Il cartaio

/ 20044.0132 voti
Il cartaio

Anna Mari, poliziotta romana, si occupa delle indagini riguardanti un serial killer che si diverte a sfidare la polizia in snervanti partite di videopoker nelle quali la posta in gioco è la vita delle ragazze che rapisce. Dopo i primi fallimentari tentativi, Anna decide di coinvolgere Remo, un ragazzo abilissimo nel videopoker, per provare a sconfiggere lo psicopatico e mettere fine al suo sadico gioco.
scimmiadigiada ha scritto questa trama

Titolo Originale: Il cartaio
Attori principali: Stefania RoccaLiam CunninghamSilvio MuccinoCosimo FuscoFiore ArgentoAdalberto Maria Merli, Claudio Santamaria, Mia Benedetta, Giovanni Visentin, Claudio Mazzenga, Conchita Puglisi, Micaela Pignatelli, Luis Molteni, Carlo Giuseppe Gabardini, Alessandro Mistichelli, Francesco Guzzo, Pier Maria Cecchini, Jennifer Poli, Elisabetta Rocchetti, Irene Quagliarella, Vera Gemma, Ulisse Minervini, Antonio Cantafora, Mario Opinato, Gualtiero Scola, Robert Madison, Emanuel Bevilacqua, Robert Dawson, Adriana Fonzi Cruciani, Carla Fonzi Cruciani, Elena Falgheri, Michele Pellegrini, Isabella Celani, Fiore Cosimo, Lynn Swanson, Franco Vitale
Regia: Dario Argento
Sceneggiatura/Autore: Dario Argento, Franco Ferrini
Colonna sonora: Claudio Simonetti
Costumi: Patrizia Chericoni, Florence Emir
Produttore: Claudio Argento, Dario Argento
Produzione: Italia
Genere: Thriller, Horror, Poliziesco
Durata: 103 minuti

10 Agosto 2013 in Il cartaio

Mi ero ripromessa di non recensire(e soprattutto di non sottopormi più alla visione) mai più un film di Dario Argento, ma tutte le volte ci ricasco, non riesco proprio a tenermi lontano dagli orrori che quest’uomo sta sfornando ormai da svariati anni.
Che altro dire, film di una bruttezza quasi allucinante(e io che pensavo che con “non ho sonno” Argento avesse toccato irrimediabilmente il fondo), una trama che più scontata non si può(ho individuato il colpevole individuabile dopo appena un quarto d’ora, un record per me) , nessun colpo di scena, pessima prova degli attori…in parole povere un’ora e mezza di sbadigli e di giramenti di palle.
Col “Cartaio” tocchiamo davvero il fondo e, pur trattandosi di un thriller con un che di poliziesco ( Dario Argento questa volta non cade mai nell’horror “puro”) pecca molto in quanto a pathos e a colpi di scena .
Passiamo ora un po’ in rassegna gli orrori di questo film.
Prima lacuna: assassino prevedibile già dai primi quindici-venti minuti di film.
Mi sovvengono ora alla mente i suoi più grandi capolavori, “Profondo Rosso”, “L’uccello dalle piume di cristallo”, “Phenomena”, “Il gatto a nove code”, “Quattro mosche di velluto grigio” in cui si pensava di aver trovato il killer(se ne era praticamente certi dato che tutti gli indizi portavano quasi sempre a lui ) e poi, colpo di scena, nel finale ogni certezza veniva inesorabilmente abbattuta e ci si rendeva conto che l’assassino era tutt’altra persona, quella più insospettabile.
Per me perlomeno è sempre stato così e questa è una delle tante abilità che ho sempre ammirato in Argento, quello di saper creare un’atmosfera di tensione che ti accompagnava dall’inizio alla fine, ora purtroppo quella capacità in lui sembra definitivamente scomparsa, tutto diventa prevedibile, a partire dall’identità dell’assassino, già individuabile fin dai primi minuti(che guarda caso uccide poi sempre per gli stessi motivi, o per odio o per una mancanza di affetto o per un amore non corrisposto).
Seconda lacuna: gli attori.
La parte della protagonista è stata affidata a Stefania Rocca, a mio parere una delle migliori attrici italiane in circolazione, espressiva, coinvolgente, versatile, fascinosa, carismatica(ricordo ancora con profonda emozione la sua interpretazione della non vedente ne “la bestia nel cuore”), qui ridotta a una bambolina inespressiva, catatonica, costruita, manierata, patetica e del tutto fuori luogo.
Poi arriva lui, il peggio del peggio del peggio, Silvio, “il raccomandato di ferro” Muccino.
Domanda: ma nessuno gli ha spiegato che per diventare attore si necessita di un corso di dizione e di recitazione?
Lui è stato per così dire “graziato” solo perché il fratellone fa il regista?(e pure su di lui avrei parecchie cose da ridire, ma mi astengo).
Per tutto il film questo pseudo-attore fa solo una cosa, la figura dell’imbecille(e non gli riesce nemmeno poi così male, devo dire).
Infine, dulcis in fundo, arriva lei, l’altra figliola raccomandata di Dario argento, Fiore(eh si, perché se non c’è una c’è l’altra, mica ci salviamo)a rendere ancora più squallido il tutto(questa che fa, lavora nel campo della moda? Davvero? Bene, che continuasse a fare quel mestiere e lasciasse il cinema e già che c’è si portasse dietro pure sua sorella, che le facesse fare la modella, la stilista, l’appendiabiti, quello che le pare, basta che ce la toglie di torno).
Terza lacuna: trama prevedibile e sciatta
Come già scritto prima la sceneggiatura è esile, prevedibile e stereotipata e a nulla servono i vani tentativi di Argento di inserirvi qualche piccolo frammento di humor(Dario, non ci riesci, sei lontano anni luce dalla sottile e fascinosa ironia che aleggiava in “Profondo Rosso”, perché non la smetti? Ma non ti rendi conto che ti stai scavando la fossa da solo?).
Quarta lacuna: regia
L’ho messo come ultimo punto perché lo reputo il più grave, Dario Argento sembra essersi dimenticato di come si faccia il regista, le sue riprese sembrano fatte da un videoamatore amatoriale(le scene sembrano girate sotto casa con una videocamera comprata all’Eurospin), le uniche riprese che si salvano sono quelle esterne(bellissima quella sul Gianicolo), ma è davvero poca cosa in confronto a ciò che lui ci ha sempre abituati e vedere una roba del genere fa davvero male al cuore di chi un tempo rimaneva affascinato davanti ai suoi capolavori.
La colonna sonora anche l’ho trovata pessima, quasi soporifera(anche in questo caso i bei tempi di “Suspiria” e di “Profondo Rosso” sono belli che andati).
Che altro aggiungere, dopo “Non ho sonno” ho assistito al peggior film in assoluto di Dario Argento(sono arrivata perfino a rivalutare “Trauma”, il che è tutto un dire).
Non mi rimane altro che rimpiangere sempre più i bei tempi andati, quando Argento era ancora un regista e non il collezionatore di orrori di oggi.
Risorgerà dalle sue ceneri come l’Araba Fenice? Io ci spero sempre, anche se sto cominciando seriamente a pensare che non avverrà mai, che rimarrà uno dei miei tanti sogni irrealizzabili.

Leggi tutto

Dario Argento mi è scaduto / 15 Gennaio 2013 in Il cartaio

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Si sapeva che ultimamente Dario Argento non aveva più fantasia ma non credevo che si potesse arrivare fino a questo punto!!
Un poliziesco di bassissimo livello, tra l’altro il finale del film ricorda un sacco un suo ex capolavoro “l’uccello dalle piume di cristallo” in quanto il colpevole viene scoperto attraverso un suono, se avete il coraggio di vedere il film capirete.

Leggi tutto

26 Febbraio 2012 in Il cartaio

giallo quasi serio ma tutto sommato noioso

Il voto sarebbe un 4.5 / 14 Novembre 2011 in Il cartaio

Speravo in un riscatto di Dario Argento dopo il brutto “Non ho sonno” e invece… Il film è abbastanza bruttino, non avvince più di tanto e inoltre Argento attenua quel tono splatter che l’aveva sempre contraddistinto. Le morti sono solo accennate e cerca di soffermarsi più sulle nuove tecnologie senza però approfondire troppo l’argomento.
Gli unici attori appena salvabili sono Stefania Rocca (anche se al di sotto delle attese) e l’inglese. Male Muccino e malissimo gli altri interpreti.
Neanche il finale riesce a salvare il film, anzi forse lo peggiora ulteriormente e l’identità del colpevole l’avevo intuita quasi subito.
Nella locandina compare Fiore Argento che ha anche una piccola parte nel film (la figlia del questore).

Leggi tutto
inserisci nuova citazione

Non ci sono citazioni.