Recensione su Sanditon

/ 20196.33 voti
serie tvSanditon
Creata da:

Jane who? / 17 Gennaio 2020 in Sanditon

Ok che la miniserie prende spunto da un incompiuto austeniano e quindi è logico che si proceda di pura inventiva per sviluppare una storia che, in origine, è solo un abbozzo o poco più (e qui potrebbe anche porsi l’interrogativo di perchè mai qualcuno si sia preso il disturbo di realizzare qualcosa basato solo su poche pagine accennate, ma tant’è), ma ridursi a scopiazzare disinvoltamente da Pride and prejudice (Mr Sydney Parker, personaggio estraneo al racconto originale, è l’alter ego di Mr Darcy in tutto e per tutto) e innestare robe che con il “clima” austeniano non c’entrano un benemerito[1] è davvero avvilente. Attualizzare a tutti i costi non sempre è un valore aggiunto, anzi, i risultati che si ottengono sono qualitativamente opposti alle aspettative. Così come rielaborare a tutti i costi, e inserire morali, valori, messaggi e psicologie da XXI secolo in ambientazioni del primo XIX. Ma il problema non è questo, non solo questo perlomeno, quel che delude e annoia lo spettatore è soprattutto la sensazione di già-visto-già-sentito lasciata dall’intero prodotto, tra storyline scontate (per chi ha almeno, come nel mio caso, visto qualche film tratto da opere di J. Austen…figuriamoci per chi ha letto i testi originali), concept dei personaggi copiato pari pari di qua e di là, dialoghi scialbi e situazioni ripetitive. Ad aggravare la situazione ci si mette pure la mancanza di ironia (vabbe’, ok, giusto una-due uscite dell’anziana Lady di turno) e di leggerezza, tutto si prende troppo sul serio.
Solo un period drama e neppure tanto ben realizzato.
Voto: 4.5 , se ne poteva fare a meno.

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****AVVISO: INIZIO SPOILER****
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[1]:
La relazione incestuosa tra i fratellastri Sir Edward e Miss Esther Denham che sa molto di Cruel intentions, la giovanissima ereditiera delle Indie Occidentali (presente sì nella versione originale, ma qui è divenuta la figlia illegittima di un ricco proprietario britannico nei Caraibi e di una schiava africana), l’abolizionismo, il turpiloquio usato dai personaggi, l’antisessismo (di allora e di oggi), la sessualità e la nudità, giusto per dirne qualcuna. Ah, sì, manca pure il lieto fine, una roba che meno austeniana non si può.
****AVVISO: FINE SPOILER****

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