Recensione su Wolf's Rain

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16 maggio 2014

Serie lentissima. Ci sono almeno quindici episodi di troppo, il che non è una cosa positiva, visto che durano appena venti minuti ciascuno. In più ci sono quattro (non uno: quattro) episodi riassuntivi che non servono assolutamente a niente se non ad allungare il brodo già annacquato. Non per niente la trasposizione in manga ha richiesto soltanto due volumi, ritoccando opportunamente la trama e il finale.
La colonna sonora è meravigliosa, ma per quanto mi riguarda non basta per rendere questa serie poetica&commovente, aggettivi che si leggono nella maggior parte delle recensioni sul Web.
Mi aspettavo anche una spiegazione migliore per il fatto che i lupi abbiano “imparato” a ingannare gli occhi degli umani, e invece nisba. O meglio, la spiegazione sarebbe di tipo evoluzionistico, hanno “imparato” per evitare l’estinzione, ma sembra più magia che scienza. E infatti non sono lupi normali, visti i salti chilometrici che riescono a fare e i denti che perforano armature d’acciaio come fossero fatte di burro. Hanno poteri speciali, sono “attratti” dalla pianta umanoide Cheza e via dicendo. O il pubblico lo accetta o comunque ci sono un sacco di violini in sottofondo.
Il doppiaggio italiano vede il bravissimo Massimiliano Manfredi come voce di Kiba, una inspiegabile seppur brava Ilaria Latini per quella di Toboe (che è un maschietto) e un graffiante (e un po’ inadatto) Francesco Pannofino per il troppo giovane Darcia.

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