L’accoppiata Eduardo/Edoardo stavolta funziona meglio / 14 Dicembre 2021 in Sabato, domenica e lunedì

Premessa: questa è l’unica commedia (o tragedia) di Eduardo di cui non si possa fare il paragone con l’opera originale, visto che un poco solerte tecnico Rai registrò sulla cassetta contenente la ripresa della rappresentazione teatrale, che andò quindi perduta.
La premessa è necessaria per capire come l’operazione fosse più semplice rispetto a Natale in casa Cupiello. Il film dell’anno scorso, infatti, seppur dignitoso, perdeva dal punto di vista delle aspettative disattese, soprattutto per chi, come me, conoscesse già le battute a memoria.
Il mancato paragone con l’opera originale, però, non è l’unica cosa a rendere questa nuova trasposizione più riuscita. A questo, infatti, va aggiunto che – almeno tra le opere che conosco di Eduardo, una decina in tutto – Sabato, domenica e lunedì è la più moderna, l’unica che non stonerebbe nemmeno se fosse ambientata tout court nei giorni nostri, cosa che comunque De Angelis non ha fatto, ambientandola invece negli anni Sessanta.
Infine, laddove i cambiamenti fatti in Natale in casa Cupiello erano più teorici che di reale impatto, i cambiamenti fatti qui da De Angelis contribuiscono non solo a dare più senso, ma si adattano meravigliosamente al tono da commedia colorata almodovariana data al film. Infatti, trasformando due personaggi maschili in femminili (la nonna e Pietra), non solo diventa ancora più palese e riuscita la narrazione della tragedia di un uomo che non trova più il suo posto nella propria famiglia, ma il film acquista anche una patina da commedia europea moderna.
Questa versione vince il confronto con le pur buone versioni della Wertmuller e di Servillo/Sorrentino.
Enzo Avitabile meglio nello score che nelle canzoni originali.
Il cammeo del regista è divertente ma forse evitabile.

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