1957

Addio alle armi

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Addio alle armi
Addio alle armi

Prima guerra mondiale. Sul fronte italo-austriaco, il tenente Frederick Henry, americano che presta servizio per la croce rossa dell'esercito italiano, viene ferito durante un bombardamento. Durante la degenza si innamora di un'infermiera inglese, da cui presto riceverà la notizia di un figlio in arrivo. Tornato sul fronte poco prima della disfatta di Caporetto, Frederick sarà costretto a fuggire (per non essere condannato dalla Corte marziale) e a raggiungere la sua amata...
hartman ha scritto questa trama

Titolo Originale: A Farewell to Arms
Attori principali: Rock Hudson, Jennifer Jones, Vittorio De Sica, Luigi Barzini, Georges Brehat, Oskar Homolka, Mercedes McCambridge, Elaine Stritch, Kurt Kasznar, Victor Francen, Alberto Sordi, Leopoldo Trieste, Franco Interlenghi, Bud Spencer, Eduard Linkers, Johanna Hofer, Eva Kotthaus
Regia: Charles Vidor
Sceneggiatura/Autore: Ben Hecht
Genere: Romantico
Durata: 152 minuti

18 agosto 2015 in Addio alle armi

Il romanzo di Hemingway affoga in un mare di melassa hollywoodiana e momenti di comicità involontaria, tra i quali merita speciale menzione la scena di parto più ridicola della storia del cinema.

27 dicembre 2014 in Addio alle armi

Dal celebre romanzo di Hemingway, il produttore David O. Selznick trasse questo kolossal a cavallo tra film di guerra e tragedia sentimentale, con cui sperava di replicare, a circa vent'anni di distanza, il successo di Via col vento.
Purtroppo però Selznick era nella fase calante della sua carriera, quella in cui cercava di ingerirsi troppo nelle scelte... continua a leggere » stilistiche e artistiche, a cominciare dall'imposizione, nel ruolo di protagonista femminile, della sua seconda moglie, Jennifer Jones, la quale, pur non sfigurando, non riesce sicuramente a rendere brillante quella Catherine che, a dire il vero, non mi aveva entusiasmato nemmeno nella versione hemingwayana.
Il regista designato, il mitico John Huston, ci mette ben poco a litigare con Selznick e la Jones, lasciando il posto al meno famoso Charles Vidor, che porta a termine il compitino che si discosta davvero in pochi punti dal romanzo dello scrittore di Oak Park.
Alcuni dialoghi sono replicati pressoché pedissequamente, con il flusso di coscienza di Hemingway che si trasforma nei monologhi di uno statuario Rock Hudson, forse troppo bello per la parte, troppo sex symbol e, a causa di ciò, poco credibile in certe situazioni.
Si fa davvero fatica a vedere l'alter ego di Hemingway in uno come Rock Hudson, c'è poco da fare.
Molto meglio gli attori italiani, che si comportano davvero alla grande: Vittorio De Sica (che ricevette anche una nomination all'oscar come miglior attore non protagonista) nel ruolo del maggiore Rinaldi, e Alberto Sordi nella parte di padre Galli.
Girato in Italia (tra Friuli e Lago Maggiore), per conferire maggiore verosimiglianza, il film venne distribuito nel nostro Paese a differenza del precedessore (l'Addio alle armi di Frank Borzage, del 1932), che fu bocciato dal regime fascista in quanto metteva in cattiva luce l'esercito italiano, descrivendo (come aveva del resto fatto il romanzo, che aveva avuto gli stessi problemi di accoglimento) il comportamento arrendevole e apparentemente codardo dei militari italiani durante la ritirata del dopo Caporetto.
In questo film del 1957, invece, a fronte di qualche marchetta distribuita tra titoli di testa e un paio di frasi sparse nel film, fu addirittura fornita la collaborazione dell'esercito italiano.
La pellicola fu un flop clamoroso, nonostante le grandi aspettative, tanto che fu l'ultimo film prodotto da O. Selznick.
Per parteciparvi, Rock Hudson aveva detto di no a Ben Hur, con scelta (valutata col senno di poi) oltremodo infelice.
Un film che, guardato oggi, è decisamente datato, anche se la cosa può aiutare a calarsi nell'ambientazione della prima guerra mondiale.

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