Recensione su Stranger Things

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Una serie vintage / 17 gennaio 2017 in Stranger Things

L’ho vista sull’onda del passaparola, doveva essere la serie dell’anno. Sono rimasto deluso.
La serie è ambientata negli anni 80 e l’ambientazione è il suo punto di forza. Non solo cura dei particolari (poster, slang, oggetti) ma anche lo stile con cui è girata ogni singola scena trasuda anni 80, nei tempi che la macchina da presa si prende per spiare le reazioni emotive dei personaggi, nella fotografia con i campi lungi, ogni scena ha quello spessore tipico degli anni 80.
Anche a livello di scrittura la serie è fedele a quell’immaginario. Forse troppo. La storia è un mix tra E.T., i Goonies e un libro di Stephen King. Non che siano ingredienti malvagi, ma ad oggi sono scaduti.
Non aspettatevi novità o colpi di scena. Già dopo 2 episodi si capisce come si svilupperà la storia e infatti non ci saranno sorprese.
Personalmente credo sia piaciuta così tanto perchè si rivolge ad un pubblico che negli 80 era bambino/adolescente e per forza di cose prova un inevitabile piacere a ritrovarsi immerso in quel mondo. Manca però quell’affezione alla trama che una serie tv dovrebbe comunque dare. Ne è la prova la totale mancanza di hype che il pubblico che ha adorato la prima stagione ha per la seconda: nonostante il finale sia aperto, c’è la sensazione che la storia sia compiuta, che la serie abbia comunque portato a casa il suo obiettivo. Perchè in fondo non ci interessa sentire una storia che già conosciamo e il magone nostalgico lo abbiamo già elaborato.

1 commento

  1. Lily_Chan / 8 settembre 2017

    Sono d’accordo con la tua recensione. Questa serie è stata molto curata per quanto riguarda la ricostruzione storica, dalle musiche alle inquadrature tutto grida anni 80; la storia però l’ho trovata “solo” carina, le ho dato la sufficienza ma nonostante il finale aperto non mi sento particolarmente invogliata a guardare anche la seconda stagione

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