The Get Down

/ 20167.528 voti
serie tvThe Get Down

New York, 1977. Un gruppo di ragazzi del South Bronx tenta di sottrarsi alla povertà materiale e culturale che lo circonda, dedicandosi alla musica e alle schermaglie verbali. Sono gli anni in cui si afferma la disco music e il punk rock si profila seriamente all'orizzonte.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Get Down
STAGIONI/EPISODI: 1 Stagioni , 11 episodi, conclusa
Durata episodi: 60 min.
Attori principali: Justice SmithJustice SmithShameik MooreShameik MooreHerizen F. GuardiolaHerizen F. GuardiolaSkylan BrooksSkylan BrooksJaden SmithJaden SmithTremaine Brown Jr., Yahya Abdul-Mateen II, Jimmy Smits, Stefanée Martin, Shyrley Rodriguez, Mamoudou Athie, Giancarlo Esposito
Creata da: Baz LuhrmannBaz Luhrmann
Produzione: Usa
Genere: Drama
Network: Netflix

Dove vedere in streaming The Get Down

Hai le ali, impara ad usarle. / 12 Settembre 2016 in The Get Down

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Primi 6 episodi
Dopo la recensione di @Stefania è difficile scrivere altro, ma ci provo!
Le vicende si collocano nella seconda metà degli anni settanta, precisamente nel 1977, con dei riferimenti cronologici ben precisi.
Musicalmente siamo negli anni in cui, mentre la disco music impazza nelle radio (Gloria Gaynor, Donna Summer, ELO, etc), inizia a farsi strada nell’underground newyorchese un nuovo genere musicale, un nuovo modo di cantare e fare musica, l’hip hop.
The Get Down racconta la storia di alcuni adolescenti del South Bronx; un gruppetto di amici formato da Ezekiel detto “Books”, che ama la poesia ma soprattutto la scrive, Marcus detto “Dizee”, uno street writer, Ra-Ra e Boo-Boo; poi c’è Mylene, che aspira a diventare una star della disco music, ma è figlia di un pastore che naturalmente reputa la disco la musica del diavolo. Naturalmente attorno a loro girano altri personaggi, un politico locale (zio di Mylene), un produttore fallito, un malavitoso proprietario di night club ed infine un misterioso personaggio, Shaolin Fantastic.
Attraverso le storie personali dei vari personaggi, in un quartiere non proprio facile, e le reali vicende di quell’anno, la serie racconta la nascita dell’hip hop, che al momento è relegata negli scantinati e negli edifici abbandonati. E mentre Ezekiel scopre che la sua poesia può essere cantata, Mylene fa di tutto per diventare una star.
Naturalmente la musica fa da padrona (disco music, hip hop), ma la ricostruzione storica è notevole; l’ambientazione, l’uso di immagini di repertorio, gli abiti, le acconciature, l’atteggiarsi dei giovani attori. Tra i collaboratori tecnici c’è Grandmaster Flash, considerato uno dei padri fondatori dell’hip hop.
Che altro dire, i giovanni attori sono bravissimi, la musica dà il ritmo ad ogni scena, la sigla di ogni puntata è unica.
Guardatelo, ma soprattutto, ascoltatelo, e per per rispondere a @Stefania, non ho alcun dubbio, la nascita di “Set Me Free”.

Ultimi 5 episodi
Non guardateli.

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Prendere o lasciare / 27 Agosto 2016 in The Get Down

È Baz Luhrmann, prendere o lasciare

Luhrmann all’ennesima potenza / 26 Agosto 2016 in The Get Down

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Primi 6 episodi
Semplicemente, The Get Down è Baz Luhrmann all’ennesima potenza: romanticismo-base, il musical di Broadway, favole, Shakespeare, musica come battito vitale, rappresentazione del potere e della violenza, epica, amore per il kitsch… Tutti gli elementi tipici del suo cinema, ben definiti fin dai tempi del suo film d’esordio, quel Ballroom che rivisitava storie come Cenerentola a ritmo di balli da sala, sono dosati e mischiati con sapienza, per creare una storia archetipica di crescita e affermazione personale inserita in una cornice storica ben precisa e intrigante come può essere quella della New York di fine anni Settanta, stretta tra delinquenza e crisi economica.

Il pilot della serie, diretto proprio dal regista australiano, è, se possibile, l’episodio più caotico ed adrenalinico, in grado di circoscrivere plot e ambientazione, definendo senza compromessi la cifra dell’intera serie: tra i soliti effetti sonori pacchiani ma divertenti (Shao, per esempio, si muove al suono di cartooneschi fu-fu, come se fosse La Furia di Hong Kong di Hanna & Barbera), un montaggio serratissimo e movimenti di macchina da applauso, Luhrmann mette in scena tutti gli elementi del racconto, lasciando presagire grandi emozioni e palpitanti conflitti appoggiati ad un comparto tecnico (costumi, scenografia, fotografia, ancora montaggio e, soprattutto, colonna sonora) di altissimo livello.
Se, da un lato, le musiche (originali e non), sono una parte fondamentale del racconto in grado di ergersi a elemento narrativo, un grande punto di forza della serie è rappresentato dagli attori scelti per far parte del cast: in particolare, i giovani interpreti, poco più che esordienti (ad eccezione del figlio d’arte Jaden Smith), incarnano in maniera eccellente i rispettivi personaggi, con volti e corpi (e capelli!) ben inseriti nella cornice narrativa.

La violenza è mostrata (bambini abbandonati fanno parte di gang dedite ai furti e agli omicidi, uomini e donne sono vittime di stupri, il mercimonio dei corpi e delle anime è quantomai diffuso, il degrado sociale e urbanistico -mostrato anche attraverso l’uso di materiale documentario originale- è avvilente), ma oso dire che è disturbante a livello inconscio: nel momento in cui si assiste ad un determinato evento (es. la violenza a cui è sottoposto il discografico Moreno), la confezione (e ribadisco ancora l’eccellenza del montaggio) permette sia di sublimare lo shock che di assorbire il messaggio. Un lavoro di questo tipo non edulcora o travisa un concetto (in questo caso, la violenza sessuale), ma mostra quali assurde forme può assumere una forma di abuso e, benché il ritmo della narrazione sia concitato, lascia che lo spettatore ne prenda atto con calma e ne valuti aspetto ed esiti.

Tra le tantissime, qual è la scena più emozionante? Secondo me, è quella in cui viene creata Set Me Free, che domande! 🙂
(attualmente, è difficile trovare il segmento completo dell’episodio in cui è contenuta, ma questo frammento lascia ben intendere la progressione emotiva della sequenza http://bit.ly/2bEDnvz )

Gli ultimi cinque episodi saranno distribuiti nel 2017: ci tocca aspettare. Intanto…
Voto primi 6 episodi: 9

Ultimi 5 episodi
Incredibile: tanto è esaltante e ben confezionata la prima parte, quanto è irrisolta e male orchestrata la seconda, ridotta a una mera ripetizione del solo concetto “il mio sogno-il tuo sogno”.
Eppure, gli 11 episodi sono stati realizzati in blocco, non si tratta di un errore di “pesi”, distribuiti diversamente per via di una produzione imbastita a posteriori dopo il successo della prima.
Perfino la colonna sonora sembra averne risentito, tanto che i brani originali di Mylene Cruz sono “sballati” (quello “scandaloso” è completamente fuori contesto e la lunghissima scena all’interno della discoteca è puro fumo senza arrosto).
Se nella prima tranche narrativa le vicende dei vari personaggi contribuiscono a caratterizzare peculiarmente un preciso momento storico e culturale, nella seconda non c’è niente di tutto questo e la serie tv finisce per risolversi in un banale pasticciaccio in costume in cui si perdono di vista anche le caratteristiche migliori dei personaggi più carismatici.
Gli inserti animati, poi, nel tentativo di configurarsi come parentesi lisergiche, aggiungono ulteriore desolazione narrativa.
Cocente delusione.
Quasi quasi, a coloro i quali che -ancora- non l’hanno approcciata, consiglio di vedere solo la prima parte della serie tv.

Voto ultimi 5 episodi: 4

Voto complessivo: (per questa volta, in malora la matematica) 5

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