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PARLIAMONE: “DAISY DIAMOND” – SIMON STAHO

Questo argomento contiene 7 risposte, ha 3 partecipanti, ed è stato aggiornato da Foto del profilo di Stefania Stefania 3 anni, 10 mesi fa.

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    Articoli
  • #46014
    Foto del profilo di Stefania
    Stefania
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    Bene, pur attendendo alcuni neofiti del gruppo, che ne dite di iniziare comunque la discussione? Si dia il via alle danze, allora.

    #50450
    Foto del profilo di Stefania
    Stefania
    Amministratore del forum

    Butto lì un piccolo amo: ho voluto interpretare tutto il film in funzione di un sostantivo, usato dalla protagonista in una delle sequenze finali.
    Si tratta della parola inglese (credo che anche voi l’abbiate visto sottotitolato in inglese) story.
    Ma ora non posso trattenermi, un treno mi aspetta e, se lo perdo, temo che trascorrerò la notte in studio :p
    Perdono! 😀

    #50451
    Foto del profilo di lithops
    lithops
    Partecipante

    L’ho visto più di un mese fa e il film mi è piaciuto parecchio.
    Senza entrare nei dettagli, cosa che farò nel mio piccolo in seguito, anch’io, come Stefania, butterei un piccolo amo. Il film gira tutto in una parola: FINZIONE. Tutto è finzione,. L’unica scena “vera” è la scena finale. La scena che sembrerebbe una scena di finzione, ripresa dalle telecamere, è l’unica scena “reale”.
    “Ogni parola è menzogna, ogni gesto falsità. Mettersi al riparo dalla vita, evitando così di recitare, di mostrare un volto finto. Ma non basta celarsi”, si potrebbe mostrare di se stessi “la rappresentazione della messa in scena”. Facile, no?

    #50452
    Foto del profilo di Stefania
    Stefania
    Amministratore del forum

    Story: nel lessico anglosassone, per esempio, può indicare una generica storia narrata, in forma verbale o orale, e quindi un racconto propriamente detto o, in ambito cinematografico e teatrale, un plot.
    La protagonista si rivolge al regista, Thomas, dicendogli: “You can have the rights of my story“, intesa questa, quindi, come racconto di un’esperienza biografica (o presunta tale: la mitomania è sempre in agguato) o come sceneggiatura vera e propria basata su eventi reali e/o fittizi.
    In questo senso, con una certa gradevole meraviglia, trovo riscontro nell’ “indizio” suggerito da @bombus, ovvero il concetto di finzione: la scena filmata è successiva a quella ambientata durante la prima di un film di Thomas, si svolge -cioé- dopo che Anna ha convinto Thomas a girare un film (un corto, o quello che é) basato su ciò che lei gli ha proposto. Ho altre riflessioni in merito, ma non vorrei influenzare troppo chi non si è ancora espresso 😉

    #50453
    Foto del profilo di fabri830
    fabri830
    Partecipante

    Sono rimasto molto colpito dall’interpretazione della protagonista che prima avevo visto solamente nella trilogia tratta dai romanzi di Larsson e nel Prometheus di Ridley Scott e non mi aveva particolarmente convinto. Qui è molto brava (e coraggiosa visto che è un ruolo particolarmente difficile). Per quanto riguarda il significato; quello che all’inzio mi sembrava un film molto lineare, alla luce del finale mi ha lasciato molto confuso… e leggendo i vostri post mi rendo conto probabilmente di averci capito poco. Belle comunque le citazioni di Persona che se non erro era anch’esso un film che ruotava intorno ad una madre che aveva perso un figlio.
    A questo punto sono curioso di leggere le vostre opinioni perchè sicuramente avete le idee più chiare di me.

    #50454
    Foto del profilo di Stefania
    Stefania
    Amministratore del forum

    @fabri830: uh, ma questo (purtroppo o per fortuna? 😀 ) è un film che non permette assolutamente di avere le idee chiare! E’ una matrioska, giuda ballerino 😀

    #50455
    Foto del profilo di lithops
    lithops
    Partecipante

    La mia personale, e probabilmente sballata, interpretazione del film:
    Il regista fa di tutto per confondere, per mischiare le carte, creando un film “uroboro”, che si “morde la coda”, che gioca, alla maniera di Bolaño, tra vero e verosimile, tra vissuto e immaginato.
    Io l’ho interpretato in questo modo: tutta la vita di Daisy, che sembrerebbe davvero da lei vissuta, è soltanto parte della sceneggiatura che lei stessa propone al regista. E l’unica scena “reale” è quella palesemente di finzione: la scena finale in cui si vede una telecamera che riprende tutto. E quindi niente bambina, niente prostituzione. Tutto fa parte della sceneggiatura scritta da Daisy. Ogni volta, o prima o dopo, un avvenimento della sua “vita” c’è sempre una recita, un provino che lo precede. Come, appunto, quello di “Persona”, film dove si racconta di un infanticidio in seguito ad una maternità indesiderata.
    Certo, è una interpretazione “radicale”. Sai curioso di leggere spiegazioni diverse (anche se quella di stefania, da quel che accenna, sembrerebbe non troppo dissimile. Forse)

    #50456
    Foto del profilo di Stefania
    Stefania
    Amministratore del forum

    Mi ero astenuta dal commentare, perché non volevo “confondere” gli altri Visionatori (?) 😀
    Ma mò non mi trattengo più, eh eh!

    @bombus: sì sì, diciamo che l’abbiamo interpretato allo stesso modo, però penso che vi sia almeno un’altra scena “reale”, oltre a quella della vasca: quella (3) a cui accennavo nell’altro post (Anna propone a Thomas uno script), precedente a quella della vasca (4). Ho un dubbio circa quella (1) all’interno del cinema (Thomas allunga le mani su Anna che segue rapita Persona) che potrebbe aver ispirato la sequenza “scritta da Anna” in cui si reca in sala con la bambina che, poi, inizia a piangere, e su quella (2) in cui Anna litiga con Thomas sul pianerottolo di casa.
    Nella mia testa, l’ordine cronologico degli eventi è rappresentato dalla sequenza dei numeri tra parentesi 😉

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