Recensione su True detective

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“Per noi è una sfera, per loro è un cerchio…” / 11 maggio 2014 in True detective

True Detective è una delle prove più evidenti di come l’intrattenimento di qualità non sia più semplicemente limitato ad un panorama esclusivamente cinematografico, ma di come esso sia ormai esteso anche alle comuni televisioni del nostro salotto. Varie sono le emittenti televisive che negli ultimi anni stanno investendo tantissimo su queste tipologie di prodotti. E nemmeno l’HBO si sta rivelando da meno.
La serie creata da Nic Pizzolatto è un armonioso quanto curato lavoro improntato sull’alternanza di vari registri. Quello che inizialmente può sembrare un moderno poliziesco con forti tinte noir e che ricorre alla formula “sbirro buono-sbirro cattivo” (anche se è difficile trovare chi fa la parte del buono tra Rust Cohle e Martin Hart), si rivela invece qualcosa di più. I personaggi si muovono spaesati in un mondo marcio fino al midollo. Cercano uno scopo, un percorso che permetta loro di sorridere un po’ delle loro vite corrotte. E l’unica soluzione sembra essere la dedizione al lavoro, la via che porta a diventare un “true detective”. Un percorso di maturazione psicologica tracciato con cura e precisione, come dimostrano i dialoghi mai banali e fuori posto nella serie o la sceneggiatura eccellente, vicina più al confronto con un romanzo d’autore che a quello con un serial televisivo.
Gran parte dei meriti vanno a Pizzolatto sicuramente, ma forse in egual misura ai due interpreti protagonisti del suo prodotto: un Harrelson bravo e assolutamente convincente, così come un McConaughey che da qualche tempo si è (possiamo dirlo senza temere di essere offensivi) riscoperto attore con la A maiuscola, con tanto di oscar al seguito.
Rischiosa, ma anche giusta allo stesso tempo, la scelta di trattare per la stagione successiva un nuovo caso ed i tormenti di due nuovi protagonisti. Se da un lato la seconda stagione dovrà portarsi il pesante fardello di dimostrarsi all’altezza di questi otto episodi, dall’altro le avventure di Cohle e Hart non correranno il rischio di venir sfruttate fino all’osso per motivi di indici d’ascolto, correndo il rischio di perdite sotto il punto di vista della qualità.
Detto ciò, non resta che attendere (impazientemente) questa intrigante seconda stagione, sperando si mantenga una storia e due interpreti di alto livello. Pizzolatto ha dato la vita alla sua creatura ed ora sta a lui farle compiere i primi significativi passi.

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