Recensione su Toradora!

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Il destino della tigre e del drago / 12 Novembre 2013 in Toradora!

“Io sono il drago, tu sei la tigre. Fin dai tempi antichi, il drago è l’unica figura in grado di affiancare la tigre”. E’ da questa semplice premessa che si sviluppano le vicende di Toradora (il titolo è appunto la fusione dei due nomi dei protagonisti), serie di genere commedia romantica a sfondo scolastico.
In un ambiente scolastico tipico di tante altre serie di genere, coi dovuti cliché annessi come la gita scolastica, il Natale e San Valentino, abbiamo al centro della storia un’accoppiata tanto improbabile quanto simpatica per il loro modo di rapportarsi col resto del mondo, ma allo stesso tempo anche con loro stessi.
Ryuji e Taiga sono probabilmente il grande motore narrativo della storia. Un ragazzo e una ragazza che sembrano vivere ruoli completamente opposti, oltre a presentarli in un certo senso invertiti. Il primo è un ragazzo gentile, fissato con l’ordine e dotato di discrete capacità culinarie, la seconda, seppur di corporatura minuta, presenta un atteggiamento attaccabrighe e permaloso, oltre a modi di fare cosiddetti “da maschiaccio”. L’unica cosa che li accomuna è l’amore che essi provano per i rispettivi amici (Ryuji è innamorato di Minori Kushieda, amica del cuore di Taiga, mentre quest’ultima è infatuata di Yusaku Kitamura, migliore amico di Ryuji). Ma, come suggerisce appunto la premessa iniziale dell’opera, i due si renderanno conto col passare del tempo di come le loro differenze volgano in secondo piano di fronte ad un destino che sembra averli fatti incontrare per vivere l’uno come supporto dell’altro. Stando uniti, infatti, possono ambire a soddisfare i loro sogni d’amore, e non passerà molto che entrambi inizieranno a ritenere la loro reciproca presenza indispensabile per affrontare le sfide quotidiane che la vita parerà loro davanti. I momenti migliori della serie saranno forse dati proprio dalle difficoltà che essi si troveranno ad affrontare, dall’aiuto spontaneo da dare ai loro amici ai rapporti tormentati con i genitori. Per venticinque episodi seguiremo quindi le gioie ma anche i dolori di quest’accoppiata, all’apparenza debole ma dotata in realtà di un cuore molto robusto.
Se all’inizio gli episodi possono sembrare inconcludenti e privi di un vero e proprio senso narrativo legato alla trama, ci si accorgerà ben presto di quanto essi siano estremamente piacevoli da visionare e utili per conoscere i pensieri e le emozioni dei vari personaggi, prima di raggiungere il culmine narrativo della storia con l’ultimo pacchetto di episodi, ognuno più coinvolgente dell’altro.
Toradora è in conclusione una serie che si lascia guardare facilmente e strappa allo spettatore il giusto mix di sorrisi e lacrime. Forse non brillerà tantissimo per l’originalità, ma credo che sia proprio la sua semplicità uno dei suoi grandi punti di forza.

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