Anomalo sequel / 8 Dicembre 2016 in Rasen

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Tratto dal romanzo Rasen, secondo capitolo della serie “Ringu” di Kôji Suzuki, quest’anomalo sequel è uscito in Giappone contemporaneamente al film capostipite di Hideo Nakata e riprende la storia da dove l’aveva lasciata, anche se con altri personaggi. Ryuji Takayama (Miki Nakatani), ex-marito di Reiko Asakawa e padre di Yoichi Asakawa, protagonisti del film precedente, è morto a seguito della maledizione della videocassetta. L’autopsia è eseguita dall’amico Mitsou Andou (Koichi Sato), uomo tormentato per la morte del figlioletto, che rinviene all’interno del suo corpo un biglietto con un misterioso messaggio. L’anatomopatologo inizia così un’indagine, insieme alla sua ambigua assistente, sulla morte dell’amico che lo porterà a conoscenza della vicenda di Sadako Yamamura (Hinako Saeki), della videocassetta maledetta e di una letale minaccia che incombe su tutta l’umanità. Come spesso succede nei sequel, in questo film si alza il tiro e la portata della vicenda del film originale ma è svolta senza particolari guizzi e pregi. La trama, che vira sensibilmente dall’horror metafisico alla fantascienza, segue con poche variazioni quella del romanzo (il terzo capitolo della saga letteraria, Loop, accentuerà ancora di più questo fatto tanto che si potrà considerare a tutti gli effetti un romanzo fantascientifico). Il regista Joji Iida era già stato responsabile della sceneggiatura del “Ringu” televisivo del 1995, prima trasposizione del romanzo, antecedente al film di Nakata. Lo scrittore Suzuki compare nel film in un piccolo cameo.
Dato lo scarso successo commerciale la produzione decise di approntare un sequel alternativo facendo tornare al timone della saga Hideo Nakata. “Ringu 2” uscì l’anno successivo, la trama prese altre direzioni rispetto ai romanzi e The Spiral diventò così una specie di apocrifo in questa saga che ancora oggi continua a sfornare sequel e remake.

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