MANDY MANDY / 27 Febbraio 2019 in Mandy

Mandy è un film talmente singolare che si ama o si odia…nessuna via di mezzo.

Si tratta di una storia semplicissima che impatta sull’occhio di chi guarda come un muro di mattoni.
Mescola efficacemente così tante cose da risultare unico. Moderne tecniche di montaggio e ingegnose soluzioni visive s’intrecciano e si fondono a granulosi effetti pellicola da consumato b-movie anni ’70. Il tutto alternandosi tra spezzoni animati, tocchi di videoart e fugaci prospettive videoclippare.

Un viaggio acido e sperimentale che ci restituisce un Nicolas Cage accettabile, o perlomeno credibile, dopo un decennio di vuoti a perdere.

Ottime le musiche dai toni grevi Jóhann Jóhannsson prematuramente scomparso poco prima della distribuzione.

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