The Mandalorian

/ 20197.977 voti
serie tvThe Mandalorian

Dopo la caduta dell'Impero e prima del regno di terrore del Primo Ordine, il Mandaloriano, un guerriero solitario, viaggia attraverso i meandri più reconditi della galassia, lontano dall'autorità della Nuova Repubblica. Durante una missione su commissione, si imbatte in una piccola creatura verde di cui nessuno sembra conoscere l'origine e la razza, ma su cui sembrano concentrarsi oscuri interessi.
Questa serie tv fa parte dell'approfondimento 'Tutte le serie tv di Star Wars'! Vuoi saperne di più?
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: The Mandalorian
STAGIONI/EPISODI: 2 Stagioni , 16 episodi, in corso
Durata episodi: 35 min., 48 min.
Attori principali: Pedro PascalPedro Pascal
Creata da: Jon FavreauJon Favreau
Colonna sonora: Ludwig Göransson
Produttore: Jon Favreau, Kathleen Kennedy, Colin Wilson, Dave Filoni
Produzione: Usa
Genere: Avventura, Sci-fi
Network: Disney+

Dove vedere in streaming The Mandalorian

Serie tv adatta anche per chi non è fan della saga di Guerre Stellari / 29 Dicembre 2020 in The Mandalorian

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Prima stagione
Non sono una patita della saga di Star Wars, di cui ho visto solo la prima trilogia e Episodio I, perciò mi sono avvicinata a The Mandalorian per pura curiosità, senza aspettative da fan e, nel complesso, finora, mi sono divertita.
Nella serie tv creata da Jon Favreau e diretta da diversi registi, tra cui Bryce Dallas Howard e Taika Waititi (che, nella versione originale, doppia anche il droide IG-11), c’è azione primigenia, senza troppe sovrastrutture, con eroi inflessibili e coraggiosi e cattivi senza pietà. Ogni tanto, mi servono pure queste “cose rétro”, ecco. E, in questo senso, mi pare che The Mandalorian si sposi molto bene con l’idea originaria di George Lucas: un western ambientato nello spazio, con elementi tratti dalla mitologia classica.

Nella serie originale Disney+, ci sono moooolti effetti visivi in computer graphic, eppure c’è anche tanto lavoro manuale, vecchia scuola, con effetti speciali (magari, postprodotti, ci mancherebbe) e scenografie e costumi che, a tratti, non nascondono affatto la loro natura “artigianale” e danno il giusto tocco vintage alla serie.

Comunque, non è possibile che, ogni volta che il Bambino viene inquadrato, a me ribollano in cor le stesse emozioni che provo quando vedo un gattino.
I character designer di quello che, impropriamente ma in maniera molto funzionale, viene chiamato Baby Yoda hanno saputo toccare i nervi scoperti dello spettatore medio incline alla ciccipucciosità, ancorché lo stesso sia restio ad ammetterlo: davvero, mi domando chi non vorrebbe avere a che fare con quella creatura, dal vivo.
E, a proposito di “disegno del personaggio” (sia dal punto di vista fisico che caratteriale) mi è piaciuto un sacco anche Kuiil (doppiato da Nick Nolte), l’umanoide tuttofare addestratore di blurrg, dalle mille vite passate e la battuta perentoria: “Ho parlato”.

Voto prima stagione: sette stelline e mezza.

[Aggiornamento del 15 gennaio 2021]
Seconda stagione
Confermo tutto, compreso il voto: The Mandalorian si conferma un ottimo intrattenimento. Appassionante, curata nei dettagli (per essere sufficientemente “credibile”, ma anche per somigliare ai film della trilogia originale), divertente: questa serie tv Disney+ è un eccellente intrattenimento.

Sono definitivamente persa per “il Bambino” (di cui, in questi episodi, si scoprono molte cose, compreso il vero nome) e la sua “manina magica”.

Voto seconda stagione: sette stelline e mezza.

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Non all’altezza del blasone… / 8 Novembre 2020 in The Mandalorian

Ho iniziato a vederlo stasera in cerca di qualcosa che potesse appassionare le mie figlie distogliendole dagli youtuber… sono un appassionato di SW, e speravo di ritrovarne lo spirito oltre alle ambientazioni… primi due episodi… delusione… lento… non prende… Alla fine rimango dell’opinione che la storia é debole e lenta, l’ambientazione SW non é sufficiente a recuperare splendore… Baby Yoda ha però conquistato le mie bimbe e quindi chapeau ai creatori che hanno trovato l’amo perfetto… mi tocca pure comprare i pupazzi…

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Eccezionale / 27 Gennaio 2020 in The Mandalorian

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Non sono un fan sfegatato di Star Wars , mi piace molto la saga e basta . Per questo ho chiesto che “livello” di conoscenza servisse per guardarla.
Ebbene, la serie è veramente per chiunque. Gli estimatori, coglieranno tantissimi richiami al filone principale(macchine, armi , personaggi) mentre anche i neofiti possono guardarselo tranquillamente.
La serie è colossale in tutto : trama, personaggi, effetti speciali, pathos.
Ma tutto poggia sul rapporto Mandalorian – Child (vi prego, basta con “baby yoda”…Yoda è morto , non c’entra nulla il nomignolo…e lo so io , che di Star Wars non sono certo un mega espertone) : il lato scuro (rigorosamente senza “O” iniziale eh) , solitario e criptico del Mandalorian si incastra alla perfezione con la tenerezza e la simpatia del piccolo esserino verde, a cui non è possibile non affezionarsi. Chi afferma il contrario, mente.
Uno parla poco, uno non parla…ma il legame è fortissimo e regge da solo la serie.
Lasciamo perdere gli effetti speciali : livello stratosferico.
Onestamente confido e spero in tante altre stagioni. Ben conscio che -sigh – purtroppo The Child crescerà…
Piccolo capolavoro.

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Hiya, Mando! / 29 Dicembre 2019 in The Mandalorian

S1
Ecco, quando la Disney non pasticcia con la Forza e gli Skywalker riesce pure a fare robe decenti, come in Rogue One. E come in questo caso.
Non c’è male, considerando le aspettative bassissime che avevo.
Certo ci sono difettucci qui e là (alcuni endemici delle produzioni WD – come la morale e il concept di alcuni personaggi finalizzato al merchandising – altri di diverso tipo, più tecnici) ma nel complesso si salva ed è molto più che sufficiente. C’è di buono, soprattutto, che non annoia, e per un prodotto di questo tipo trovo sia molto importante.
Voto: 7 per la sorpresa positiva, augurandomi che non si vada a calare con la prossima S2 vista la tendenza WD a far “rientrare nei ranghi” i progetti di successo nati entro un certo grado di libertà (come capitato al ciclo Pirati dei Caraibi, per dirne una).

S2
Tutto sommato mantiene le aspettative, sia quelle positive che negative. Come pronosticato la longa manus WD si fa sentire molto più che nella precedente S1. Abbiamo la prevedibile sovraesposizione del piccolino con eccessivo uso delle gag (soprattutto quella mangiatutto) solo per fanservice verso i giovanissimi e gli amanti delle creaturine puccettose. Il protagonista Mando (lo chiamerà così) perde qui notevolmente di ruvidezza come se la “paternità adottiva” l’avesse ammorbidito; più probabile ci sia di mezzo una poderosa iniezione di “elisir dell’eroe disneyano” per renderlo etico, impeccabile, cavalleresco, premuroso – ma non doveva essere il pistolero solitario dello spazio, come il senzanome di Sergio Leone? – e che mette a repentaglio tutto pur di fare “la cosa giusta”, come si conviene ad una produzione WD. Lo schema narrativo è ripetitivo episodio dopo episodio (tutti del tipo: ok Mando, ti posso aiutare ma prima aiuta me e poi si vedrà), giusto ritardare i pochi snodi significativi di trama. Se S1 aveva come punto di forza il fil rouge che legava assieme tutti gli episodi in progressione crescente, S2 è caratterizzata in invece dalla lentezza; i primi 4 episodi non aggiungono praticamente nulla all’avanzamento della trama ma servono solo a dilatare la narrazione con mini-quest del Mandaloriano (nella S1 ci poteva stare, Mando era un cacciatore di taglie nel disbrigo delle missioni per conto dei clienti, ma in questa S2 sembra di essere nei livelli di un videogame o in un tipico format “mostro della settimana”). Bisogna aspettare l’episodio 5 perché inizi a succedere qualcosa di interessante, qualcosa che faccia compiere allo spettatore dei passi avanti (e un colpo di scena – chiamiamolo così – ce lo si spiega proprio con la necessità di concedere qualcosa[1]). Piccolissimi passi avanti che conducono solo ad altri interrogativi, a incroci di strade, con il sospetto che in realtà la vera storia non sia stata ancora stabilita ma, come spesso accade nelle serializzazioni pianificate di questo tipo, venga progressivamente scritta, riscritta, revisionata, rivoluzionata di volta in volta – mi auguro vivamente non sia così.
Ciò che manca sul serio in S2, inoltre, è la presenza di un antagonista. E’ vero, di episodio in episodio ce ne sono di avversari per il nostro Mando, e c’è sempre l’ombra di ciò che resta dell’Impero ad incombere sullo sfondo, ma non abbiamo un antagonista vero in scena, un nemico, un personaggio negativo carismatico in grado di focalizzare su di sé l’attenzione, e questo alla seconda stagione di un serial non è accettabile; il Moff Gideon (il cui outfit è volutamente concepito per ricordare Darth Vader: abiti totalblack, mantello, corazza con lucine e quadro comandi sul petto, spada laser) già conosciuto in S1 e intravvisto in questa S2 non riesce purtroppo a sopperire al ruolo, senza contare che non appare ancora chiaro se si tratti di un leader, di un cane sciolto o di un sottoposto.
Parlando del già menzionato fanservice, in questa S2 ce n’è in abbondanza. Partiamo dalle citazioni (ne faccio due: “I’m just a simple man making his way through the galaxy” e “Like my father before me“), arrivando poi all’entrata in scena di personaggi starwarsiani noti[2] (alcuni atti ad introdurre spinoff autonomi più che per effettive necessità di trama).
Voto: 6, c’è un po’ di delusione da parte mia ma il prodotto resta ancora in carreggiata – con l’auspicio che i difetti qui presenti siano solo quelli di una stagione di collegamento tra S1 introduttiva e la prossima S3 di effettivo sviluppo (con una svolta, immagino, dato il finale di S2[3]).
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**AVVISO SPOILER**
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[1]:
Vediamo finalmente il volto di Mando; ci può stare, ma avrei preferito restasse ancora un mistero per lo spettatore dato che in quella scena non era effettivamente strettamente necessario inquadrarlo.
[2]: Ashoka Tano, Boba Fett (questo per per accontentare tutti i quarantennali sostenitori del “Boba is not dead”), Bib Fortuna nel palazzo di Jabba, Thrawn (solo menzionato, e mi aspetto di risentirlo nominare, se non proprio vederlo, in S3) e addirittura il famigerato Luke Skywalker (e qui il ringiovanimento artificiale di Mark Hamill serve anche a dare una più precisa collocazione temporale alla vicenda – verosimilmente pochissimi anni dopo i fatti di Ep6).
[3]: Con l’affidamento del piccolo Grogu nelle mani di Luke, è possibile che ci si concentrerà sulla vicenda dei tre mandaloriani divenuti alleati di Mando (con le conseguenze legate al possesso della lancia d’acciaio beskar e l’ambizione di riscatto del perduto popolo mandaloriano), ma anche sugli effettivi progetti di Gideon. Ma queste sono solo speculazioni personali.

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