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  • A meta’ strada tra “Cape Fear” e una puntata di “Settimo cielo”

Recensione su Paura

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A meta’ strada tra “Cape Fear” e una puntata di “Settimo cielo” / 24 gennaio 2016 in Paura

Film a metà strada tra una puntata di “Settimo Cielo” e un thriller psicologico alla “Cape Fear”. Da questa premessa potete capire che razza di schifezza mi sia sorbita per un’ora e mezza.
La storia è banale, c’è una ragazzina di sedici anni, Nicole, che come tutte le adolescenti sogna il grande amore, quello con la A maiuscola, quello vero, quello che ti fa brillare gli occhi e ti fa sentire le farfalle nello stomaco(no, non è “Tre metri sopra il cielo” ma non ci siamo poi così lontano) e sembra averlo trovato in David, un misterioso ragazzo conosciuto a una festa.
Ma David a breve si rivelerà uno psicopatico(e te pareva) che comincerà a tormentare lei e la sua famiglia.
Come va a finire? Ovviamente a tutto ci pensa il paparino trasformatosi per una sera in Rambo(e se quel paparino è il Gil Grissom di CSI la cosa ha più effetto sui giovani telespettatori).
Che dire di più, un filmetto adolescenziale che vorrebbe essere un thriller ma alla fine non spaventa nemmeno un bambino di due anni, con una trama che non ha né fondatezza né originalità, con dei personaggi piattissimi e attori da telefilm alla “Dawson’s Creek”(Mark Wahlberg come psicopatico è credibile quanto la sottoscritta come ballerina di lap-dance) e con un classico finale all’americana.
Film da evitare se si può, altrimenti da vedere se proprio non si ha niente di meglio da fare(ma ne dubito, anche farsi la ceretta e’ meglio che guardarsi questo film).

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