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Quando Cresci il Tuo Cuore Muore / 26 aprile 2017 in Tredici

PRIMA STAGIONE
Prima di iniziare devo fare un appunto su questa serie: l’ho presa molto sul personale. Come credo ognuno di noi. Perché ci siamo passati tutti, attraverso l’adolescenza, e tutti, chi più chi meno, sappiamo come realmente sia a discapito degli innumerevoli, inutili teen movie che non fanno che proporci un adolescenza americana stereotipata e edulcorata.
Invece qui no, qui non si parla di stereotipi, qui si parla di gente vera, gente reale, gente che ferisce altra gente, gente che soffre, gente che si fa del male, gente indiifferente… Si parla di mostri che distruggono la vita di qualcuno senza neanche rendersene conto. E la cosa assurda è che tutti coloro che distruggono la vita di Hanna Baker, non sembrano mostri, sembrano reali. Sembrano gente che noi tutti abbiamo conosciuto, gente che si poteva benissimo trovare tra i corridoi delle nostre scuole, gente con cui abbiamo parlato, che abbiamo affrontato o ignorato, gente che abbiamo conosciuto.
La cosa assurda è che Hanna Baker è una ragazza come tante altre, né più né meno. Eppure tutto il mondo se la prende con lei. Perché lei? Perché proprio lei? Con che criterio il mondo sceglie le sue vittime? Non lo so. Ma so perché tutti si divertano a ferirla. Perché siamo egoisti, perché siamo soli, perché siamo deboli fuori di testa dalla disperazione. Perché gli adulti ci propongono un modello di società che dovrebbe funzionare come una perfetta macchina, quando in realtà è solo la versione aggiornata della catena alimentare. Egoismo, indifferenza, chiacchiere, sostituiscono il pesce grosso che mangia quello piccolo. Gli adulti si limitano a seguire le prassi, non sono in grado di proteggerci perché un mondo in cui noi siamo protetti non potrebbe mai essere il loro, e loro non hanno intenzione di cambiarlo. Allora si limitano a idealizzare i propri figli, a credere che siano migliori di quello che sono. Dimenticando che gli adolescenti non sono più inconsapevoli come i bambini, ma ancora così insensibili. Gli adulti preferiscono ignorare, non ha caso a loro è imputata la vera responsabilità dell’accaduto. E gli adolescenti si adattano a tutto questo, nascondendosi dietro a una maschera, a una reputazione, imparando a fare il doppio gioco, imparando a fingere di essere qualcun’altro. Dimenticando chi sono. E diventando insensibili, narcisisti, egoisti, agendo contro un singolo individuo con un cinismo impressionante. Piccoli adulti che non hanno un né un codice morale né delle facoltà cognitive totalmente sviluppate.
Lo so, tutto questo sembrerà più un commento che una recensione. del resto l’ho già detto, questa serie tv l’ho presa molto sul personale.
E perché tutti pensino che se te la prendi, sei troppo sensibile, quando in realtà è il mondo che è troppo insensibile. Dopotutto credo che la sensibilità verso gli altri muoia con l’infanzia. Ma forse Allison in Breakfast Club, mi aveva già dato una risposta : “Quando cresci il tuo cuore muore” , aveva detto nel lontano 1985
E’ proprio vero.
Voto: 8

SECONDA STAGIONE
Oh santo cielo.
Come cavolo ha fatto a crollare così tanto di qualità?
E non parlo solo della trama, che è un collage di roba messa lì a caso giusto per riempire i minuti…
Il problema sono i personaggi, che se erano ben caratterizzati nella prima stagione, qui nella seconda rivelano dei lati che non stanno né in cielo né in terra.
Da segnalare la deriva mentale di Clay che è diventato schizofrenico poraccio, e vede Hannah che gli parla tipo Humprey Bogart in Provaci ancora Sam, ma perchè? Ma che senso ha?
E anche Hannah, rivela di aver combinato un mucchio di cose in più di quelle che racconta, e inizio a sospettare che avesse anche lei qualche problema mentale. Per aggiungere dettagli nella storia hanno inserito dei fatti che non c’azzeccano nulla con quello che è accaduto in precedenza.
Per non parlare del numero di scene superflue. Ma perchè? Tutta la serie è un grande: perchè?
Poteva essere interessante sentire la storia raccontata da altri punti di vista.
Se lo avessero fatto con grazia.
Da segnalare anche l’improvvisa conversione al bene di alcuni dei personaggi più odiosi (vedi Courtney e Justin). La Liberty High è passata da essere una scuola superiore normale a essere peggio di Gotham City, e Bryce Walker è passato da essere un ragazzo benestante a un membro della famiglia Kennedy che ha agganci ovunque. Non lo so credo si sia perso il senso del limite, oltre ad aver sacrificato il semplice e per questo efficace “realismo” della prima stagione in nome di non si sa bene cosa. Cosa mi denuncia questa stagione? In cosa mi può far riflettere che è tutto esagerato? Perchè dovrebbe emozionarmi, che è tutto troppo esagerato e patetico?
Mi lascia solo questa sensazione di inutilità che proprio non riesce a scollarsi di dosso.
Il salto dello squalo è l’episodio 6, che appiccica alla storia di Hannah una protesi inutile, incoerente e agghiacciante per come è girata. Mah mi deve essere sfuggito qualcosa…
Voto: 4

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