Il sindaco del Rione Sanità

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Il sindaco del Rione Sanità

Dall'omonima opera teatrale di Eduardo De Filippo. Napoli. Nel Rione Sanità, Don Antonio Barracano è una personalità temuta e rispettata conosciuta con il nome di Sindaco. Barracano ha istituito nel quartiere un regime sociale e giudiziario basato su criteri personali, spesso molto violenti. Quando un ragazzo chiede il suo intervento, Barracano ricorda i motivi che lo hanno portato a diventare il Sindaco e, spinto da una certa emozione, si lascia coinvolgere in un affare molto pericoloso.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Il sindaco del Rione Sanità
Attori principali: Francesco Di LevaFrancesco Di LevaRoberto De FrancescoRoberto De FrancescoAdriano PantaleoAdriano PantaleoMassimiliano GalloMassimiliano GalloDaniela IoiaDaniela IoiaRegia: maschioMario Martone
Sceneggiatura/Autore: Eduardo De Filippo, Mario Martone, Ippolita Di Majo
Produzione: Italia
Genere: Drammatico
Durata: 120 minuti

Dove vedere in streaming Il sindaco del Rione Sanità

L’incredibile attualità di Eduardo / 1 Marzo 2020 in Il sindaco del Rione Sanità

(Sette stelline e mezza)

Prima con uno spettacolo dal vivo messo in scena in un piccolo teatro di Napoli e, poi, con questo film, presentato in concorso a Venezia 2019, Mario Martone ha messo mano a un testo di Eduardo De Filippo, Il sindaco del Rione Sanità, scritto tra il 1959 e il 1960.
Nonostante dalla stesura siano trascorsi 60 anni, l’attualità del testo di Eduardo e la capacità di descrivere un contesto (in evoluzione eppure apparentemente immutabile) è davvero impressionante e Martone, coadiuvato alla sceneggiatura dalla moglie Ippolita Di Majo, artisticamente al suo fianco dai tempi di Noi credevamo (2010), e cogliendo gli spunti offerti dall’interprete protagonista, Francesco Di Leva, ne ha colto le raffinate iperboli dall’acre sapore contemporaneo.

Come chiarito nella esauriente conferenza stampa seguita alla proiezione del film a Venezia (reperibile su RaiPlay: https://tinyurl.com/sakwaus), Martone ha voluto rispettare il testo eduardiano, riservandosi di apportare, previo consulto con il figlio del drammaturgo, Luca De Filippo, tre sostanziali e non banali differenze: il contesto, portato dagli anni Sessanta del Novecento ai giorni nostri, l’età anagrafica del protagonista e la parziale modifica del finale.
Rispetto all’opera di Eduardo, dove il protagonista è un ultra sessantenne, nel film Barracano non ha neppure 40 anni, il che permette di identificare Don Antonio con le sempre più giovani leve del mondo della malavita. Per quanto riguarda il finale, invece, gli sceneggiatori hanno eliminato il monologo del dottore, ritenendo che la vicenda di Barracano contenesse in sé già tutto quel che Eduardo voleva comunicare e non necessitasse di quella chiosa intensa ma moraleggiante.

Antonio Barracano (Di Leva) è un uomo che, nel tentativo di mettere ordine in un mondo segnato dal caos, dalla violenza e dalla sopraffazione, prova a scardinare il sistema assodato che lo regola, moralmente corrotto, proponendo alternative che, pure mostrando l’esistenza di strade parallele, scelte, prospettive, ricalcano gli stessi schemi criminali che intendono eliminare.
In un crescente delirio di giustizia (e giustizialismo) che sfocia (anche iconograficamente) in un martirio cristologico (l’ultima cena al Rione Sanità ne è la rappresentazione esplicita), Barracano si sostituisce contemporaneamente al potere giuridico dello Stato e a quello degli uomini che usano indiscriminatamente la violenza per affermare la propria forza in qualsivoglia ambito. Barracano non disdegna l’uso della forza e contempla l’uso di metodi coercitivi e minacciosi, ma ritiene di saperli dosare e convogliare laddove ritiene siano strettamente necessari, per raddrizzare torti, ottenere ascolto, evitare faide e spargimenti di sangue gratuiti.

Barracano è un personaggio polivalente, non lineare, sfaccettato, imprendibile, che suscita in chi lo ascolta e osserva incredulità, spavento e una sorta di ammirazione; è un uomo che, muovendosi in un Eden di propria costruzione che soggiace pienamente alla sua volontà (ha stabilito precise regole per la famiglia, per il dottore, per la governante, per i subalterni), ha la presunzione di comportarsi come una sorta di divinità, capace di dare a proprio piacimento la Vita (ai suoi figli, a quelli degli altri) e la Morte (vedi, le motivazioni addotte per non uccidere il cane che ha ferito gravemente Donna Armida), sorretta da un senso dell’ordine (e del disordine) che travalica quello terreno, contro cui cozza sonoramente (un efficace e ugualmente ambiguo contraltare a Barracano è rappresentato da Arturo Santaniello, per esempio).

Il film è stato girato in pochissimo tempo, indice della complicità e dell’alto grado di affiatamento raggiunto durante la lavorazione teatrale: escludendo Roberto De Francesco, subentrato nel cast a pochi giorni dall’inizio delle riprese, gli attori impiegati da Martone per il film sono gli stessi della messinscena teatrale.
Molto buone, in generale, le prestazioni del gruppo, da Di Leva a Massimiliano Gallo (Santaniello Sr.).

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Imperdibile / 5 Ottobre 2019 in Il sindaco del Rione Sanità

Allego link alla mia videorecensione: https://youtu.be/q9Wn5E8cv7s