Recensione su Russian Doll

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“Nicky” è uscita dal gabbio / 13 Marzo 2019 in Russian Doll

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Tra le produzioni Netflix più interessanti degli ultimi tempi (almeno per me), anche se alle prime battute non proprio originale, lo diventa con lo svolgersi della storia.
L’originalità sta nell’evoluzione del personaggio (Nadia), che abituato a ragionare da programmatore, si mette alla ricerca del bug che genera il reset della sua vita, dapprima valutando le cause fisiche e, passando per misticismo e metafisica, arriva a mettere in discussione la propria intera esistenza.
Nadia (Natasha Lyonne), cinica, menefreghista e dissoluta, cerca in ogni modo di venire a capo del bug, e proprio come un giocatore di videgame, tenta e ritenta, imparando dai precedenti “errori”, e prezzante del fatto che l’ennesima morte potrebbe portare al game-over.
Nadia si evolve, finalmente capisce che il problema non è lei (o lui) presi singolarmente, la soluzione non sta nel fare i conti con se stessi ed il proprio passato, ma nell’essere partecipi dei problemi altrui, essere disposti a dare tutto per gli altri, perché solo cosi si può essere di aiuto a se stessi.
Natasha Lyonne è superlativa, ed è riuscita a costruirsi addosso un personaggio non facile, viene quasi da pensare che sia autobiografico :-); inoltre, per chi ha seguito Orange Is the New Black, è come vedere “Nicky” fuori dal carcere, stesso carattere, stessa dissolutezza.
Altra nota positiva, la scelta musicale. Non era facile scegliere un brano in grado di evidenziare la ripetitività, il loop temporale, che non diventasse sottofondo. Il brano scelto (Gotta Get Up Harry Nilsson) è talmente azzeccato, che ancora adesso mi ronza in testa 🙂
Da vedere assolutamente, e se riuscite, è un ottimo prodotto da binge watching (8 episodi da 25 min).

5 commenti

  1. Stefania / 13 Marzo 2019

    Pare che Harry Nilsson sia un artista tutto da scoprire! 🙂 Io non sapevo neppure chi fosse, finché non ho sentito la sua Jump into the Fire in A Bigger Splash di Luca Guadagnino (poi, ho visto che, recentemente, anche Sorrentino l’ha usata nella colonna sonora di Loro, ma -forse mi sbaglio- in un’altra versione).

    • Federico66 / 13 Marzo 2019

      Anch’io, mai senstito, ma pensa un po’, in realtà ho appena scoperto che è famosissimo… ti dice niente Everybody’s Talkin 🙂

    • verons / 14 Marzo 2019

      Io lo conoscevo proprio per Everybody’s talking che è, e rimane, una delle mie canzoni preferite. Evidentemente la sua musica si presta bene al cinema 😉

      • Stefania / 15 Marzo 2019

        @verons: Everybody’s Talking è una di quelle (belle) canzoni entrate nell’immaginario collettivo per cui mi capita di non indagare (a torto) chi ne sia l’autore. Invece, evvediche Nilsson merita proprio 🙂

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