e opprimenti come le barriere, vittoriane e morali, contro cui coccia lo spirito irsuto, tremebbbbondo e passionale di Jane, oppure aperti e infiniti, come i sentimenti dei due personaggi. La casa riesce molto a ricordare le dimore dei personaggi dei racconti di Poe, e infatti finisce come una casa degli Usher qualsiasi, ma almeno Rochester viene salvato, da e per il suo amore grande e viceversa. Beh insomma, salvato non proprio in forma; ma quasi.

3 commenti

  1. herie / 27 marzo 2013

    ahahahahah, bella recensione!
    comunque l’agente era M 😉

  2. tragicomix / 28 marzo 2013

    ‘nnaggia, eh mi sa che hai ben ragione. sono un moderato di 007, per cui tendo a confondere tutto 😀 M, bah. Q era meglio

  3. herie / 28 marzo 2013

    Sarebbe stato decisamente più originale..mah, valli a capire.. 😀

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