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Recensione su Gli infedeli

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A dir poco inutile. / 6 gennaio 2013 in Gli infedeli

Sette sketch diretti da sette diversi registi, scritti e interpretati dal premio Oscar Jean Dujardin e Gilles Lellouche.
Sette cortometraggi e una molteplicità di ruoli che vedono sempre come protagonisti i due attori francesi di fama internazionale.

Situazioni plausibili, realistiche, che magari qualcuno di noi ha vissuto, raccontate con narcisismo dal punto di vista del traditore, che si gode la vita alle spalle di mogli e figli.
E che si serve di menzogne, giochetti e mezzucci insulsi, pur di passarla liscia.
Sia chiaro. Si parla di tutta gente che si scoperebbe anche una ciambella (perché ha il buco).

Avevo letto che la locandina aveva fatto scandalo, e fu questo che destò la mia curiosità per questo film. Peccato che m’immaginassi qualcosa di brillante. Spassoso e invece.. ahimè! Che delusione.

Tra le comparse c’è anche Guillaume Canet, che prende parte al frammento di film più breve e divertente di tutti. L’unico che mi ha fatto sorridere per qualche istante.

Gli infedeli è un commedia inutile, sgradevole, amorale e senz’anima.
Qualcosa che si potrebbe tranquillamente dimenticare nel giro di poche ore.
Non fa nemmeno ridere, nonostante l’esuberante sgradevolezza dei personaggi!
E’ banale. Ridondante. Ripetitivo.

Un film sulla vulnerabile e superficiale passionalità degli uomini dove è il sesso, causa e conseguenza del tradimento, spadroneggia in quasi tutta la durata della pellicola in modo fastidioso.
Dove ci si trova a contatto con l’impossibilità maschile di portare avanti una relazione “sana”.

E poi il finale non ha nemmeno senso.
E’ di una trashata pazzesca!

Però almeno la scena fra i titoli di coda m’ha fatto ridere.
L’unica in tutto ‘sto film di merda.

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