Peaky Blinders

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serie tvPeaky Blinders

Birmingham, 1919. I Fratelli Shelby sono tornati dal fronte della Prima Guerra Mondiale provati nel fisico e nello spirito e riversano dolore e frustrazione nelle attività criminali che, da generazioni, vengono curate dalla loro famiglia: contrabbando e gioco d'azzardo sono i loro impieghi prediletti. Gli Shelby sono conosciuti anche come 'Peaky Blinders', per via dell'abitudine di portare una lametta nascosta nella falda dei cappelli, e il loro capo è l'implacabile Tommy Shelby.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Peaky Blinders
STAGIONI/EPISODI: 5 Stagioni , 30 episodi, in corso
Durata episodi: 60 min.
Attori principali: Cillian MurphyCillian MurphyPaul AndersonPaul AndersonSam ClaflinSam ClaflinFinn ColeFinn ColeAnya Taylor-JoyAnya Taylor-JoyHelen McCrory, Sophie Rundle, Harry Kirton, Kate Phillips
Creata da: Steven KnightSteven Knight
Colonna sonora: Anna Calvi
Fotografia: Si Bell
Produttore: Patrick Spence, Cillian Murphy, Tommy Bulfin, David Mason, Caryn Mandabach, Jamie Glazebrook, Steven Knight
Produzione: Gran Bretagna
Genere: Crime, Drama
Network: BBC One, BBC Two

Dove vedere in streaming Peaky Blinders

mah / 24 Ottobre 2020 in Peaky Blinders

Mi sono fermato alla prima stagione, ma veramente noiosa e scontata

Carina / 7 Febbraio 2020 in Peaky Blinders

Carina come serie…xò dopo la seconda stagione l’ho lasciata xké mi annoiava

Peaky Blinders / 3 Giugno 2016 in Peaky Blinders

1 STAGIONE
Molti hanno definito noiosa questa serie britannica, eppure mi ha conquistato sin dal primo fantastico piano sequenza. Effettivamente la vicenda si accende dal terzo episodio per poi catturarti completamente nel finale aperto (ma non tanto) dell’ultimo. Ma è quasi impossibile tralasciare il comparto tecnico col quale si presenta questa serie e di conseguenza risulta improbabile annoiarsi; basta semplicemente osservare ogni singola minuzia che la caratterizza. Un attenzione maniacale per ogni singolo particolare che evidenzia una scenografia ed una fotografia perfettamente in linea con l’epoca. Una regia curata e arricchita da mai banali piani sequenza formidabili. Infine la colonna sonora (Nick Cave) che si adatta perfettamente alla serie.

ARTICOLO COMPLETO SU: http://nextreviews.altervista.org/peaky-blinders-stagione-1/

2 STAGIONE
“Cara Grace, prima della guerra quando avevo un’importante decisione da prendere ero solito lanciare una moneta. Forse è quello che farò adesso”

Thomas Shelby concludeva la prima stagione con queste parole e l’ispettore Campbell si accingeva a sparare alla bellissima cameriera Grace. Nel primo episodio della seconda stagione ricordiamo quegli avvenimenti per scoprire che in realtà è Grace a sparare all’ispettore. Ritorniamo poi ai Peaky Blinder, esattamente due anni dopo.
Dopo l’esplosione del Garrison, veniamo catapultati ad un funerale; Freddie Thorne è morto a causa di una brutta infezione. Ma, nonostante il funerale, Tommy trova sempre il pretesto per parlare d’affari; affari che riguardano la loro imminente espansione londinese. Per una Shelby Londra diventerà presto una zona rischiosa e di conseguenza Tommy prova ad avvertire la sorella Ada dell’imminente pericolo.
Sono almeno tre le storyline che si delineano man mano che la serie procede: il misterioso incarico che Thomas Shelby riceve dalla corona; l’espansione dei Peaky Blinder a Londra; chi conquisterà il cuore di Thomas Shelby?
Parallelamente prosegue la partita tra Tommy e il Maggiore Campbell, ancora scottato per la storia di Grace. Tuttavia nella vicenda una piccola variabile (Winston Churchill) risulterà determinante per le sorti dei due rivali.
Entrano in scena nuovi personaggi anche nel nucleo familiare. Michael, il figlio diciassettenne di Polly, viene ritrovato e decide di entrare immediatamente negli affari di famiglia. May, una ricca donna dell’alta società e addestratrice di cavalli, è la nuova fiamma di Tommy. I già citati Alfie e Sabini e altri ancora più o meno caratterizzati.

Il protagonista tuttavia è ancora il solo a rubare completamente la scena; Thomas Shelby è più che mai imperturbabile di fronte a quella morte che in varie occasioni sembra reclamare a gran voce il suo nome. E’ calmo ma spietato; fratello amorevole e gangster rispettato, incapace (?) di amare. L’amore è l’incognita che lo rende un personaggio tridimensionale, con varie sfaccettature. Nel corso della stagione l’interesse per gli affari e la famiglia sono sapientemente intrecciati con la passione per May e il dichiarato amore per Grace.
In questa seconda stagione il duo Otto Bathurst/ Tom Harper alla regia, lascia il posto a Colm McCarthy, il quale conserva l’elevata qualità della prima, raggiungendo vette più elevate. Infatti i lunghi piani sequenza e i vari virtuosismi vengono sostituiti da una regia più precisa e classica, addirittura più matura, senza quella voglia di stupire. Il tutto è gestito alla perfezione parallelamente alla fotografia che rimane quasi invariata. Per la colonna sonora segnalo la cover di Red Righ Hand di Nick Cave.

La serie è stata confermata per altre due stagioni, oltre alla terza già in onda.

ARTICOLO COMPLETO: http://nextreviews.altervista.org/peaky-blinders-2-stagione/?doing_wp_cron=1466522714.0584790706634521484375

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Serie tv promossa con riserva / 9 Gennaio 2016 in Peaky Blinders

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Prima stagione
C’è qualcosa che non mi torna. Sulla carta, questa serie tv creata da Steven Knight (mica il primo che passa) ha tutti gli ingredienti per piacermi a scatola chiusa: Inghilterra di inizio Novecento, gangster, una famiglia di fuori di testa ben assortita, mazze, tirapugni, Nick Cave e White Stripes.
Eppure, non va, con me non ha ingranato.
E la cosa peggiore è che non so esattamente a cosa imputare questa mia insoddisfazione.
Buone le varie regie, bravi gli interpreti alle prese con personaggi interessanti, fotografia d’eccellenza.
Alla fine delle fini, temo che non mi aggradi in toto la sceneggiatura: a dispetto di una confezione di pregevole fattura estetica, i puntelli narrativi mi sono parsi finora abbastanza blandi, una sorta di polveriera umida.
C’è qualcosa che non mi convince anche nel senso di immedesimazione di alcuni attori (vedi, Annabelle Wallis/Grace), derivante -ovviamente- da dettagli architettati in fase di script (es. dialoghi, precise interazioni con altre figure in scena, ecc.), poco consci di vestire i panni di personaggi in azione in un periodo storico così lontano nel tempo che, così, sembrano inutilmente attuali e privi di quell’allure che una pur fittizia patina del tempo potrebbe dargli.

Vediamo se la seconda stagione saprà fare entrare la presente serie tv nelle mie grazie. Per ora, per quel che mi riguarda, assegno una sufficienza poco convinta.

Voto prima stagione: 6

[Aggiornamento del 24/05/2016]
Seconda stagione
Le perplessità nate durante la visione della prima stagione non sono svanite guardando il secondo ciclo di episodi, nonostante la fattura della serie tv si sia mantenuta qualitativamente altissima (nota a margine: nella bella e ricca colonna sonora, oltre all’onnipresente Cave, compare la sua “controparte” ideale, PJ Harvey, e voglio credere che Charlotte Riley sia stata inserita nel cast per via di una vaghissima somiglianza con Polly Jean, ed è anche per questo che non credo sia un caso che alcuni brani della cantautrice britannica siano stati abbinati alle sue entrate in scena).

Al lavoro di Knight rimprovero severamente una certa fumosità narrativa e una verbosità nei dialoghi basate entrambe sulla ricerca costante dell'”effetto”, dell’epica a tutti i costi. Non che le vicende raccontate non si prestino ad un taglio di questo genere, ma la mia impressione è che, qui, il troppo stroppi.
Ancora molto bravo Cillian Murphy, azzeccato anche fisicamente: il suo volto, da sempre ambiguo, ben si presta al personaggio affidatogli.
Tom Hardy, novità di questa seconda stagione, praticamente non pervenuto: quel poco che fa lo fa come si deve, ma il suo manigoldo ebreo un po’ fuori di testa non è quel che si dice “indimenticabile”, per quel che mi riguarda.
Mi è dispiaciuta l’involuzione del personaggio di Polly (Helen McCrory), troppo concentrata sul ritrovamento del figlio (anche se, sul finale, si riscatta da par suo).

L’ultimo episodio della stagione, però, è decisamente riuscito, a fronte di cinque appuntamenti a mio parere abbastanza pasticciati: funziona come avrei voluto che funzionasse tutto il ciclo, con passaggi e tempi narrativi ben calcolati, oculati colpi di scena, un buon senso della tensione. Solitamente, l’ultima puntata di una stagione è quella in cui tutti i nodi vengono al pettine e sono destinati a sciogliersi: in questo caso, Knight e soci hanno lavorato davvero bene, soprattutto grazie ad una sorta di repulisti degli elementi superflui (vedi, l’accanimento monocorde di Sam Neill/Campbell).
Varrà la pena guardare anche la terza stagione?

Voto seconda stagione: cinque e mezzo

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Un Capolavoro / 7 Gennaio 2016 in Peaky Blinders

nessuna critica puo nascere dopo aver visto la perfezione ,quindi diamo la lode