Recensione su The Expanse

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Il ritorno della space-opera / 23 ottobre 2017 in The Expanse

Prima stagione
Qualcuno l’ha definita il GOT in versione sci-fi, ma probabilmente l’unica cosa che li accomuna è che entrambe sono adattamenti di saghe letterarie, e che all’origine di tutto c’è sempre e solo il “potere”.
The Expanse è ambientata in un futuro dove l’uomo, da molto tempo, ha colonizzato gran parte del sistema solare.
Le “fazioni” in contrapposizione sono la “Terra”, governata dalle Nazioni Unite, e “Marte”, oramai indipendente, governata dalla Repubblica Congressuale Marziana. Entrambe le due superpotenze cercano di mantenere una non facile alleanza pur di continuare ad esercitare la loro supremazia sulla popolazione della fascia principale di asteroidi e dei pianeti esterni, i Cinturiani.
I Cinturiani (umani all’origine) sono un popolo di operai che con il loro lavoro riesce a garantire le risorse naturali necessarie alla sopravvivenza di Terra e Marte, e come in ogni sfruttamento che si rispetti, essendo stufi,si sono alleati tra di loro (Alleanza dei Pianeti Esterni) per combattere lo sfruttamento da parte di Terra e Marte (Interni). Naturalmente gli Interni considerano l’APE una organizzazione terroristica.
Questa prima stagione, molto introduttiva, si divide in tre storie principali.
La prima, quella del detective Josephus Miller (Thomas Jane) ambientata sull’asteroide Ceres dove l’ambientazione ricorda molto Blade Runner. Miller, una sorta di Philip Marlowe del futuro, è alle prese con la ricerca di una ragazza terrestre scomparsa che lo porterà a scoprire intrighi interplanetari.
La seconda, quella dell’ufficiale James Holden (Steven Strait) e dei suoi compagni di sventura, che dopo essere fortunatamente sfuggiti alla morte e cercando di capire quello che sta succedendo, si ritrovano a cercare la stessa ragazza scomparsa di Miller, rischiando di destabilizzare le relazioni Terra-Marte.
La terza storia, più politica che di azione, riguarda la funzionaria delle Nazioni Unite Chrisjen Avasarala (Shohreh Aghdashloo) che decide di vederci chiaro su quello che sta succedendo nella fascia principale per evitare il conflitto tra Terra e Marte.
Le tre storie, prese singolarmente, sono intriganti e in qualche modo rendono la serie un miscuglio di generi, un thriller (quasi noir), una space-opera e una drama politico, ma forse è un po troppo, nel senso che il risultato finale non è ben amalgamato.
La storia è molto lento a partire, i dialoghi sono spesso noiosi e ripetitivi, e i personaggi sono appena caratterizzati.
Le varie linee narrative dovrebbero portare lo spettatore a capire la vicenda, senza dover per forza impiegare dieci minuti, verso il finale di stagione, a riassumere tutto quello che è successo, alla stregua di un libro di Agatha Christie.
Non ho letto i libri, ma, da quello che ho visto in rete, la saga letteraria, scritta da Daniel Abraham e Ty Franck, consta di ben nove libri non del tutto pubblicati, quindi mi auguro che questa stagione sia effettivamente solo l’introduzione a qualcosa, che almeno nell’idea iniziale, sia abbastanza originale.

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