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Recensione su Shameless (US)

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Frank non ha amici, solo persone che ancora non ha fatto incazzare. / 11 maggio 2017 in Shameless (US)

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Stagioni 1-7
Non è facile dire qualcosa su Shameless (US), una delle serie tv di cui si parla poco, eppure dopo due episodi non se ne può fare a meno; la famiglia Gallagher ti entra dentro, non vedi l’ora di scoprire quali nefandezze è in grado di compiere Frank o come la “famiglia” reagirà ad ogni nuovo problema.
Shameless (US) si basa sull’omonima serie britannica, della quale ho visto solo la prima stagione, quindi non posso pronunciarmi più di tanto, ma per quello che ho visto, devo dire che preferisco la versione americana.
La definirei una commedia drammatica, in quanto alterna momenti esilaranti a episodi di una drammaticità unica, il tutto condito da puro cinismo e fine sarcasmo.
Sono poche le serie tv che non risentono di un calo narrativo nel susseguirsi delle stagioni, Shameless è una di queste. Sono giunti alla settima stagione, e a parte qualche episodio, il tono non è mai sceso, i personaggi sono cresciuti (fisicamente) e le loro storie si sono ben adattate alle nuove età; ed è proprio per questo motivo, che la serie, più di altre, potrebbe continuare all’infinito.

Shameless racconta le vicende della famiglia Gallagher che vive in uno dei peggiori quartieri di Chicago, il South Side. Alcol, droghe e violenza sono il quotidiano. I ragazzi, con il padre sempre ubriaco e la madre assente (scappata), devono affannarsi per tirare avanti.
Frank (William H. Macy), il padre, colto e intelligente, ma alcolista e tossico impenitente per scelta, sempre in cerca di soldi, è capace di ogni nefandezza nei confronti di tutti, compresi i figli.
Fiona, la figlia più grande, colei che ha fatto da badante al padre e da madre a tutti i fratelli. Colei che per anni ha risolto i problemi della famiglia (economici e non) e che insegue costantemente il riscatto economico e una vita senza doversi occupare dei fratelli e del padre.
Phillip “Lip”, il secondogenito, sicuramente il più intelligente. Riesce sempre a far soldi sfruttando questa sua dote, ma al contempo è il più debole, ha problemi con l’alcol, ma non è in grado di chiedere aiuto, quindi riesce sempre a distruggere i rapporti con le persone che hanno visto il buono che c’è in lui.
Ian, il più determinato dei fratelli, sicuramente il più ambizioso. Da sempre cerca di essere indipendente economicamente. Inizialmente ha relazioni di poca importanza con maschi adulti, ma poi si innamora di Mickey Milkovich, un vero delinquente. La loro relazione (“Gallavich”) è stata definita dalla critica una delle più “potenti” e toccanti nella storia della televisione.
Deborah “Debbie”, la sorellina, premurosa e amichevole con tutti, ma anche molto testarda. Pur di perdere la verginità, violenta un ragazzo più grande. In seguito rimarrà incinta e nascerà Franny. E’ la più legata al padre Frank.
Carl, il penultimo dei fratelli, forse il personaggio più interessante, impossibile non amarlo. Da piccolo è un vandalo, un bullo, si diverte a distruggere e a torturare, quasi sociopatico, ma ha un cuore d’oro. Il suo personaggio è in continuo mutamento e nelle ultime stagioni si assisterà ad un cambiamento importante.
Liam, il più piccolo, troppo piccolo per avere una sua storia, ma è sempre presente e spesso è l’elemento centrale della narrazione. Probabilmente già dalla prossima stagione avrà “vita propria”. Dimenticavo, è di colore, ma è sicuramente figlio di Frank!

Oltre agli elementi della famiglia, ci sono Kevin e Veronica (la più grande amica di Fiona), la coppia di vicini le cui storie si intrecciano con quelle dei Gallagher. Condividono gioie e drammi, anche se ad un certo punto, con l’entrata in scena di Svetlana “Lana” (una prostituta russa), si assiste ad una separazione, una vicenda parallela che si stacca da quella della famiglia.

Attorno ai protagonisti principali, di stagione in stagione, si muovono altri personaggi.
Jimmy/Steve, primo fidanzato di Fiona, faccia da bravo ragazzo, di famiglia ricca, ma con qualche segreto.
Sheila, una grandissima Joan Cusack, Premio Emmy come miglior attrice guest star, e sua figlia Karen, spregiudicata e ninfomane. Mandy Milkovich, sorella di Mickey e la migliore amica di Ian. Monica, moglie di Frank e madre di quasi tutti i figli.

In ogni stagione ognuno dei personaggi segue la sua storia personale, ma alla fine in un modo o nell’altro la famiglia è più unita che mai… a parte Frank.
Il mio consiglio, guardate qualche episodio e poi decidete, ma evitate di affezionarvi a Frank, ve ne pentirete 🙂

Stagione 8: anche i Gallagher crescono…
Stagione naturalmente diversa. Come era prevedibile assistiamo alla naturale evoluzione dei personaggi. In particolare ho apprezzato l’evoluzione di “Lip”, che finalmente riesce a capire che se vuole riprendere in mano la sua vita, deve prima di tutto pensare a se stesso, così come la storia di Fiona, che riesce a coniugare la sua voglia di miglioramento sociale con il suo essere una Gallagher. Interessante anche la crescita di Liam, che finalmente ha vita propria.
Un po’ più piatte le story-line di “Debbie” e Carl, mentre non ho apprezzato molto l’evoluzione di Ian!
Ah si, manca Frank, bhe, Frank è probabilmente la vera sorpresa dell’ottava stagione! 🙂

8 commenti

  1. Not Penny's boat / 7 luglio 2017

    Bellissima recensione, ma dovresti inserire il fatto che contiene spoiler. È bellissimo il modo in cui hai descritto i personaggi, la penso come te. Mi dispiace vedere Lip lasciarsi andare ma si poteva intuire dal fatto che ami solo donne che lo trattano di mera… Come Fiona del resto, ama i bugiardi patologici e criminali, mi piace che gli sceneggiatori abbiano fatto emergere che il fatto di non essere amati dai propri genitori influisce constantemente sulla vita dei fratelli Gallagher (a parte Ian per ora).

    • Federico66 / 7 luglio 2017

      Grazie, a me piace molto la tua definizione “Le loro vicende non sono straordinarie ma straordinariamente ridicole…” 🙂
      Vero, se ne parla poco, è una di quelle serie che va avanti un po’ in sordina; forse perché non è facile da etichettare, forse perché, vista anche la sua natura solo in parte commedia, non viene presa sul serio. Secondo me, al contrario, gli argomenti trattati (al limite del paradosso) sono più reali di quanto sembri, e la risata che provoca molto spesso è una “risata drammatica”.
      PS
      Grazie per avermi fatto notare la mancanza dell’alert.

      • Not Penny's boat / 7 luglio 2017

        Vedo in molti lamentarsi che non è una serie “impegnata”, credo che preferiscano le favole magari inutilmente complesse con discorsi inverosimili, shameless é così sporca, assurda, cinica però facendo ridere non può essere bella. Personalmente é tra le 3 serie che mi é piaciuta di più in assoluto, ne sono dipendente.

  2. Not Penny's boat / 7 luglio 2017

    Vedere gente che preferisce fari ds (con tutto il rispetto é vuota come serie) o che considerano i Griffins migliore di shameless mi fa morire dentro

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