Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo

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Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo

Sono trascorsi 14 anni dall'ultimo impatto. Il mondo è cambiato. Shinji si risveglia in maniera inattesa in un ambiente sconosciuto. Nel frattempo, anche gli equilibri bellici sono mutati.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: ヱヴァンゲリヲン新劇場版:Q
Attori principali: Megumi HayashibaraMegumi HayashibaraMaaya SakamotoMaaya SakamotoMegumi OgataMegumi OgataTakehito KoyasuTakehito KoyasuYuko MiyamuraYuko MiyamuraKotono Mitsuishi, Yuriko Yamaguchi, Akira Ishida, Fumihiko Tachiki, Motomu Kiyokawa, Miki Nagasawa, Hiro Yuuki, Mugihito, Miyuki Sawashiro, Akio Otsuka, Mostra tutti
Regia: maschioMahiro MaedaHideaki AnnoHideaki AnnoKazuya TsurumakiKazuya TsurumakiMasayukiMasayuki
Sceneggiatura/Autore: Hideaki Anno
Colonna sonora: Shiro Sagisu
Produttore: Toshimichi Ootsuki
Produzione: Giappone
Genere: Orientale, Azione, Drammatico, Fantascienza, Animazione
Durata: 106 minuti

Dove vedere in streaming Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo

21 Settembre 2014 in Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo

Hideaki Anno e i suoi hanno voluto strafare, finendo col pisciare fuori dal vaso.
Risulta davvero banale l’intreccio ambientato nel “dayafter”.
Ad un personaggio interessante (e fondamentale) come Kaworu viene dato giusto un decimo del corrispettivo spessore della serie (e pensare che lì vi appare per soli 13 minuti!!!).
Shinji soltanto più inutile e lamentoso.
Non gli metto 2 perché l’elaborazione in CG è pur sempre ad altissimi livelli, ma i meriti tecnici da soli non bastano.

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You Are (n̶̶o̶̶t̶̶) “Strange” / 11 Gennaio 2014 in Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo

C’erano i segnali già nella precedente pellicola, e in questo nuovo film i timori sono stati confermati: Evangelion devia definitivamente dal suo percorso originale e intraprende una via del tutto nuova.
Come lo stesso Shinji, lo spettatore si trova disorientato e catapultato in una sorta di futuro alternativo. I vecchi personaggi sono quasi tutti cambiati rispetto a come li conoscevamo, mentre i nuovi non sembrano essere particolarmente utili ai fini della storia.
La storia, appunto. Evangelion ha sempre abituato il suo pubblico ad un certo sforzo cerebrale per comprendere appieno i suoi sviluppi, i suoi simbolismi, le sue citazioni e i suoi personaggi. Tuttavia, nonostante esso non sia mai stato particolarmente chiaro ed esaustivo in tutti i frangenti, qui la sensazione è che sia stato spinto troppo l’acceleratore. Non è il cambio improvviso di rotta ad aver creato problemi, quanto la superficialità e la fretta nell’esporre i vari tasselli.
I personaggi sembrano aver perso quasi tutti la loro natura. Ci può stare, contando che nel lungo lasso di tempo occorso essi abbiano sviluppato una certa maturità. Il problema è che non solo non viene spiegato perchè, ma Anno non lascia nemmeno spazio a possibili teorie o ipotesi concrete, visto che mancano principalmente tutte le solide basi su cui ragionare.
E gli eventi accorsi nei primi due film? I dubbi di Shinji? Di Rei? Di Misato? Di Asuka (anche se non è che avessero avuto molto spazio precedentemente)? Tutto azzerato, tutto apparentemente inutile in questo nuovo capitolo.
Anche il ritmo ne risente maggiormente. Se l’animazione rimane sempre di grande livello e la CGI desta un gran belvedere, c’è anche da dire che le scene d’azione, cioè dove appunto la grafica potrebbe dare il meglio di sè, sono notevolmente diminuite rispetto a You Can (Not) Advance. Così come le scene propriamente dette di fanservice, in compenso.
Sulla colonna sonora poco da dire. Sagisu regala l’ennesima buona prova e supera a mio parere le già buone tracce del precedente capitolo.
Buco nell’acqua quindi questo terzo film? Se paragonato ai precedenti capitoli è probabilmente un calo. Evangelion “vive” di battaglie e riflessioni argute. Questa pellicola difetta nell’una e nell’altra parte. Non ne esce una pellicola scadente ma delude sensibilmente chi era rimasto spiazzato dal secondo film.
C’è anche da dire che le aspettative di un quarto capitolo ricco di novità sono state gettate. Ciò potrebbe dare maggiore chiarezza agli eventi narrati fin’ora e magari innalzare l’effettivo valore di questa pellicola.
Aspettiamo quindi l’ultimo capitolo per tirare definitivamente le somme.

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Il vuoto dell’incomprensione. / 26 Settembre 2013 in Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo

Dimenticatevi dei combattimenti mozzafiato e dell’introspezione psicologica assaporati nell’anime e nei primi due episodi di Rebuild of Evangelion, perché altrimenti finirete con l’odiare questo terzo e penultimo capitolo dell’enorme progetto di Hideaki Anno, padre della saga Robotica del Millennio, che si concluderà prossimamente con l’uscita del quarto film.

Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo si discosta notevolmente dai suoi predecessori, risultando poco più di un film lento, piatto, inconcludente, pieno zeppo di termini incomprensibili, fatti inspiegabili e contenuti sin troppo inediti, che sviano completamente dall’ottimo filone principale dell’anime, prendendo tutta un’altra piega. Negativamente parlando, s’intende.

Ma almeno i personaggi sono sempre gli stessi.
Non che qualcuno in due ore faccia qualcosa di utile o rilevante… L’unica che era in vena di spaccare la faccia a Shinji è stata intralciata da uno stupido vetro (dispiace anche a me Asuka).
Tutti sono all’incirca come ce li ricordavamo, ma essendo invecchiati di un decennio e mezzo, risultano leggermente diversi nell’aspetto fisico.
Misato, ad esempio, è ancora più figa di prima, peccato le abbiano cambiato la doppiatrice a cui eravamo abituati.
Ah, sì, si sono inoltre registrate delle new entry, ma nulla di rilevante ai fini della narrazione.

Ma torniamo alla sceneggiatura.
Dire che Evangelion 3.0 sia inseguibile, sarebbe riduttivo. A parte il continuo rimando omosessuale fra Shinji (che qui è più inutile che mai) e Kaworu, ridicolo e patetico a lungo andare (vogliamo parlare della scena dei cavalli/unicorni, partita mentre suonano il piano insieme?), in questo terzo episodio non si capisce veramente un ca**o.

Già che dobbiamo sopportare un buco di 14 anni di cui non ci spiegano niente ma dove (palesemente) sembrerebbe successo di tutto, ci imbottiscono continuamente il cervello con termini indecifrabili e ci presentano questa nuova organizzazione, ‘sta fantomatica “Wille” composta da praticamente tutto il plotone che formava la Nerv, ma che ora è diventata sua acerrima rivale.
Il perché di tutto questo? BOH! Al massimo possiamo buttar giù due ipotesi a riguardo.

Chissà se un giorno al Signor Anno verrà in mente di essere un po’ più chiaro e di spiegare anche a noi comuni mortali, fan senza troppe pretese, cosa ca**o gli passa per quella testa malata.

Sappiate solo che l’amarezza fluttua tutt’ora nel mio cuore, che ieri è morto per sempre.
La delusione cinematografica dell’anno… è fra noi gente.

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